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COME SUPERARE L'ANSIA LEGATA AL CANCRO

Il tumore è per sua natura subdolo: irrompe, spesso, improvvisamente e inaspettatamente rompendo tutti i piani di vita e generando grande preoccupazione.

Non è un caso che le Nazioni unite abbiano dedicato una Giornata alla lotta contro questo feroce male, il cancro. Fa paura, ma va affrontato. E per farlo, servedare il nostro meglio.


Solo a pronunciare la parola vengono spesso i brividi, il corpo si paralizza e una sensazione di ansia e paura blocca qualsiasi forma di pensiero. Queste sensazioni sono sicuramente reali e molto accentuate quando la malattia tocca realmente noi o i nostri cari.

Oltre agli innumerevoli aspetti di preoccupazione per la condizione fisica e fisiologica, vi sono innumerevoli elementi psicologici che irrompono nelle situazioni di cancro, che troppo spesso non sono considerati, generando condizioni di disagio grave fino a vere e proprie psicopatologie, con effetti negativi sia sul paziente che sulle persone accanto.

Gli aspetti e i fattori ansiogeni legati al cancro sono innumerevoli e ognuno degno di attenzione specifica e quindi intervento adeguato.

Cancro, l’ansia della malattia

L’ansia, in caso di tumore, non rimane costante e nella medesima forma, ma muta e si arricchisce di significato e forza in base alle diverse fasi della battaglia.

In primo luogo l’ansia per la diagnosi, spesso derivata dall’attesa aumentata dai tanti esami a cui bisogna sottoporsi a seguito della comparsa di sintomi sospetti e dal loro resoconto, che sembra sempre infinitamente lontano.

Una volta avuta la diagnosi insorge l’ansia e la preoccupazione per il decorso della malattia, quindi le cure e la loro invasività, la perdita delle forze e delle sembianze, dei possibili interventi chirurgici alle porte e della modifica inevitabile delle abitudini e qualità di vita.

La sensazione di perdere tutto, di dover lasciare la propria quotidianità e abitudini, i propri affetti fino alla propria vita si affaccia nel paziente rendendo la battaglia ancora più difficile e angosciante. In caso di decorso positivo si ha poi la preoccupazione per il ripristino della normalità quotidiana, inevitabilmente modificata e la paura della recidiva. In caso di decorso negativo nelle ultime fasi di vita possono sopraggiungere l’angoscia della morte e del lasciare i propri affetti.

Viste le innumerevoli sensazioni che accompagnano il decorso della malattia, è bene sostenere il paziente e i famigliari in ogni fase, con interventi adeguati, nel rispetto dei tempi e modalità del singolo.

Non obbligare il paziente ad aprirsi, laddove ancora non senta l’esigenza di farlo, ma fargli sentire la presenza non solo di famigliari ma di un team di professionisti pronto a sostenerlo e supportarlo nella gestione delle preoccupazioni e angosce che normalmente accompagnano la malattia.

 

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Cancro, l'ansia per i propri cari

Se l’angoscia per sé e la malattia è forte e sovrastante, degna di attenzione è anche la grande preoccupazione che i pazienti vivono per i propri famigliari.

Uno studio condotto all’ Università di Heidelberg ha dimostrato come pazienti affette da cancro al seno ed ovarico in trattamento, riportavano sintomi evidenti di ansia e disturbi del sonno non causati dalle preoccupazioni della malattia o dalla terapia, ma bensì dalla preoccupazione degli effetti della malattia oncologica sui propri cari.

Questa preoccupazione, seppur poco considerata, è spesso presente nei pazienti che temono effetti negativi della propria malattia sul benessere psicologico e non solo dei propri cari. Questo può condurre a un tacito “accordo” in cui nessuno comunica all’altro, parla dell’argomento e delle sensazioni vissute, generando una sorta di mistero e alone attorno alla patologia oncologica.

Questo potrebbe incrementare l’ansia vissuta da entrambe le parti, non conoscendo il vissuto altrui e sentendosi impotente di fronte a esso.

Come professionisti si potrebbe tentare di prestare attenzione a questo aspetto e supportare il paziente e la famiglia nell’affrontare il tema delicato della malattia, delle emozioni associate e possibili conseguenze per entrambi.

 

Ansia di ammalarsi

Un’ulteriore forma di angoscia che accompagna la vita di molti individui è quella di ammalarsi di cancro, soprattutto per l’immaginario classico e diffuso su questa patologia vista ancora oggi totalmente mortale.

Se avere un po’ di paura, visto anche lo sviluppo rapido di forme nuove e rare, livelli eccessivi di preoccupazione possono compromettere realmente la qualità della vita.

Sono persone che temono di ammalarsi costantemente, non riescono ad essere lucide davanti a malesseri e sintomi di diverso genere, attivando la corsa disperata agli accertamenti o viceversa il rifiuto della conoscenza e diagnosi.

Laddove l’angoscia diviene eccessiva, è importante rivolgersi a degli esperti e fare le visite e gli esami che permettano di escludere la presenza di malattia, ma allo stesso tempo farsi supportare da specialisti come psicologi per affrontare l’ansia del cancro e riacquisire serenità nella condotta quotidiana.

In presenza di ansia e preoccupazione sia il paziente che i famigliari devono trovare la forza e il modo di riconoscere e accettare il proprio stato d’animo e cercare le strategie migliori per affrontarlo, raggiungendo il livello ottimale di adattamento che si è visto essere funzionale anche al decorso della malattia e al benessere psicologico.

 

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Foto: Jean-Paul CHASSENET / 123rf.com

 

 

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