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COME CAPIRE IL LINGUAGGIO DEL CORPO

Il linguaggio del corpo è un’altra via per comunicare da non sottovalutare. Esistono delle indicazioni per decifrarlo oppure è tutta questione di interpretazione?

La comunicazione è un processo eminentemente umano, vera espressione dello splendido lavoro che l’evoluzione ha fatto con il nostro cervello. Un’attività apparentemente banale, sicuramente quotidiana, ma incredibilmente fragile perché si basa su un gioco di interpretazione.

Questi segnali non derivano solo dalle parole che sapientemente scegliamo per veicolare il nostro pensiero, ma anche da una serie di movimenti corporei che potremmo riassumere nel linguaggio del corpo? Come interpretarlo?

 

Una questione di interpretazione…

Una delle caratteristiche che riassumono la difficoltà del linguaggio e della comunicazione in generale (sebbene noi non la percepiamo di continuo) è che il tutto si basi sull’interpretazione individuale. Il nostro pensiero infatti, viene modulato attraverso la scelta di una serie di canali comunicativi, tra cui il linguaggio del corpo, perché arrivi al nostro destinatario con la giusta “intonazione” di senso?

Sono stata poco chiara? Ebbene pensate al modo scherzoso con cui un amico potrebbe far finta di offendervi che non provoca in voi una reazione negativa, bensì ilare; eppure le stesse parole dette da un’altra persona vi farebbero infuriare. Perché? Presto detto, le parole del vostro amico vengono interpretate come una battuta di spirito dall’intenzione bonaria, mentre quelle di una persona meno cara vi lasciano perplessi (se non peggio).

 

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… e di stile

Comunque non tutti gli amici sono uguali. Ognuno ha un suo stile, per cui il “finto insulto” a scopo goliardico non lo accettiamo di buon grado nemmeno da tutti gli amici. Oppure siamo in grado di capire quando quel “gesto dell’ombrello” in effetti è stato lanciato per offendere.

Che si tratti di comunicazione verbale o di linguaggio del corpo ognuno di noi è caratterizzato da uno stile ben preciso: tono alto o basso, linguaggio ricercato o meno, vicinanza o distanza, ecc.

Nel momento in cui conosciamo una persona le associamo uno stile: anche se non amate vedere le persone che gesticolano furiosamente il fatto che una persona nota per “occupare” molto spazio di colpo resti immobile vi potrebbe risultare strano.

Comprendere il linguaggio del corpo quindi è questione di un’interpretazione, perché ad ogni gesto cerchiamo di attribuire un significato a partire da quello che conosciamo di quella persona.

 

Il corpo è sincero

A questo punto sono certa che qualcuno sarà rimasto deluso da quest’articolo da cui sperava di trarre una sorta di decifrario, ma personalmente non credo che si possa attribuire un significato univoco al corpo.

Questa convinzione che trovate in alcuni scuole psicologiche si basa sulla convinzione che il linguaggio del corpo sia sincero, cioè che sia meno controllabile, una sorta di comportamento automatico che ci dice cosa pensi davvero l’altro.

Beh, chi mi conosce nella quotidianità sarebbe stupito nel vedere come controllo i miei movimenti corporei quando sono a lezione, dove limito moltissimo il linguaggio del corpo.

Come ogni altra forma di comunicazione il linguaggio del corpo può (anzi, dovrebbe) essere gestito da ciascuno di noi, non per mentire, ma per modulare al meglio il contenuto.

Allora, invece di dare ad un gesto un solo significato, state attenti alle variazioni. Se qualcuno usa un tono alto, perché lo sta abbassando; se cerca la distanza perché si sta avvicinando, ecc. Di sicuro quando siamo troppo sicuri di sapere cosa l’altro ci vuole comunicare qualche sfumatura di significato ci sta sfuggendo, perché nessuno legge nella mente, neanche gli psicologi.

 

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