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COUNSELING DI ORIENTAMENTO PROFESSIONALE PER FARE LA SCELTA GIUSTA

La costruzione di una propria identità professionale è un obiettivo primario al fine di consolidare e mantenere un ruolo sociale e un equilibrio personale. Il counseling di orientamento professionale si definisce come relazione d’aiuto per far fronte ai compiti di sviluppo connessi all’esperienza formativa e lavorativa di ogni persona e come strategia di prevenzione nei confronti di esperienze individuali di insuccesso e di disagio

Il counseling di orientamento professionale è una modalità di aiuto all’individuo per affrontare non solo il suo particolare problema orientativo, ma anche per esplorare aspetti che riguardano la sua personalità globale, per riattivare le energie necessarie a trovare soluzioni soddisfacenti, per favorire un progressivo processo di autonomia e di sviluppo personale. Il counseling di orientamento professionale cerca di far fronte ai disagi derivati da un inadeguato rapporto individuo-lavoro, di facilitare le scelte formative o di inserimento lavorativo, di potenziare le capacità dell’individuo di affrontare le decisioni relative alla propria vita professionale (career  counseling).

 

Le situazioni in cui è richiesto un intervento di counseling di orientamento professionale riguardano diverse categorie di utenti, tra cui giovani che devono entrare nel mondo del lavoro, anche studenti che devono effettuare una scelta professionale dopo il diploma di scuola secondaria superiore, o adulti che vogliono inserirsi in nuovi contesti lavorativi o che cercano una ricollocazione professionale.
Nella maggior parte degli interventi di counseling di orientamento professionale vengono utilizzati differenti strumenti o tecniche di conoscenza delle caratteristiche individuali (colloqui psicologici in profondità, “esercizi” di autovalutazione, dinamiche di gruppo, test psicologici), scelti anche in rapporto all’approccio teorico e metodologico di riferimento.

 

Counseling di orientamento professionale e utilizzo di test

All’interno del counseling di orientamento professionale numerosi autori si sono posti il problema della modalità di utilizzo dei test psicologici e hanno individuato alcuni principi da rispettare nella loro utilizzazione. Una delle esigenze fondamentali riguarda la necessità di introdurre test in funzione degli effettivi bisogni del soggetto e di coinvolgere quest’ultimo in tutte le fasi del testing. In secondo luogo, è necessario porre l’accento non tanto sull’aspetto “predittivo” dei risultati dei test, quanto sul loro contributo alla crescita e allo sviluppo dell’individuo. In altri termini, non si tratta più di applicare una batteria infinita di test per predire il “futuro” professionale del soggetto secondo un approccio psicoattitudinale ormai superato, bensì di aiutare l’individuo a conoscere se stesso nel “presente”, in rapporto al mondo relazionale in cui vive, di fargli prendere coscienza delle sue qualità e delle sue difficoltà, di fargli individuare quelle rappresentazioni che sono alla base di modalità inadeguate per affrontare i propri compiti evolutivi.

 

Oltre ai test di personalità e a quelli cognitivi, che valutano i livelli di efficienza intellettiva generale, se ne utilizzano altri per misurare abilità specifiche che possono considerarsi prerequisiti per l’apprendimento di compiti particolari. Ovviamente ricordiamo che i profili che vengono fuori dai test non vanno assunti in modo acritico e assoluto, ma vanno considerati come delle informazioni ulteriori a colloqui e interviste di orientamento che esplorano interessi, motivazioni, capacità e competenze trasversali, aspetti personali.

 

Fonte immagine: Un ragazzo chiamato Bi

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