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ARCHETIPI DEL FEMMINILE: LA DEA ERA

Se è vero che dietro a un grande uomo c’è una grande donna, questa è con molta probabilità una donna Era. L’energia di questo archetipo spinge una donna a cercare la propria realizzazione nel rapporto con un uomo, un uomo generalmente potente e di successo.

Era, secondo Jean Bolen, appartiene agli archetipi delle dee “vulnerabili”, quei modi di essere che spingono una donna a trovare realizzazione e gratificazione attraverso il rapporto, che sia con un marito, come nel caso appunto di Era, con un figlio, come nel caso di Demetra o con una madre come nel caso di Persefone. Differentemente quindi da archetipi come Atena e Artemide, che spingono una donna inseguire indipendenza e autosufficienza. 

Era in particolare è l’archetipo femminile che spinge la donna a ricercare il proprio appagamento emotivo e la propria autorealizzazione attraverso il rapporto con un uomo, le attenzioni e i successi di lui. Era incarna, in tal senso, il simbolo della perfetta “first lady” che si definisce in quanto “moglie” e si rispecchia nei successi di un marito potente.

 

Era nella mitologia

Nei poemi omerici e nella mitologia in generale viene spesso tratteggiato il profilo di una Era “bisbetica” e vendicativa, più volte umiliata dai continui tradimenti di Zeus, che sfoga la propria rabbia distruttiva sulle amanti di lui o la relativa progenie. Questa déa tuttavia era anche molto rispettata nell’antica Grecia dove veniva venerata come déa del matrimonio.

Il culto di Era prevedeva tre differenti momenti dell’anno solare: veniva venerata come fanciulla/vergine in primavera (Era Parthenos), come donna Realizzata nel matrimonio in estate/autunno (Era Teleia), come vedova in inverno (Era Chera). Questi sono i tre stadi che rimandano alla ciclicità della vita della donna.

 

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Caratteristiche e pregi dell’archetipo Era

L’archetipo Era è, al pari degli altri, un aspetto fondamentale della psiche femminile poiché è quello che consente a una donna di investire in un’unione di coppia a cui essere leale e fedele “nella buona e nella cattiva sorte”.

In tal senso Era è l’archetipo che spinge una donna ad autorealizzarsi nel matrimonio, non solo per il riconoscimento di status che questo le garantisce. Ma anche per un suo profondo bisogno di sentirsi “l’altra metà”, la compagna di un uomo percependo nel compimento di questa unione un significato mistico.

La donna che è capace di entrare in profondo contatto con l’archetipo Era è colei che può vivere, nell’unione matrimoniale, una dimensione “sacra” che pone gli sposi in contatto con una dimensione sovraordinata rispetto alla loro singolarità individuali.

L’aspetto mistico dell’unione matrimoniale è qualcosa che appartiene alla psiche e all’inconscio collettivo, a prescindere dalle credenze religiose dei singoli individui. Ogni unione matrimoniale pone i due sposi a condividere le incognite che la vita futura riserverà loro facendo fede a un patto che prescinde sia le loro individualità, sia le contingenze della vita quotidiana.

Questa dimensione sovrapersonale rende sacro il matrimonio agli occhi di una donna che sia in profondo contatto con l’autentica energia di questo archetipo.

 

Era: criticità e limiti

Come tutti gli archetipi del femminile, anche l’archetipo Era dev’essere giustamente “dosato” nella personalità. Se prende il sopravvento e non lascia spazio ad altre energie motivazionali può rivelarsi fonte di frustrazione invece che di appagamento.

Definirsi solo in quanto “moglie di…” può essere fuorviante perché priva una donna della possibilità di accedere ad altre fonti di realizzazione: nessun rapporto umano, neanche quello matrimoniale, può da solo essere in grado di soddisfare tutti i bisogni.

Così come la donna pervasa dall’archetipo di Demetra non sarà una buona madre se farà solo la madre; una donna “posseduta” dall’archetipo Era rischierà di vivere il matrimonio come fonte di frustrazione perché avrà rinunciato a vivere altri ambiti della propria vita subordinando ad esso lavoro (rinunciandovi in tutto o in parte), amicizie (ad esempio rimanendo in contatto solo con donne sposate), attività e fonti di interesse autonome.

Questo, in una donna troppo votata a Era, può attivare la dimensione “negativa” dell’archetipo: un’Era ferita e frustrata che può rivelarsi insicura, gelosa e possessiva, bisognosa del marito per ottenere conferme affettive e per rispecchiarsi nei successi di lui (dato che non ha ambiti propri in cui esercitare un suo potere sulle cose).

Può darsi che la casa e la famiglia diventino il regno in cui è la regina indiscussa ma, se limita la sua esistenza al ruolo di moglie, questi ambiti, come lo stesso rapporto col marito, finiranno con avere solo una valenza compensatoria perdendo il loro significato più autentico. 

Inoltre, se una donna è guidata ciecamente da un unico archetipo questo può renderla incapace di scegliere un compagno in grado di farla felice. Se guidata dal bisogno “urgente” di sposarsi (Era) o di avere un figlio (Demetra) – che si senta o meno allo scadere dell’orologio biologico – può rischiare di scegliere piuttosto superficialmente un uomo, solo in funzione della realizzazione di questi desideri, senza ponderare altri aspetti della persona che sta preventivando di avere accanto per tutta la vita.

 

Era: fra stallo e rinnovamento

Un divorzio, un tradimento o la vedovanza possono porre in seria crisi l’esistenza della donna Era che può trovarsi per la prima volta nella vita a dover mettere da parte il bisogno di essere moglie e di realizzarsi attraverso questo ruolo. In questi momenti di crisi una donna può trovarsi a confronto con la sensazione di dover “ricominciare da capo”.

È però il mito stesso di Era che - con la sua ciclicità di fanciulla, moglie e vedova - rimanda non solo ai cicli della vita biologica ma anche ad una potenzialità psichica di “rinascita”. È lasciandosi alla spalle un marito insoddisfacente o non più disponibile che la donna rinuncia alla posizione rancorosa della Era vendicativa (che non accetta la perdita del rapporto) e si apre a nuove possibilità amorose con rinnovata saggezza.

 

Bibliografia:

Bolen J.S., Le dee dentro la donna. Una nuova psicologia del femminile, Astrolabio, 1991.

Woolger J.B. & Woolger R.J., La dea sulla terra Le divinità che animano le donne, I Timoni, 2014.

 

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Foto: doraemonz / 123RF Archivio Fotografico

 

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