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FARE SPORT SIN DA PICCOLI PER DIVENTARE PERSONE "MIGLIORI"

Giocando all'aria aperta i bambini migliorano la memoria, l'autostima, la concentrazione. Ecco tutti i motivi per cui è bene lasciare che i bambini facciano attività fisica... E "sudino"!

Una vita troppo sedentaria dei nostri bambini si nasconde dietro a piccole, cattive, abitudini: preferiscono giocare ai videogiochi (che creano dipendenza), a scuola ci vanno in macchina accompagnati da mamma o papà, lo sport non è un divertimento ma una scocciatura. 

A scuola la vecchia e cara educazione fisica è relegata ad una, massimo due ore la settimana, non si esce quasi più al parchetto e non si ha mai tempo in famiglia per una passeggiata all’aria aperta o un giro in bicicletta.

Le cause e le conseguenze di queste nuove abitudini sono molte e purtroppo sono tutt’altro che positive. Il movimento è fondamentale durante tutto il corso della vita e ancor di più da bambini. Non deve essere necessariamente uno sport preciso e strutturato, basta un’attività che faccia abbandonare sedia e divano e preferibilmente all’aria aperta.

 

Movimento e sviluppo fisico

Partendo dalla cosa più ovvia ed evidente muoversi incrementa il benessere fisico.
Nello specifico è fondamentale per rinforzare la struttura ossea e scheletrica che nell’età infantile e fino a circa i 18 anni è in continuo sviluppo e soggetta a cambiamento.

I bambini sedentari hanno maggiore rischio di ricorrere in fratture, difficoltà scheletriche e muscolari, nonché ridurre la mobilità e l’efficienza articolatoria.

I muscoli vanno allenati e solo così potranno sostenere il corpo e predisporlo alle diverse attività. I bambini e ragazzi abituati a muoversi saranno meno impacciati e capaci di compiere movimenti anche complessi e coordinati.

Un’attività fisica regolare inoltre migliora le capacità respiratorie, cardiovascolari, previene malattie di diverso genere, riduce l’obesità e tutte le conseguenze ad essa collegate.

Da non dimenticare gli effetti positivi sul ritmo sonno-veglia, sul metabolismo, ipertensione arteriosa e sulla velocità di risposta fisica e reazione agli stimoli.

 

Leggi anche Il disegno infantile: cosa comunicano i bambini? >>

 

Migliora le abilità cognitive

Il movimento è amico del cervello a tutte le età, ma ancora di più durante lo sviluppo dove esso è dotato di grande plasticità ovvero della capacità di modificarsi.

A questo proposito di questo molte ricerche hanno osservato che fare sport o comunque movimento fin da bambini aumenta le abilità cognitive.

Muoversi infatti permette di ricevere maggiori stimoli e di diversa natura che incrementano la risposta cerebrale stimolando la formazione di nuove connessioni tra i neuroni e nuove abilità o l’incremento di quelle possedute.

Inoltre ha evidenti effetti sulla memoria, sulla capacità di concentrazione, sulla riduzione dello stress e scarico della tensione, nonché sugli apprendimenti.

Rispetto a quest’ultimo è stato dimostrato che apprendere le normali discipline attraverso un’attività motoria di diverso tipo e intensità incrementa l’apprendimento.

Di pari passo, fare regolarmente attività motoria aumenta le abilità di apprendimento per le continue stimolazioni al cervello che risulta così maggiormente reattivo agli stimoli e capace di acquisire nuove conoscenze e procedure cognitive.

Esplorare la realtà attraverso l’azione dona anche la possibilità di fare nuove esperienze, di conoscere, di affrontare ostacoli e trovare le modalità per risolversi, così da stimolare le abilità riflessive e di problem solving.

Aumenta poi le capacità decisionali, di ragionamento e di pianificazione nonché la consapevolezza corporea.

 

Sport e abilità sociali

Fare movimento e sperimentare la realtà esterna permette di entrare in contatto con se stessi, con il proprio corpo, i propri vissuti e le proprie emozioni, imparando a conoscerli e a controllarli.

L’autocontrollo e il monitoraggio degli impulsi incrementano le abilità di interazione con la realtà e l’efficienza nella risposta. La condivisione di regole, esperienze e giochi di movimento dona ai bambini la possibilità di conoscersi, instaurare relazioni all’interno di un contesto ludico caratterizzato sia da cooperazione che sfida e conflitto in cui sperimentare modalità funzionali di risoluzione.

Così imparano a dosare le risorse, ad affrontare difficoltà e cooperare per uno scopo comune, a condividere e a negoziare secondo le regole del gioco.

Ci sono poi effetti sulla consapevolezza si sé, delle proprie abilità e potenzialità, sull’autostima derivanti dalla possibilità di mettersi alla prova e tramite l’esercizio e la costanza arrivare agli obiettivi prefissati e migliorare.

La costanza nell’eseguire un’attività, come quella sportiva, è maestra di vita perché veicola il senso di responsabilità, di impegno, di determinazione e di forza di volontà, richiedendo talvolta capacità di organizzazione e rinuncia.

Dare la possibilità ai bambini, fin dai primissimi anni di vita di muoversi e scoprire il mondo attraverso il movimento e il gioco incrementa il benessere presente e futuro, arricchisce il mondo del bambino o ragazzo donando una dimensione in cui sperimentarsi e crescere.

È momento di interazione, che veicola amicizie e legami profondi all’insegna del rispetto e del reciproco aiuto, potenziando il senso di appartenenza al gruppo.

Seppur sia importante seguire le inclinazioni dei figli senza spettative soprattutto nella scelta dell’attività sportiva nel senso più stretto, è sempre bene spronarli a muoversi, aprirli al mondo dell’attività motoria e di una vita lontano dalla sedentarietà.

 

Leggi anche Le funzioni del gioco nella prima infanzia >>

 

Foto: Sergey Novikov / 123rf.com

 

 

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