Adattamento, una risposta allo stress

Lo stress è un fenomeno che deve parte della sua resistenza alla mancanza di adattamento: non ci aspettiamo più di dover cambiare in base alle circostanze, ma pretendiamo che sia il mondo a cambiare.

Adattamento, una risposta allo stress

Lo stress è una risposta che il nostro corpo mette in atto quando trova un potenziale pericolo nell’ambiente circostante.

Il suo scopo è quello di preattivare le risorse per affrontare al meglio gli inconvenienti.

Oggi lo stress è diventato un disagio a livello sociale, non solo per la sua intensità, ma anche perché reagiamo con stress a molti più eventi.

Negli anni passati non è che non ci fossero problemi, anzi: se pensiamo alla sopravvivenza pura e semplice forse erano periodi più problematici, ma allora perché compaiono ora le patologie dello stress? Una possibilità, oltre ovviamente ad una maggiore capacità di inquadrare il fenomeno, è la risposta a tali eventi.

Uno dei maggiori ostacoli alla gestione dello stress riguarda le componenti cognitive: noi guardiamo la realtà e la interpretiamo attivando di conseguenza le risorse. Questo processo dovrebbe portare all’adattamento, cioè un cambiamento messo in atto per ristabilire l’equilibrio tra noi e l’ambiente.

L’adattamento oggi non è più considerato un comportamento socialmente apprezzato: fare un passo indietro e adattarsi alla realtà è molto meno “in” rispetto all’illusione di controllare ogni aspetto della nostra vita ed evitare i problemi.

 

Perché a volte resistiamo ai cambiamenti?

 

Adattamento: perché?

L’adattamento è alla base del comportamento di ogni essere vivente: dalle piante, ai microorganismi, agli animali. Se le condizioni ambientali si modificano generando disequilibrio, in natura gli esseri viventi cambiano per adattarsi al mondo.

Nella nostra società invece è tutto: veloce, su misura e sotto controllo. Questi imperativi sociali rendono l’adattamento molto impopolare perchè necessita tempo, comporta uno sforzo di cambiamento e soprattutto non parte da una decisione individuale.

L’adattamento però è ciò che consentirebbe di gestire efficacemente lo stress in almeno due modi:

  1. Cambiando la minaccia non sarebbe più tale (se tutti mi ritengono antipatico, cerco di fare il primo passo per mostrarmi sotto un’altra luce, invece di lamentarmi continuamente rischiando di conferma una semplice impressione.
  2. Cambiando e adattandoci, potremmo anche solo allontanarci dalla minaccia e vivere più serenamente (se il lavoro è troppo stressante per me, dovrei cambiarlo, con tutti i rischi e le problematiche del percorso, ma guadagnandoci in salute).

 

Adattamento e resilienza

La resilienza è uno dei modi attraverso cui si manifesta l’adattamento: si tratta della capacità di trarre un insegnamento da una sfida, un momento difficile, una sconfitta, insomma un evento spiacevole affinchè divenga un utile insegnamento per il futuro.

Adattarsi per molti (forse anche per voi quando avete letto gli esempi sopra riportati) significa essere sconfitti, non aver piegato il destino a proprio piacimento. Questo è proprio il fraintendimento che ci porta a scontrarci ogni giorno con i nostri mulini a vento (agende sovraffollate e riempite secondo per secondo, vita online frenetica, figli sempre educati che non fanno mai capricci, ecc) ripetutamente senza alcuna possibilità di sconfiggerli.

Quindi vi lascio con questa domanda: quale sconfitta vi sembra peggiore, cambiare le proprie mire o vivere male inseguendo sempre un solo obiettivo?

 

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