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TEST PSICOLOGICI: VERO O FALSO

I test psicologici: croce e delizia. Sono fra gli argomenti che più attraggono e al tempo stesso spaventano il grande pubblico dei “non addetti ai lavori”. C’è chi li teme e chi gli attribuisce un potere esagerato. Diffidare però da bufale e altre sedicenti trovate mediatiche.

I test psicologici sono una serie di strumenti diagnostici che, se somministrati ed interpretati opportunamente, consentono di ottenere alcune informazioni importanti in merito allo stato psicologico di una persona.

Non sono veri test psicologici quelli che si incontrano su riviste divulgative e siti web di intrattenimento. I test psicologici possono essere somministrati solo da psicologi o medici psicoterapeuti regolarmente iscritti ai propri albi professionali.

 

Test psicologici: chi può somministrarli?

Numerose sono ormai negli ultimi anni le sentenze e le notizie di casi di segnalazione di abuso della professione di psicologo ai danni di sedicenti operatori in discipline affini alla psicologia che avrebbero somministrato questo o quell’altro test ad un certo “paziente”.

Non ci si può improvvisare psicodiagnosti, un test psicologico non può essere somministrato da chiunque così come non tutto quello che viene spacciato per “test” ha ragione di essere ritenuto tale. Ma andiamo con ordine…

 

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Test psicologici veri e… falsi!

Qualunque questionario, scala o immagine vi venga spacciata per test da una rivista o sito web divulgativo è una bufala.

Lo è specialmente quando potete individuare autonomamente il punteggio e riscontrare l’appartenenza a tal uno o al tal altro profilo già preordinato in fondo alla pagina…

Li si fa per gioco, per ingannare il tempo ma è bene sapere che nulla dicono della nostra realtà psichica. I test psicologici veri e propri sono strumenti di assessment (diagnosi) molto più complessi, che seguono precise regole di somministrazione e scoring (il calcolo dei punteggi) e metodologie di valutazione o interpretazione molto sofisticate. Basti pensare, uno per tutti, al famosissimo test delle macchie di Rorschach.

Lo psichiatra Hermann Rorschach lo ideò nei primi del ‘900 dopo numerosi studi sui possibili legami tra stati patologici della personalità e modalità appercettive di forme e colori (il modo cioè in cui una persona proietta un significato su un’immagine astratta).

Sfortunatamente Rorschach morì l’anno successivo alla pubblicazione del suo lavoro e non vide mai la fama e la notorietà che avrebbe avuto il suo test. Il suo è uno dei test proiettivi di personalità più complessi da somministrare e da interpretare, basti sapere che esistono ben 3 metodi differenti di interpretazione, che prendono il nome dai loro ideatori, variamente utilizzati in differenti paesi.

 

Test psicologici: non ne basta uno solo

Il test di Rorschach si fonda sul fenomeno della proiezione: macchie di inchiostro nelle quali ogni persona può vedere significati differenti. Sfortunatamente – tanto per citare gli effetti collaterali della cultura mediatica – è stata data diffusione su internet di alcune delle tavole del test a tutto vantaggio dei curiosi e a svantaggio dei potenziali pazienti candidati a questo tipo di indagine.

Il test infatti raramente viene ripetuto una seconda volta nel corso della vita, almeno non a breve termine, in quanto la familiarità con le tavole potrebbe inquinare il fenomeno proiettivo.

Ma c’è di più: col solo test di Rorschach poco si ottiene sulla personalità di un individuo. Almeno nella maggior parte dei casi, i risultati di un test hanno un significato utile solo se comparati e integrati con quelli di altri reattivi di personalità: ogni test indaga aspetti differenti e permette di ottenere informazioni complementari a quelle delle altre prove.

Infine i risultati di una batteria di test vanno sempre “contestualizzati” rispetto alla specificità della persona e ai dati ottenuti dall’osservazione e dal colloquio clinico.

 

Test psicologici: a cosa servono

I test psicologici vengono utilizzati, insieme al colloquio clinico, nella valutazione e diagnosi della personalità per vari obiettivi.

In quei casi in cui è necessario un approfondimento di alcune aree del funzionamento psicologico per impostare adeguatamente un intervento terapeutico o riabilitativo.

Ma anche nei casi in cui la testistica serva a certificare una diagnosi che dia diritto ad agevolazioni e riconoscimenti in termini di legge (si pensi alle diagnosi di DSA per le scuole o alle pensioni di invalidità per alcuni pazienti psichiatrici). I test vengono ampiamente impiegati anche nelle perizie giuridico-forensi dove la valutazione psicologica e psichiatrica possono essere richieste dal giudice stesso.  

I test rappresentano dunque strumenti complessi, che devono essere somministrati da professionisti abilitati e specificatamente formati in materia e utilizzati solo nei casi in cui ve ne sia una fondata necessità.


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