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NON DI SOLO PANE… VIOLENZA VERBALE E VITA PSICOLOGICA

Non si vive di solo pane… Violenza verbale e maltrattamenti possono rivelarsi dannosi tanto quanto la mancanza di cibo e acqua. Anche le piante (forse) ne sanno qualcosa…

L’Ikea di Dubai in occasione della giornata mondiale contro il bullismo e la violenza psicologica e verbale avrebbe coinvolto i bambini di una scuola saudita in un insolito esperimento: “bullizza una pianta”. Agli scolari sarebbe stato richiesto di prendersi cure di due piante fornendo loro luce e acqua ma “coccolando” la prima e maltrattando verbalmente la seconda…

 

Violenza psicologica e verbale

Gli effetti dell’insolito esperimento non si sarebbero lasciati attendere e a distanza di 30 giorni sarebbe apparsa un’evidente differenza fra le due piante. La prima verde e rigogliosa; la seconda – sebbene, a quanto si dice, rifornita di acqua, luce e fertilizzante in egual modo – sarebbe apparsa malandata e secca

La violenza verbale degli “insulti” ricevuti dai bambini sembrerebbe aver prodotto delle interessanti conseguenze!  

Non si tratta certamente di un “esperimento” nel senso scientifico del termine, ma piuttosto di una trovata pubblicitaria per quanto ammirevole negli intenti… La vicenda sembra riecheggiare per la verità alcune vecchie teorie un po’ new age secondo le quali le piante proverebbero dolore o sarebbero in grado di percepire pensieri ed emozioni.

Furono famosi ad esempio, negli anni ‘60 e ’70, gli esprimenti di Cleve Backster sulla percezione extrasensoriale delle piante… Tesi suggestive ma non confermate scientificamente: le piante certamente reagiscono all’ambiente circostante in modi molto sofisticati ma non certo consapevoli né emotivi.  

Nulla di scientifico dunque nel bizzarro esperimento promosso dal colosso svedese dell’arredamento low cost. Quali che siano i fattori cui si possa imputare lo svolgersi della vicenda essa presenta tuttavia una metafora più che efficace per rappresentare quelle che possono essere le conseguenze della violenza verbale e psicologica sugli esseri umani…

 

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Violenza psicologica e verbale

Il pretenzioso “esperimento” delle piante rappresenta in toni certamente meno drammatici (e scientificamente meno fondati, lo ricordiamo) ciò che in realtà è già stato dimostrato per gli esseri umani.

I primi psicologi che studiarono la questione, come René Spitz e John Bowlby, avevano a che fare con i bambini istituzionalizzati. Quello dell’orfanotrofio era un contesto alquanto particolare rispetto alla vita ordinaria poiché i bambini venivano accuditi in tutte quelle che erano le loro necessità materiali, ma erano fortemente deprivati di contatto umano.

Questi studi, confermati anche da ricerche successive, evidenziarono come la deprivazione affettiva potesse compromettere fortemente la regolazione biologica danneggiando l’accrescimento staturale o compromettendo i ritmi sono-veglia dei piccoli fino a porli in pericolo di vita nonostante – come la nostra “pianta” – fossero stati accuditi in modo esemplare sul piano materiale.

Altri esperimenti come quelli di Harlow avevano già dimostrato come il contatto fisico fosse indispensabile per lo sviluppo ameno quanto la somministrazione di cibo…

 

Violenza psicologia e verbale

La violenza, lo ricordiamo, non consiste soltanto in un’esplicita aggressione contro una persona, ma anche nella deprivazione di attenzioni, contatto, interazioni.

Fenomeno questo che sostanzia tutte quelle forme di bullismo non fisico ma psicologico basato cioè su violenza psicologica e verbale in cui la vittima può essere umiliata, insultata, ma anche silenziosamente emarginata dal gruppo. Sono le forme di bullismo silenziose, meno appariscenti che possono causare più danni proprio perché non producono effetti visibili e le vittime possono subirle per molto tempo senza che altri colgano segnali eclatanti.

Parole che feriscono, mortificano, qualche volta uccidono. Parole dette, o magari scritte in una chat o sui social che possono ferire più di un coltello affilato… L’esilarante e ascientifica iniziativa della “pianta bullizzata” ha avuto il merito di cercare di porre l’attenzione dei bambini sugli effetti invisibili ma profondi che può avere la violenza psicologica e verbale.

Parlare male di un compagno, deriderlo, ignorarlo possono provocare danni invisibili ma profondi… Ed è indubbiamente dalle giovani generazioni che bisognerebbe iniziare ad educare al potere della parola, agli effetti – tanto benefici, quanto devastanti – che essa può avere sulle persone che ci sono intorno.

Con troppa leggerezza di parla, si scrive, si condivide, di commenta, si “tagga” dimenticando che tutto questo può avere delle conseguenze sull’altro che è – e mai come oggi sembra necessario ricordarlo  - un essere umano quanto noi… Un’insegnante di una scuola elementare di Birmingham ha provato a spiegarlo ai suoi studenti (questa volta senza pretese di scientificità) con due mele

 

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Foto: Esperimento Ikea

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