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LA NUOVA PSICOLOGIA DI STANISLAV GROF

"La nuova psicologia" è un'opera che racchiude le riflessioni del lavoro di cinquant'anni di Stanislav Grof sugli stadi di coscienza. L'opera parte da una critica del sapere scientifico per poi passare alla descrizione degli stadi olotropici e dei loro utilizzi.

"La nuova psicologia" è l'ultima opera di Stanislav Grof, psichiatra e ricercatore nel campo degli stati di coscienza non ordinari, in cui l'autore riassume le sue riflessioni sullo studio della coscienza e sulla spiritualità durante cinquant'anni. Il libro si apre con una sguardo critico sulla scienza e sul sapere scientifico che non include una serie di dati a suo parere rilevanti, per poi proseguire con una descrizione degli stati olotropici e del loro uso in psichiatria. Ma vediamolo nel particolare.

 

La scienza e gli stati di coscienza   

Secondo Grof sarebbe giunto il momento di dire addio alla concezione cumulativa di scienza per abbracciare quella che è la visione sostenuta dal metodologo Khun. Secondo questa concezione, la scienza attraverserebbe dei momenti in cui un paradigma (cioè un insieme di convinzioni) diventa tanto predominante da essere considerato una verità assoluta finché non viene rovesciato. Questa sarebbe la causa dello scarso interesse per gli stati di coscienza alternativi che tanto interessano l'autore. Grof arriva a definire un gruppo specifico di stati non ordinari che fino a questo momento sono stati associati a patologie o alterazioni e usa il termine olotropico (orientato verso la totalità) per riferirsi a quelle forme sperimentate nello sciamanesimo e che in psichiatria sono state studiate in associazione a sostanze quali LSD-25.

Gli stati olotropici sono caratterizzati da una forte alterazione dei normali processi percetticivi come quelli favoriti da questo tipo di droghe. L'autore non offre una catalogazione perché in realtà fa riferimento alla tradizione degli sciamani che raggiungono queste alterazioni attraverso diversi procedimenti fisici che hanno però un forte impatto emotivo. Si passa dal raggiungimento di una totale beatitudine alla sperimentazione del più profondo terrore, ma soprattutto se la realtà così come la conosciamo diventa difficile da percepire, nuovi elementi possono essere raggiunti e compresi: materiali e desideri inconsci, dinamiche relazionali e anche eventi lontani come la propria nascita.

 

Il problema di fondo

Secondo l'autore il problema di fondo nella scarsa considerazione di questi stati risiede nella mancata spiegazione (da parte della scienza) di come nasca la coscienza dandola per un dato di fatto. Questa lacuna impedirebbe una visione a tutto tondo del fenomeno con l'esclusione dei fenomeni amati dall'autore. Ci si addentra nella spiegazione/definizione di una serie di stadi della coscienza che si formano appena prima, durante e appena dopo il parto che secondo la scienza accreditata non possono essere registrati in memoria, ma che per Grof influenzano lo stato psicologico dell'individuo per tutto il corso della vita. Nonostante le critiche alla scarsa descrizione delle basi della coscienza, nel libro non sono riportati dati o descrizioni di metodo, ma una serie di riflessioni sulle ricerche condotte in altra sede.

 

La coscienza e i disturbi emotivi

Gli stadi olotropici alla fine del libro vengono utilizzati come chiave di lettura dei disturbi emotivi. Dopo aver brevemente spiegato come Freud aveva utilizzato le sue categorie di lettura per spiegare certe patologie e aver delineato l'orientamento della psichiatria moderna, l'autore offre un paio di esempi su come gli stadi di coscienza perinatale possano spiegare disagi emotivi, ma anche di natura psicosomatica. Il capitolo sul trattamento terapeutico di tali problematiche è solo accennato in un paio di pagine. Il libro si chiude con un'apertura all'astrologia e al ruolo degli archetipi per la psicologia.

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