Questo sito contribuisce alla audience di DeAbyDay.tv
33097

IMPARARE A SUONARE UNO STRUMENTO PER STIMOLARE IL CERVELLO

Imparare a suonare uno strumento ha davvero degli effetti sul cervello o si tratta di una leggenda metropolitana?

Musica e cervello, c’è davvero una connessione?

In termini qualitativi c’è ancora molto da scoprire, ma dal punto di vista quantitativo la scienza neurologica ci dice che il cervello di chi sa suonare uno strumento presenta una quantità maggiore di materia bianca.

Cosa significhi questo non è facile da comprendere ai non esperti, ma è certo che prima si impara uno strumento, più saranno i benefici.

 

Leggi anche La mente e la musica >>


Suonare e maturare 

Il cervello risente delle esperienze ed è grazie ad esse che matura e si sviluppa in un modo specifico.

La musica è uno degli stimoli più efficaci. Queste le conclusioni di Simon Landry dell’Università di Montreal che non solo sottolinea l’effetto della musica, ma anche la sua portata.

Non solo i bambini risentono dei benefici dell’apprendere a suonare uno strumento, gli effetti si protraggono durante tutta l’esistenza anche negli anziani.

La ricerca di Landry ha messo a confronto un gruppo di musicisti e uno di non musicisti che dovevano reagire a degli stimoli non musicali. In una mano avevano un mouse con il quale comunicavano se la scatoletta nell’altra mano vibrava, emetteva un suono o entrambe le cose. I musicisti erano in grado di reagire più velocemente ad ogni genere di stimolo.

 

Dallo strumento al cervello

Una volta che è stato assodato il legame tra il sapere suonare uno strumento e l’attivazione cerebrale, possiamo spingerci ancora un po’ più in là.

Ogni strumento ha le sue peculiarità e quindi stimola il cervello in modo specifico. Questo è quanto emerge da uno studio dell’Università Milano Bicocca, per cui è possibile prevedere quale strumento suoni una persona a seconda delle sue reazioni neurologiche.

I partecipanti alla ricerca ascoltavano diversi strumenti in una cabina e poi veniva registrata la loro attività neurale. I risultati mostrano attività differenti a seconda del grado di conoscenza dello strumento.

Per esempio, ascoltando il suono di un violino le reazioni sono state le seguenti: bassa attivazione della corteccia prefrontale per coloro che conoscono e suonano lo strumento, livello medio per coloro che sanno suonare un altro strumento e alto per i non musicisti.

La familiarità allo strumento quindi è indice di quanto sia impegnato il nostro cervello ad elaborare uno stimolo più o meno noti. Grazie a questo esperimento  quindi possibile comprendere quale strumento sia suonato da una persona.


Leggi anche La psicologia della musica e le emozioni >>

 

Iscrivendoti accetti le condizioni d'uso e l'informativa sulla Privacy


Ti potrebbe interessare anche: