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L'EMPATIA NEL RAPPORTO TRA TERAPEUTA E PAZIENTE

L’empatia è un ingrediente centrale nel rapporto fra terapeuta e paziente; comprendere l’altro è certamente il primo passo per poterlo accompagnare in un percorso di cambiamento. Comprendere non tutto, qualcosa, quanto basta a costruire insieme una nuova storia

L’empatia è un argomento senz’altro centrale e interessante delle vicende degli psicoterapeuti e dei loro pazienti non fosse altro perché, se da un lato rappresenta una della aspettative più comuni, legittime e talvolta idealizzate di un potenziale paziente (parlare con qualcuno che possa finalmente farci sentire capiti); dall’altro costituisce effettivamente uno degli elementi essenziali della relazione terapeutica.

Empatia non significa tuttavia immedesimarsi completamente nei vissuti del paziente, né poter avere la pretesa di comprendere tutto: in dosi meno “totalizzanti” rappresenta la giusta distanza dalla quale percepire la tonalità affettiva dei vissuti dell’altro, poterli riconoscere come legittimi e promuovere un lavoro congiunto affinché quei vissuti possano rivestirsi di parole ed essere elaborati dal paziente all’interno di un senso di sé più efficace e coeso.

 

Empatia tra terapeuta e paziente: chi può capire chi?

Ognuno vive una sua storia fatta di aspetti e vissuti personalissimi, in questo senso non c’è una persona uguale ad un’altra poiché ognuno, nel vivere le esperienze, le interpreta alla luce del proprio personale mondo interno.

Si potrebbe obiettare dunque che, proprio in virtù di questa specificità che contraddistingue ognuno di noi, nessuno possa legittimamente aspettarsi di poter venir compreso là dove l’esperienza affettiva e emozionale dell’altro, per quanto simile e somigliante alla nostra, non sarà mai “come” la nostra; l’altro, in altre parole, non arriverà mai a poter condividere esattamente la nostra stessa esperienza.

Vero… e falso allo stesso tempo. Cerchiamo di capire meglio il perché.

 

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L’empatia nelle aspettative del paziente

La richiesta di una psicoterapia a mio avviso rappresenta, prima ancora di una richiesta di aiuto, l’attesa di una relazione; quale che sia il problema psicologico portato, nella decisione di condividerlo con un esperto è implicita sempre da qualche parte l’aspettativa di poter instaurare, attraverso la condivisione di quel problema, un certo tipo di relazione che rappresenti un contesto idoneo a consentire al paziente, o aspirante tale, di occuparsi del problema in questione percependosi meno vulnerabile, meno difettoso, meno “malato” o intrinsecamente cattivo, in una parola, meno inadeguato e più competente e capace a trattarlo.

L’aspettativa e il bisogno di venir compresi dunque - al di là del problema “oggettivo” - nel proprio modo di vivere e dal proprio personale punto di vista.

 

L’empatia come competenza del terapeuta

Aspettativa, quella accennata sopra, non di rado fortemente idealizzata o oggetto di molta diffidenza. In realtà una prospettiva empatica di ascolto, come è quella adottata da un terapeuta, implica due aspetti che la rendono forse meno idealizzabile ma senza dubbio più utile. In primo luogo, la capacità di identificarsi emotivamente con i vissuti altrui non è qualcosa di magico o di troppo misterioso, ma si fonda su una base neuronale – sostenuta dal sistema dei neuroni a specchio – che predispone l’essere umano in quanto tale a poter entrare in risonanza emotiva con l’altro.

A prescindere dagli specifici episodi autobiografici, tutti noi siamo predisposti a provare uno stesso ventaglio di emozioni sulla base delle quali si costruiscono i significati personali di ognuno.

In secondo luogo, empatia significa partecipare in qualità, ma non in quantità, dell’esperienza affettiva dell’altro, questo consente di comprendere le vicende emotive altrui facendone, per così dire, un’esperienza misurata senza venirne a propria volta sopraffatti.

Questa “giusta distanza” è quella che consente, anche al terapeuta, di immedesimarsi emotivamente ma allo stesso tempo di poter pensare su ciò che sta accadendo per aiutare il paziente a elaborare le emozioni e riuscire a gestirle.

 

Comprendere per pensare…insieme

L’empatia dunque è uno degli  elementi fondamentali della capacità di ascolto del terapeuta, non certo con la pretesa – irrealistica e anche presuntuosa – di poter capire “tutto”, piuttosto con l’obiettivo di poter condividere “qualcosa” degli stati emotivi che l’altro sta vivendo o ri-vivendo nel momento presente in cui è davanti a noi.

Rendere le emozioni oggetto di riflessione condivisa è ciò che rende possibile ri-narrare la storia del paziente e arricchirla di nuovi significati che il paziente stesso potrà individuarvi.

 

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Per approfondire:

> Emozioni e sentimenti

 

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