Questo sito contribuisce alla audience di DeAbyDay.tv

ARCHETIPI DEL FEMMINILE: LA DEA PERSEFONE

Persefone è l’archetipo femminile che rende una donna capace di trarre insegnamento e vigore dalle profondità della psiche e dai propri contenuti inconsci. È al tempo stesso l’energia della fanciulla eternamente capace di affacciarsi al mondo guardando alle cose come ad un nuovo inizio…

Persefone è un archetipo del femminile con una doppia valenza: fa riferimento sia ad un aspetto solare, “giovane” e incontaminato della psiche; sia ad un aspetto “oscuro” legato alle profondità dell’inconscio e dell’interiorità.

La donna che sia in contatto con questo archetipo può transitare verso l’una o l’altra polarità – rischiando di rimanere un'eterna fanciulla o di perdersi nella follia - o riuscire a coniugarle entrambe in sé stessa.

 

Persefone nella mitologia

Nella mitologia greca Persefone era figlia di Zeus e Demetra, il mito che la riguarda narra che un giorno, mentre giocava in un prato con le sue amiche, emerse Ade dalle profondità degli abissi per rapirla e farne la sua sposa.

A nulla valsero le richieste di aiuto che la giovane rivolse al padre Zeus finché Demetra, straziata per la perdita della figlia, non riuscì ad ottenere che Persefone le venisse restituita.

Ermes si recò nel regno di Ade per riportarla a casa ma, poco prima di andarsene, ella accettò da Ade di mangiare 4 chicci di Melograno. Persefone ritornò quindi solo apparentemente alla vita di sempre: un terzo dell’anno (4 mesi corrispondenti al numero di chicchi mangiati) lo avrebbe trascorso nuovamente con Ade come sua sposa e regina degli Inferi.

 

Persefone e Demetra

Un aspetto del mito è particolarmente interessante: quando Persefone fece ritorno, Demetra le chiese se avesse mangiato qualcosa nel regno di Ade ed ella mentì riguardo ai chicchi di melograno raccontando di essere stata costretta da Ade a mangiarli…

La donna Persefone spesso nella vita reale può avere, o aver avuto, con la propria madre un rapporto di questo tipo: di apparente acquiescenza e condiscendenza, non osando mai esprimere un aperto dissenso o contrasto e adottando semmai la via della manipolazione e della bugia.

Se questo archetipo caratterizza fortemente la personalità di una donna ella fin da piccola tenderà a dimostrarsi la “brava” bambina, a plasmarsi sulle aspettative degli altri, dei genitori prima e degli uomini poi.

La donna Persefone possiede in sé forti doti intuitive che le consentono di accedere alla profondità della psiche propria e altrui. Se è inconsapevole di questi aspetti potrebbe non rivelare mai le ricche immagini di cui si popola il suo mondo interno e, al tempo stesso, intuire in maniera del tutto “automatica” e inconsapevole ciò che l’altro si aspetta da lei

Una donna del genere potrà risultare inafferrabile, difficile da definire, poco appariscente perché non esprime una propria personalità ma cerca piuttosto di essere così come l’altro la vuole

Nel rapporto con una madre possessiva questo può instaurare un legame di dipendenza da cui la figlia non riesce a emanciparsi se non, a volte, unendosi ad un uomo ugualmente autoritario e possessivo… In entrambi i casi ella serberà un rancore inespresso e impersonerà il ruolo di “vittima”, proprio come la giovane Persefone rapita da Ade.

 

Leggi anche Ansia d'abbandono negli adulti, le caratteristiche >>

 

Persefone fanciulla

Persefone come fanciulla è dunque l’archetipo della ragazza compiacente, ancora inconsapevole del potere della propria seduttività, smarrita e confusa rispetto a cosa fare di sé e della sua vita (su questo dovranno venirle in soccorso altre dee più “determinate” come Atena o Artemide), incapace di impegnarsi realmente in qualcosa e sostanzialmente passiva nei confronti degli eventi, in perenne attesa che qualcosa o qualcuno arrivi a definire i corso della sua esistenza.

Nel mito tuttavia Persefone non fece ritorno dal mondo degli inferi nelle stesse condizioni in cui era partita: è lei che scelse di mangiare i semi di melograno e di restare così sposa di Ade e regina del suo regno. La Persefone che fa ritorno dal regno dei morti non è più una vittima passiva e inconsapevole degli eventi: è colei che ha attraversato le profondità della psiche e che ha maturato una saggezza interiore che le consente di governare quel mondo e di aiutare altri ad attraversarlo…

Perdite precoci e traumatiche subite nell’infanzia o transitori periodi di lutto dell’età adulta possono attivare, stabilmente o temporaneamente, l’archetipo Persefone nella psiche di una donna che vivrà un ritiro dal modo esterno rifugiandosi nella propria interiorità.

 

Persefone regina degli inferi

Se non rimane vittima del proprio mondo interno – rifugiandosi nella psicosi e distaccandosi dalla realtà – ma possiede una sufficiente forza dell’Io, la donna potrà far tesoro delle proprie esperienze dolorose compresa un eventuale malattia psichica.

Ne potrà derivare la capacità di sintonizzarsi sul proprio inconscio e quello degli altri, di cogliere aspetti più oscuri e non ordinari della realtà, di fare esperienze mistiche e spirituali di grande valore.

Al tempo stesso la Persefone fanciulla è un archetipo che può utilmente riattivarsi dopo esperienze di depressione e ogni qual volta ci si ponga di fronte a un cambiamento, non come vittime, ma mediante gli attributi positivi e creativi di questa polarità dell’archetipo: la curiosità, l’energia e l’apertura di un nuovo inizio

 

Bibliografia:

Bolen J.S., Le dee dentro la donna. Una nuova psicologia del femminile, Astrolabio, 1991.

Woolger J.B. & Woolger R.J., La dea sulla terra Le divinità che animano le donne, I Timoni, 2014.

 

Leggi anche Come reagire a un cambiamento >>

 

Foto: iakovenko / 123RF Archivio Fotografico

 

Iscrivendoti accetti le condizioni d'uso e l'informativa sulla Privacy


Ti potrebbe interessare anche: