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Carlos Castaneda

Carlos Castaneda

 

 

 

 

 

 

 

Antropologo, sciamano, scrittore di culto, maestro spirituale, icona di intere generazioni: tutto questo è Carlos Castaneda, probabilmente una delle figure più amate e controverse della nuova religiosità contemporanea.

 

Carlos Castaneda (1925?-1998)

 

A più di dieci anni dalla morte, la figura di Carlos Castaneda, iniziatore del neosciamanesimo, rimane circondata dal mistero. Poche le informazioni certe nella sua biografia, costellata da “si dice”, “pare che” e versioni contrastanti persino su nascita e morte.
Carlos Castaneda, in origine Carlos César Salvador Aranha Castañeda, secondo documenti dell'Ufficio immigrazione statunitense, nasce il 25 dicembre 1925 a Cajamarca in Perù. Altre fonti riportano un'altra città, un'altra nazione e un diverso anno di nascita: rispettivamente, San Paolo in Brasile, il 1923 o, stando a quanto dichiarato dallo stesso Castaneda al momento di iscriversi all'università in California, il 1935. La morte invece avviene a Los Angeles il 27 aprile del 1998, ma la notizia viene data con quasi due mesi di ritardo e con non poche lacune. La fine di quel che Elémire Zolla definì il “viaggio magico” di Carlos Castaneda non viene celebrata con un funerale pubblico. Poco dopo l'annuncio della morte del loro maestro, Carol Tiggs, Taisha Abelar e Florinda Donner-Grau, le fedelissime discepole che hanno vissuto con Castaneda nei suoi ultimi anni di vita, spariscono nel nulla. Le “streghe”, così si facevano chiamare, lasciano la casa di Beverly Hills senza lasciare traccia. Insieme a loro anche Patricia Partin, figlia adottiva di Castaneda, di cui si tornerà a parlare nel 2006 quando vengono riconosciuti come suoi i resti ritrovati anni prima nella Death Valley. Non si sa ancora se sia stato suicidio o morte naturale. Ma questa è un'altra storia.
Castaneda si trasferisce negli Stati Uniti nel 1951. Pare che lasci in Perù, incinta, una moglie di origine cinese. Si dichiara comunque celibe e nel 1960, dopo aver ottenuto la cittadinanza americana, sposa Margaret Runyan. Dopo alti e bassi, divorzieranno nel 1973.


L'incontro con Don Juan Matus

 

Carlos Castaneda si dedica agli studi di parapsicologia e antropologia. Nel 1961, durante un viaggio di studio tra l’Arizona e il deserto di Sonora, si imbatte in un vecchio indiano Yaqui di nome Juan Matus. Come racconterà poi Castaneda, Don Juan Matus è un nagual, un “uomo di conoscenza” portatore delle antiche tradizioni sciamaniche Tolteche, capace di guidare gli altri verso nuove aree della percezione. Al suo fianco Castaneda comincia un lungo apprendistato che passa anche attraverso l'uso del peyote, della datura e di altre piante psicotrope. Le esperienze vissute con don Juan – dal 1961 al 1965 prima e dal 1968 al 1971 poi – diventeranno il materiale per i suoi libri. Il primo, Gli insegnamenti di Don Juan (The Teachings of Don Juan), dapprima tradotto con A scuola dallo stregone, viene pubblicato nel 1968 dalla University of California Press e diventa subito un classico della cultura underground. Il passaparola arriva all'editore Simon & Schuster, che ne acquista i diritti e ne fa un bestseller a livello mondiale. Seguono Una realtà separata (A Separate Reality, 1971), e Viaggio a Ixtlan (Journey to Ixtlan, 1972), con cui Castaneda ottiene il dottorato in antropologia alla UCLA (University of California at Los Angeles). Con i suoi scritti, un totale di 12 libri poi tradotti in 17 lingue, Carlos Castaneda conquista milioni di lettori in tutto il mondo e, nel 1973, una copertina del Time, mentre la comunità scientifica si mostra sempre più scettica.

 

Tra scetticismo e riserbo

 

Oltre ai metodi di ricerca poco ortodossi usati da Carlos Castaneda (l'uso delle droghe in testa), i suoi critici sottolineano come nessuno abbia mai avuto modo di incontrare Juan Matus, della cui esistenza non esistono tracce evidenti. Né documenti, né fotografie. A tal proposito, Castaneda rispondeva ai suoi detrattori che “per uno sciamano come don Juan, astenersi dal rivelare i dati personali è imperativo. Allontanarsi dal "me", quello che chiamava "storia personale", è estremamente fastidioso e difficile. Ciò che gli sciamani come don Juan cercano è uno stato di fluidità dove il "me" personale non conta. Don Juan diceva che è meglio non sapere nulla di uno sciamano; in questo modo invece di incontrare una persona, si incontra un'idea; l'opposto di ciò che succede nella vita quotidiana dove entriamo in relazione con persone che hanno solo problemi psicologici, e non idee... tutte queste persone piene fino all'orlo di ‘io, io, io’”. Lo stesso Castaneda e il suo entourage fanno propria la regola che impone di cancellare la propria storia personale, tagliando i legami con le famiglie di origine e imponendo il divieto di diffondere i dati biografici, scattare fotografie e registrare la voce.
Tra le poche eccezioni al suo rigido riserbo ci sono le conferenze che, a partire dai primi anni Novanta, lo portano a girare gli Stati Uniti per promuovere la tensegrità, disciplina sciamanica ancora molto conosciuta e praticata in tutto l'Occidente.

Ora so che gli uomini sono creature di consapevolezza, coinvolte in un viaggio evolutivo di consapevolezza, che in realtà non conoscono la propria esistenza e sono colmi di incredibili risorse che non utilizzano mai.
Carlos Castaneda

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