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IMPARARE A TACERE PER VIVERE MEGLIO

Ci sono situazioni in cui è meglio tacere per convenienza, altre per darsi la possibilità di ascoltare e ascoltarsi. Il silenzio, insomma, male non fa.

 

Ci sono molti momenti della vita in cui è importante tacere. È qualcosa di molto complicato perché la nostra mente produce un flusso di pensieri continuo e inarrestabile che spontaneamente spesso viene tradotto in parole, pronunciando talvolta cosa che era meglio non dire.

Imparare a tacere, a stare in silenzio ha differenti effetti che possono migliorare la qualità della vita, o quanto meno far sfuggire da situazioni spiacevoli. 

 

Imparare a mordersi la lingua

A chiunque sarà capitato di dire qualcosa in circostanze poco corrette e ricadere poi in una serie di conseguenze spiacevoli. Capita da bambini quando si risponde in malo modo ai genitori, presi dal flusso della rabbia, da ragazzi quando nel tentativo di fare amicizia si fanno “gaffe” e si cade nell’imbarazzo, da adulti nei contesti di lavoro, con il partner, con gli amici. 

Sono situazioni in cui non si riesce proprio a controllare le proprie parole che escono impulsivamente, spesso come conseguenza di stati emotivi poco piacevoli e difficili da cogliere e soprattutto controllare.

È proprio in queste circostanze che è meglio imparare a tacere e più nello specifico imparare a sentire il proprio vissuto e controllare il flusso di pensieri, prima che sia troppo tardi. Il maggiore controllo può ridurre la possibilità di cadere in circostanze imbarazzanti, deludenti, pericolose o compromettenti e preservare una certa immagine di sé e margine di sicurezza.

 

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Assaporare il silenzio

Nell’imparare a tacere bisogna anche acquisire la capacità di stare e assaporare il silenzio. Ci sono persone che hanno paura del silenzio, sfuggono da esso cercando di riempirlo con parole, suoni, azioni o tutto ciò che genera altro da ciò che per loro è il nulla più spaventoso.

Acquisire questa capacità è importante perché nel silenzio si possono gustare le bellezze attorno in modo più profondo e limpido, i propri pensieri possono scorrere e ricevere maggiore attenzione e considerazione, essere ascoltati e accolti, la creatività può dare sfogo e il proprio vissuto prendere forma, anche con impeto, chiedendo inevitabilmente di essere affrontato.

Gestire tutto questo e imparare a conviverci, concedendosi qualche minuto senza “parlare”, in cui sono racchiuse tutte quelle forme di rumore che si cerca di creare, riduce lo stress, l’attivazione e ripristina il contatto con sé e con le cose più importanti. 

 

Imparare a tacere per ascoltare

Un altro beneficio dell’imparare a tacere è quello di darsi la possibilità di ascoltare. Troppe volte presi dall’impeto di esprimere il proprio pensiero non ci si ferma ad ascoltare l’altro, perdendosi cose importanti e momenti di condivisione. Accogliere le parole altrui e rendersi disponibile ad ascoltare ha effetti positivi per sé e per il proprio interlocutore.

Infatti, a sé permette di scoprire lati differenti dell’altro, o punti di vista e modalità di osservare le cose in modo diverso, ricevere consigli, ottenere un confronto, ecc., all’altro dà accoglienza, la possibilità di esprimersi, di cercare un contatto e di entrare in relazione.

L’ascolto diviene quindi reciproco e tacere non è più omettere qualcosa ma accogliere qualcosa di nuovo, che arricchisce la relazione e non solo.

Imparare a tacere ha quindi differenti vantaggi che possono migliorare la propria quotidianità e serenità. Non si tratta di annullare il proprio pensiero e non dire più nulla, ma darsi il tempo per pensare, controllare l’emotività e impulsività, entrare in relazione con il contesto e ascoltarsi nel profondo

 

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FOTO: gstockstudio / 123rf.com

 

 

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