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CHI È IL CANCER COACH

Il cancro è una patologia che spaventa e porta con sé vissuti emotivi, relazionali, cognitivi importanti oltre alle fatiche fisiche. Le figure professionali attive attorno ai pazienti sono molte e recentemente è nata quella del Cancer coach, figura utile ma da distinguere per competenze e professionalità dalla altre già attive nel campo.

La battaglia contro il cancro è vissuta da milioni di persone al mondo e dai loro famigliari. Molti ricercatori e professionisti trascorrono le loro vite alla ricerca di cure maggiormente efficaci per migliorare la qualità della vita dei pazienti sia a livello fisico che psicologico e relazione.

Inoltre molto lavoro è svolto attorno al supporto e accompagnamento del paziente e famigliari nel percorso di cura anche in caso di scarsa riuscita.

Le figure professionali attorno ai malati e ai famigliari sono molteplici ed è fondamentale non confondere il loro ruolo e capacità professionali, al fine di non intraprendere percorsi incompleti e non adatti a soddisfare tutti i bisogni.

Da qualche tempo si sente parlare del Cancer coach, una nuova figura professionale a sostegno dei malati di cancro ma con competenze estremamente diverse dagli altri professionisti del settore. Cerchiamo di fare chiarezza.

 

Cancer Coach, esiste in Italia?

Questa figura professionale fa la sua comparsa nel nostro paese e in Europa solo recentemente grazie al riconoscimento e certificazione ministeriale. Al momento solo una professionista risulta autorizzata in Italia a svolgere questa professione.

Negli Stati Uniti d’America questa figura è riconosciuta già da alcuni anni e molte associazioni sono nate attorno a questi professionisti con lo scopo di dare ascolto, attenzione, supporto e guida alle persone affette dal cancro e a chi lotta con loro.

L’azione di questa figura professionale è ben diversa da altri professionisti del settore (medici, psicologi, psicoterapeuti, nutrizionisti,…) e agisce con percorsi di coaching personalizzato e crescita personale diretti al singolo e pensati appositamente.

Ad oggi l’azione professionale dei coach è regolata e tutelata da Associazioni professionali di Categoria e non esiste un albo o ordine nazionale.

 

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Cosa fa il Cancer Coach

Il Cancer Coach si pone come un motivatore e allenatore che aiuta la persona affetta da cancro nel comprendere e nell’affrontare le diverse tappe del percorso della malattia mettendo volontà, motivazione e determinazione

Come un allenatore, cerca di individuare le potenzialità dell’individuo aiutandolo a svilupparle e utilizzarle al meglio.

Con occhi esterni e minor coinvolgimento emotivo, rispetto ai famigliari, sostiene il malato ponendosi come stimolo nei momenti di difficoltà, spronandolo a continuare a lottare contro la malattia, a credere nelle proprie potenzialità anche in condizioni non ottimali.

Lavora su aspetti anche oggettivi come il prendersi cura di sé durante la malattia anche dal punto di vista fisico ed estetico, il non abbandonare le proprie abitudini, laddove possibile, e crearne delle nuove, rendere la propria esistenza produttiva e osservarla con positività.

Inoltre un buon coach dovrebbe essere in grado di indirizzare la persona ai professionisti corretti in base alle problematiche e ai bisogni del singolo paziente.

 

Il paziente oncologico, i bisogni del corpo

Il cancro è una malattia complessa e richiede specializzazione dei professionisti e attenzione alla persona.

I bisogni fisici in prima battuta devono trovare ascolto del medico oncologo che solo con le terapie di medicina tradizionale può realmente dare speranza al paziente e ridurre la patologia.

Assieme alle terapie mediche il miglioramento delle condizioni fisiche può essere sostenuto da interventi nutrizionali, in cui un esperto in nutrizione oncologica può aiutare il paziente a stabilire un quadro alimentare corretto in relazione alla terapia chemioterapica affrontata e alla malattia. Dando al corpo il giusto introito nutritivo si migliorano gli effetti delle terapie e riducono quelli sgradevoli.

Accanto a questi professionisti agiscono sempre più naturopati, omeopati e altre figure la cui disciplina non può e non deve essere una sostituzione delle cure tradizionali, ma essere un valido sostegno.

Il Cancer Coach può sostenere il paziente nell’affrontare le terapie, nel sopportare gli effetti collaterali, nel gestire le abitudini alimentari e gli altri supporti. Diventa una guida e aiuta a gestire la nuova routine.

 

Il paziente oncologico, i bisogni emotivi

Una diagnosi di cancro porta con sé una serie di effetti emotivi per il soggetto e suoi famigliari. Molti pazienti affetti vivono disagi emotivi rilevanti che partono spesso dalla non accettazione della malattia.

Psicologo e psicoterapeuta sono le figure professionali che hanno le competenze e gli strumenti per sostenere il paziente e i suoi cari nell’accettazione della diagnosi, nel percorso terapeutico, nella ripresa della normalità in caso di guarigione e nell’accettazione in caso di morte.

I bisogni emotivi non vanno sottovalutati poiché le ricerche dimostrano che un buon coinvolgimento nelle cure mediche, accettazione della malattia e pensiero positivo possono migliorare gli effetti delle terapie e ridurre i tempi di ripresa. Il paziente ha un ruolo attivo nel percorso di cura. Gli esperti aiutano ad affrontare i cambiamenti che la patologia comporta nella sfera fisica (perdita peso, forza, capelli…), nelle relazioni, nel lavoro, nell’immagine di sé.

Se pensiamo al campo sportivo: il Cancer coach assume con il paziente oncologico il ruolo dell’allenatore in veste di motivatore e accompagnatore di gara, lo psicologo affronta le difficoltà psicologiche ed emotive migliorando la consapevolezza di sé, della situazione con effetti profondi sulla performance.

Il Cancer Coach non può e non deve sostituirsi a queste figure. Non cura disagi emotivi, non va a fondo degli stessi e non può lavorare su difficoltà di accettazione di sé e dei cambiamenti. Può aiutare a trovare la motivazione e dare sostegno nelle azioni da compiere e sostenere il paziente nel percorso di crescita personale compiuto durante la malattia.

Il Cancer Coach è una figura professionale destinata a crescere nel nostro paese e nel mondo, può essere un utile compagno di viaggio, un sostegno lucido e più distaccato e una guida.

È bene tuttavia sapere che per formazione e competenze non può sostituire gli altri anelli della catena professionale ma solo ampliarla e diventare un altro riferimento, con possibilità mirate da non confondere con altre.

 

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Foto: bialasiewicz / 123RF Archivio Fotografico

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