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STRUMENTI DISPENSATIVI E COMPENSATIVI NELLA DISLESSIA

Strumenti compensativi e misure dispensative, quali sono e come utilizzarli nella dislessia degli alunni.

La legge 170/2017 definisce e riconosce la dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia come Disturbi Specifici dell’Apprendimento, meglio conosciuti come DSA. Con questo si identifica la necessità per gli alunni con DSA di accedere a una didattica e misure educative supportive e personalizzate, volte a permettere loro il raggiungimento del successo scolastico e degli obiettivi.

In tal senso quindi la legge definisce il diritto per gli alunni con difficoltà, non solo di apprendimento, ma anche di quelli in cui si identifica un Bisogno educativo speciale, di avere un Piano didattico personalizzato (PDP) in cui vengano indicate le misure che la scuola intende adottare per favorire la buona riuscita del percorso scolastico. In queste sono previsti strumenti compensativi e misure dispensative

 

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Cosa sono gli strumenti compensativi nella dislessia

Per strumenti compensativi si intendono tutti quei mezzi che sostituiscono o facilitano la prestazione nell’area che è deficitaria, ovvero la lettura, scrittura o calcolo. Sono quindi strumenti che l’alunno può utilizzare per svolgere alcuni compiti per i quali dovrebbe impiegare moltissimo tempo ed energia e in cui le sue abilità necessitano di un supporto.

Sono ausili e come tali è importante saperli utilizzare in modo funzionale ed efficace, riducendone l’abuso o l’utilizzo scorretto, ma stimolando l’alunno a un utilizzo consapevole e adeguato.

Nel caso specifico della dislessia, dove si presenta un deficit nelle abilità di lettura, in termini di velocità e/o correttezza, vengono indicati:

 

  • La sintesi vocale: ovvero la sostituzione della lettura con l’ascolto attraverso appositi strumenti e programmi che trasformano il testo scritto in una traccia audio che l’alunno può ascoltare e riascoltare senza affaticarsi. Questo strumento, quindi, “sostituisce” la prestazione di lettura del bambino facilitando il suo approccio al testo e favorendo il lavoro su di esso e la comprensione.
  • Audiolibri: ovvero quei libri con cd o qualsiasi altra forma di strumento, in cui sia presente la registrazione del manuale da leggere e studiare così da permettere allo studente di ascoltare la narrazione delle differenti pagine.
  • Carattere più grande: i bambini con dislessia trovano giovamento dalla possibilità di leggere un testo presentato con caratteri più grandi di quelli consueti. Questo perché lettere, sillabe e parole risulteranno più nitide ed evidenti e si potranno migliorare quegli errori tipici nella dislessia. Quindi importante è cercare di fornire testi con carattere più grande e, nei casi più gravi, preferibilmente in stampato maiuscolo.
  • Maggiore spaziatura: accanto al carattere più grande la maggiore spaziatura sia tra le singole parole che tra le righe del testo, così da ridurre la possibilità di sovrapposizioni visive di lettere e sillabe, la confusione e la sostituzione, migliorando la qualità della decodifica, riducendo gli elementi che il bambino osserva nel momento in cui fissa un punto del foglio.
  • Utilizzo di una riga o guida che favorisca la lettura di una riga dopo l’altra, senza perdere il segno o confondersi.
  • Dare o creare assieme agli alunni mappe e schemi che integrino i differenti canali, verbale e visivo, così da ridurre la quantità di materiale da leggere, che risulterebbe fatico e dispendioso, nonché supportare la memorizzazione ed esposizione dei concetti grazie alle immagini.

 

 

Cosa sono le misure dispensative nella dislessia

Se gli strumenti compensativi, “compensano” alcune difficoltà o carenze, le misure dispensative “dispensano” ovvero danno la possibilità di non eseguire compiti o mansioni non indispensabili, riducendo così il carico eccessivo e la difficoltà.

Nel caso della lettura, sono state previste differenti misure che tengono conto di differenti aspetti, spesso di non facile intuizione.

 

  • Evitare la lettura ad alta voce: specialmente durante la lezione, dove oltre alla difficoltà, entrano in gioco molte componenti di tipo emotivo e relazionale, è importante non chiedere all’alunno con deficit nella lettura di leggere a voce alta, specialmente parti lunghi e complesse. Tuttavia, è sempre bene calibrare questa misura sul singolo alunno, spesso infatti, anche se in difficoltà i ragazzi chiedono di poter leggere, in tal caso dare loro la possibilità ma ricordarsi di far leggere poco, magari per più volte, così da non generare un sovraccarico eccessivo. Utile alternare differenti lettori durante il brano.
  • Incrementare il tempo a disposizione per le verifiche poiché la velocità di lettura e sua correttezza è deficitaria e maggiore può essere il tempo necessario per accedere alla consegna e rielaborare le informazioni in modo funzionale.
  • Leggere la consegna e i testi ad alta voce dispensando dalla lettura autonoma: questo è utile sia durante le normali lezioni, ma specialmente durante le prove di valutazione.
  • Ridurre la quantità di materiale da studiare considerando i tempi necessari maggiori, per esempio riducendo le parti con terminologia specifica, dando schemi o mappe, riassunti, ecc.
  • Permettere verifiche e interrogazioni programmate, cercando di fare una pianificazione didattica che limiti il numero di prove nello stesso giorno.

 

 

Strategie e metodi didattici integrativi da considerare nella dislessia

Seppur queste siano le misure compensative e dispensative più specifiche per la dislessia, è importante tenere ben presente numerosi aspetti. Il primo fra tutti è che spesso, seppur la diagnosi fatta sia solo di deficit della lettura, potrebbero esserci altre difficoltà, meno gravi al punto da non diagnosticare un disturbo, che però possono influenzare la prestazione dello studente. Ad esempio un alunno dislessico può avere carenze nella correttezza di scrittura quindi è importante inserire nel PDP strumenti compensativi e dispensativi che gli permettano il raggiungimento di una buona prestazione (ad esempio scrittura a computer, ecc).

Inoltre, seppur sia presente una diagnosi, è importante che il PDP vengano indicate le differenti misure pensando al singolo alunno e sue caratteristiche, senza applicare protocolli standard e prestampati. E’ poi importante osservare il singolo studente e permettere lui di accedere agli strumenti offerti nei modi e tempi personali, senza forzarlo o obbligarlo, mostrando essi come una tutela e ausilio e non una forma di derisione o deprivazione. Quindi ricordarsi sempre che dietro ad un alunno, ad una diagnosi e difficoltà c’è una persona con un vissuto e una storia che influenzano il suo modo di affrontare le cose.

 

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Foto: Katarzyna Białasiewicz / 123rf.com

 

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