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BELLI E SFORTUNATI IN AMORE, SARÀ VERO?

Una ricerca dell’Università di Harvard vorrebbe mettere in guardia i partner amorosi (reali o potenziali) più attraenti: sarebbero destinati a relazioni meno durature, forse perché meno “motivati” a salvaguardare il legame di coppia? Essere belli è davvero un pronostico negativo in amore?

Lo studio per la verità non è recentissimo, risale ormai al 2017, ma a volte gli interessi dei ricercatori sono talmente esilaranti da non passare inosservati neanche a distanza, ormai, di tempo. Sì perché se mai vi stavate chiedendo che sorti potesse aver riservato la vita amorosa a coloro che al liceo facevano già strage di cuori rasserenatevi: la vita con loro – i “belli”- molto probabilmente non sarà stata tenera… 

Il loro incommensurabile fascino (ammesso sia durato negli anni) potrebbe non aver giovato alla vita amorosa nel lungo termine e molto probabilmente il loro matrimonio sarà finito prematuramente con un tradimento o un divorzio. Questo proprio non ve lo aspettavate eh?

 

Belli e sfortunati in amore: è la legge del contrappasso?

I risultati dello studio, condotto da due prestigiosi istituti accademici americani, hanno rimbalzato su vari siti soprattutto in lingua inglese ma non solo. La ricerca in realtà lascia aperti (fortunatamente) alcuni dubbi, ma i risultati di ben tre indagini sembrerebbero confermare che i cosiddetti “belli” abbiano più probabilità di rivelarsi sfortunati in amore, meno costanti nelle relazioni, più facili a avventure extraconiugali e a rotture premature forse perché tendono a dare per scontato che la loro avvenenza fisica basi a preservare il rapporto… Probabilmente queste conclusioni non si discostano molto dal mainstream già diffuso e alimentato già dai vari gossip sulla vita stellare, ma sentimentalmente “turbolenta”, di star del mondo del cinema e dello spettacolo. Alcuni elementi però sono decisamente interessanti…

 

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Che significa essere “belli”?

Anzitutto, vi chiederete, belli in amore ok, ma che intendiamo per “belli”? I nostri ricercatori si sono per lo più basati sulle foto degli annuari del college frequentato molti anni prima dai soggetti reclutati per le indagini (in America quella degli annuari fotografici è in effetti pratica piuttosto diffusa).

Ma, direte voi, con quali criteri è stato possibile stabilire quali di questi soggetti (nel primo studio solo uomini, nei successivi due sia uomini che donne) fosse più o meno attraente? La valutazione è stata affidata a due giudici che indipendentemente hanno valutato la gradevolezza fisica e facciale di queste persone per come apparivano in queste foto o per intero.  

Ora, posto che indubbiamente qualsiasi criterio sarebbe stato per qualche verso non del tutto soddisfacente, sorgono però alcune domande… Non sarà comunque piuttosto “parziale” un giudizio così ottenuto? E poi, a distanza di circa 17 anni, chi ci dice che i criteri con cui viene valutata la bellezza oggi (al netto di mode ecc.) siano analoghi a quelli di anni fa? E in ultimo (quesito che anche i ricercatori in effetti si pongono) chi ci assicura che tutti loro abbiano mantenuto tale avvenenza nel corso degli anni?

 

L’amore è quello che… non ti aspetti!

Indagini di questo tipo sono molto interessanti perché, anche involontariamente, mostrano come non sia mai del tutto possibile utilizzare un criterio univoco e semplice per “predire” le sorti di questa o quella vicenda umana. E quelle amorose sono senz’altro le vicende che più interessano data l’importanza che il matrimonio e le relazioni affettive hanno sulla salute fisica e psicologica a lungo termine delle persone.

Per cui non sorprende che ciclicamente anche la scienza, e non solo i rotocalchi, tenti con gli strumenti a sua disposizione, di dare qualche risposta. Tempo fa era l'indicatore che premonisce il divorzio, adesso la bellezza fisica ai tempi del college…

Piacerebbe a tutti poter interrogare lo “specchio del reame” e sapere chi o cosa metterà in pericolo la nostra relazione di coppia. La vita però di solito ama sorprenderci, nel bene e nel male. E, forse, l’essenza dell’amore, quello sano, è in fondo proprio quella di accettare questo rischio, al netto dell’avvenenza di ciascuno dei due…

 

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Foto: Dean Drobot / 123rf.com

 

 

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