Dipendenza affettiva: quando la dipendenza sta nel cuore

Amarsi è la capacità di trascendere se stessi e, insieme ad un altro, creare una nuova realtà. L’amore è un’occasione di crescita e arricchimento.
Talvolta però, se si altera l’equilibrio tra il dare e il ricevere, tra gli spazi propri e quelli condivisi, l’amore si trasforma in una gabbia senza fuga con pareti fatte di dolore.

Dipendenza affettiva: quando la dipendenza sta nel cuore

La dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva è una forma patologica di amore caratterizzata da assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva, in cui uno dei membri della coppia è “donatore d'amore” a senso unico. Egli vede nel legame con l’altra persona, spesso problematica o sfuggente, l'unico scopo della propria esistenza e il riempimento dei propri vuoti affettivi. Non sempre è semplice distinguere tra amore e dipendenza affettiva, talvolta la sottile linea di demarcazione può addirittura sbiadirsi.

Volendo tracciare più chiaramente questa linea potremmo trovare che la differenza tra le due condizioni sta, fondamentalmente, nel grado di autonomia dell'individuo e nella sua capacità di trovare un senso in se stesso. Secondo il credo comune sembra che l’amore nasca dall’incontro tra due metà – tutti sogniamo di incontrare prima o poi nella propria vita la famosa “altra metà della mela” – ma, sfortunatamente per i detti popolari, l'amore nasce dall'incontro di due unità, non di due metà. Solo se ci si percepisce nella propria completezza e interezza è possibile donarsi senza annullarsi, senza perdersi, senza più ri-trovarsi, nell'altro. Difatti, essere in una condizione di dipendenza affettiva, non consentendoci di essere autonomi, ci impedisce di vivere l'amore nella sua profondità e intimità.

Il proprio Sé, integro, compatto, unico, completo, autonomo è la base per un’intimità e profondità solida e appagante con se stessi e dunque con l’altro. La paura di essere abbandonati, di separarsi dall’altro, della propria solitudine generano un costante stato di tensione. La presenza dell'altro a questi punti non è più una libera scelta, bensì è vissuta come una questione di vita o di morte: senza l'altro non si ha la percezione di esistere. I propri bisogni e desideri individuali vengono annullati, negati e an-negati in una relazione simbiotica.

Precondizione per vivere una sana intimità è lo sviluppo di una sana identità

La dipendenza affettiva: non uno ma due

La dipendenza affettiva, differentemente da quanto si potrebbe pensare non è un fenomeno solitario, che riguarda una sola persona, ma è una dinamica che si vive in due. Infatti, alle volte il partner del “dipendente affettivo” è una persona problematica, che maschera la propria dipendenza affettiva con un’altra forma di dipendenza (si può essere dipendenti veramente da moltissime cose, per fare solo alcuni esempi, cibo, alcol, fumo, internet, lavoro). In questo caso, i problemi che vive il partner diventano la scusa per dedicarsi interamente all'altro che appare bisognoso, non prendendosi quindi il rischio di condurre un'esistenza per sé. Altre volte la persona amata è rifiutante, sfuggente o irraggiungibile. 

Ad ogni modo, in  entrambi i casi avviene una lotta: la dipendenza si alimenta del desiderio di essere amati proprio da colui che non ci ricambia in modo soddisfacente, ed essa cresce in proporzione al rifiuto, anzi se non ci fosse quest'ultimo, il presunto amore (ovvero la dipendenza) non durerebbe.

La persona che ha una dipendenza affettiva di solito soffoca ogni proprio desiderio ed interesse individuale per occuparsi esclusivamente dell'altro ma inevitabilmente viene delusa e il suo amore prende la forma del risentimento. Nel contempo, però, non riesce ad interrompere la relazione, in virtù di ciò che definisce “amare troppo”, non rendendosi conto che questo comportamento sta distruggendo l'amore che, invece, richiede autonomia e reciprocità.



La dipendenza affettiva sul piano fisiologico

I sintomi della dipendenza affettiva sul piano psico-fisiologico sono sovrapponibili a quello di qualsiasi altra forma di dipendenza:

  • ebbrezza: la persona può sperimentare un senso di piacere quando sta con il proprio partner che non riesce ad ottenere in altri modi e che gli è indispensabile per stare bene;
  • tolleranza: la persona ricerca “dosi” di tempo sempre maggiori per poter stare con il partner, riducendo via via sempre di più il proprio tempo autonomo e in solitudine così come i contatti con l’esterno;
  • astinenza: la persona sente di esistere solo quando c'è l'altro, la sua assenza e mancanza lo getta in uno stato di allarme e di attivazione (arousal). Egli non riesce a concepire la propria vita senza l'altro. Nel contempo il partner è visto come l'unica fonte di gratificazione, ogni altra attività quotidiana è trascurata, l'unica cosa importante è il tempo trascorso con l'altro.
  • incapacità di controllare il proprio comportamento: la diminuita lucidità e criticità crea vergogna e rimorso. Spesso la persona vive i segni e sentimenti di una prostrante sconfitta e ricaduta nella dipendenza, sentendo ancora più imminenti di prima i propri bisogni legati all’altro. Questi stati affettivi si colorano sovente di rabbia e senso di colpa.

La posizione paradossale che caratterizza la dipendenza affettiva è che contemporaneamente si percepisce la sensazione di “non posso stare con te” (per il dolore in seguito a umiliazioni, maltrattamenti, tradimenti) “ne senza di te”, (per l'angoscia al solo pensiero di perderti).


Le possibili origini della dipendenza affettiva

Secondo alcune prospettive teoriche, la dipendenza affettiva affonda le sue radici nel rapporto con i genitori durante l'infanzia. Queste persone hanno ricevuto da bambini il messaggio che non erano degni di essere amati o che i loro bisogni non erano importanti, o quantomeno, i loro bisogni emotivi sono stati trascurati alla stregua di altri bisogni, in particolar modo quelli materiali.

Come spesso accade, la crescita copre la ferita, ma la lascia insanata; infatti, identificandosi con il partner le persone dipendenti cercano di salvare se stesse colmando perciò le proprie carenze affettive. Nella vita di coppia si riattribuiscono, più o meno inconsapevolmente, ruoli simili a quelli vissuti con i genitori, tutto volto al tentativo di cambiare il finale. Non avendo sperimentato una sensazione di sicurezza nell’infanzia, la persona tende ad aver bisogno di controllare l'altro, nascondendo questa tendenza però dietro il fittizio bisogno di aiutarlo. 

Il principale ostacolo nella risoluzione del problema di dipendenza affettiva è nell’ammettere di essere dipendenti. Infatti, i confini tra ciò che è normale in una coppia e ciò che è invece una dipendenza, sono molto sottili.

 

Per risolvere la dipendenza affettiva

La difficoltà nel riconoscere la dipendenza affettiva può risiedere anche nei modelli distorti di amore ai quali si è stati esposti che possono far ritenere determinati abusi e sacrifici di sé come “normali”.

Spesso, in modo del tutto paradossale, è la “speranza” che fa sopravvivere la situazione problematica e dolorosa, tendendo a cronicizzare dei copioni relazionali consolidati da cui è difficile uscire. Così, talvolta, l’inizio del cambiamento arriva quando uno dei due membri della coppia raggiunge il fondo. A questo punto si sperimenta la più pura disperazione, che rappresenta la sfida e dunque la possibilità di sotterrare le illusioni che hanno nutrito a lungo il rapporto patologico.

Generalmente è questo il momento in cui si è più disposti a chiedere aiuto. Generalmente è questa l'occasione per iniziare un percorso psicologico di cambiamento, volto alla compresione di sé, delle proprie capacità e abilità per poter costruire dei legami sentimentali più appaganti, a partire da quello con se stessi

 

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Dipendenza affettiva, saper dire basta