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SE I COMPLIMENTI NON MIGLIORANO LA BASSA AUTOSTIMA DEI BAMBINI

Complimenti eccessivi potrebbero peggiorare la bassa autostima nei bambini anziché aumentarla: essere elogiati troppo o troppo spesso per le loro performance porrebbe a confronto con aspettative percepite come troppo elevate alimentando, in un circolo vizioso, ansia e sfiducia in sé stessi.

Cercare di modificare la bassa autostima dei bambini con complimenti e lodi esagerate avrebbe l’effetto paradossale di peggiorare la situazione rendendo questi bambini ancora più incerti e sfiduciati in sé stessi. Questi i risultati di uno studio in corso di pubblicazione sulla rivista Psychological Science che evidenziano come elogi e complimenti non siano buoni di per sé, ma debbano essere commisurati ad una valutazione realistica, concreta e specifica del comportamento del bambino escludendo valutazioni assolutistiche o generalizzate all’interezza della sua persona.

 

I complimenti sostengono un’autostima già elevata

Nello studio in questione i ricercatori hanno posto a confronto bambini con livelli adeguati di autostima e bambini con bassa autostima ed hanno esplorato le conseguenze che, nei due gruppi, producevano le lodi e i complimenti che ricevevano dai genitori che dovevano fornire loro un feedback in un esercizio di matematica svolto a casa.

Se i bambini con adeguata autostima sembravano accrescere la fiducia in sé stessi in seguito agli elogi ricevuti, quelli con bassa autostima sembravano ancora più incerti nelle proprie capacità temendo di non risultare all’altezza delle alte aspettative che tali riconoscimenti implicitamente veicolavano. Ma allora, verrebbe da chiedersi, in fatto di complimenti e autostima “chi è ricco diventa ancora più ricco” mentre gli altri non faranno che peggiorare?

 

Il meglio è nemico del bene…

Un aspetto interessante dello studio in questione è quali fossero i riconoscimenti che, secondo i ricercatori, rappresentavano complimenti o lodi eccessive. Ebbene, la questione non stava soltanto nella frequenza o nel comportamento oggetto di lode, ma soprattutto nell’utilizzo di espressioni o aggettivi assolutizzanti come “incredibilmente” o “perfetto”.

 

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Questo tipo di riconoscimenti rivelava, nelle comprensibili intenzioni dei genitori, lo scopo di sottolineare con maggior forza i risultati ottenuti dai figli per incrementarne la bassa autostima. Tuttavia, tali feedback, venivano percepiti da questi ultimi come attese di perfezione ed eccellenza sul loro comportamento e la loro persona, attese evidentemente irrealistiche e demotivanti chi già possiede bassa fiducia in sé stesso.

 

Distinguere tra valutazioni globali e specifiche

I complimenti e gli elogi eccessivi possono peggiorare anziché migliorare l’autostima già fragile di un bambino perché alimentano una confusione di fondo tra una valutazione globale e specifica di sé stessi alimentando una controproducente tendenza al perfezionismo o il rifiuto a misurarsi con qualsivoglia obiettivo nel timore di deludere le aspettative altrui e di riportare un fallimento.

Questi bambini, paradossalmente, possono imparare molto di più ricevendo feedback puntuali e motivati sui punti di forza ma anche di criticità dei risultati che ottengono. Questo li incoraggia a imparare a distinguere che una valutazione specifica sugli esiti dei un certo comportamento non equivale ad un giudizio globale sul valore della propria persona.

 

Aumentare l’autostima facendo da modello

Uno dei modi migliori per incoraggiare l’autostima di qualcuno non è sommergerlo di complimenti: quella persona potrebbe anche pensare che, in fin dei conti, vi sbagliate sul suo conto e che se la conosceste per come “davvero” è non la ammirereste affatto.

Una modalità certamente efficace, oltre a quella di fornire feedback circostanziati e adeguati, è quella di fungere da modello: un genitore che dia prova al bambino di poter ammettere e riconoscere la responsabilità dei propri errori senza per questo sminuirsi e perdere stima in sé stesso come persona fornirà il miglior esempio ad un bambino con una bassa autostima (McWilliams, N., Il caso clinico, Cortina, 1999).

Il messaggio è tanto semplice quanto importante: si può sbagliare pur restando persone degne di stima e di valore e non è necessario dimostrare di essere perfetti per essere amati e riconosciuti.


In diverse città italiane esistono corsi e seminari sulla formazione dell'autostima nei bambini

 

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