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L'INTESA CON FIDO È VERA EMPATIA?

I cani sono membri della famiglia, compagni di vita fedele capaci di mostrare affetto e richiederlo quasi assumendo un comportamento veramente empatico.

Il cane è il migliore amico dell’uomo”. Con la saggezza popolare avremmo già risolto ogni dubbio sulla fedeltà e lealtà che un cane è in grado di dimostrare al suo padrone.

Sì, perché quanti di noi considerano il proprio cane come un figlio, un fratello, un compagno di vita a cui non è possibile rinunciare e da cui si riceve un affetto immenso?

Il cane è una presenza certa, che anche nei giorni in cui tutto sembra andare storto ti resta accanto, ti mostra affetto, soffre con te nella speranza però di strapparti un sorriso.

Ma come possono fare tutto questo? Sono semplici suggestioni umane o vera empatia?

 

Cani con i “superpoteri”:  comprendono le emozioni umane

Una ricerca condotta in Australia ha messo in luce come i cani siano in grado di riconoscere espressioni di felicità sia nella sola osservazione della parte superiore di un volto femminile, sia di quella inferiore.

Quindi pur riducendo al minimo gli elementi emotivi questi stupendi animali sono in grado di capire se un umano è felice, triste o arrabbiato.

Questa immensa capacità potrebbe essere alla base della loro risposta alle emozioni del proprio padrone e quindi alla sintonizzazione con esse, mostrandosi triste e cupo o euforico e felice o ancora arrabbiato e schivo, in base a quello che prova il loro amico umano.

Ecco perché se siamo tristi il nostro cucciolo si avvicina e sconsolato cerca le coccole, se siamo particolarmente felici si potrebbe avere uno strano “zampettio” per casa, in giardino, con vocalizzi continui e ricerca di affetto, ecc. Insomma il loro comportamento risente dello stato d’animo del proprio padrone o del contesto casalingo e famigliare, riuscendo spesso a strappare un sorriso anche nei giorni più bui.

 

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L'intesa con Fido, è vera empatia?

Alcuni studiosi non ritengono questa abilità vera empatia, perché ciò comporterebbe una comprensione reale del vissuto emotivo del proprio padrone, aspetto legato alla cognizione umana.

Tale abilità viene quindi riferita a un’alterazione dei livelli biologici del corpo dell’animale, come aumento di cortisolo e quindi stress alla visione di espressione di tristezza nell’uomo.

Accanto a queste alterazioni fisiologiche vi è una similitudine tra le manifestazioni emotive umane e quelle dei cani, rilevabile nei mugolii e vocalizzi presenti nel pianto umano dei bambini che attivano la risposta associata e correlata come se fosse vera empatia.

In ogni caso, anche se non è reale empatia nel senso psicologico del termine, è pur vero che i piccoli a quattro zampe sanno reagire in modo sintonizzato al vissuto dell’uomo, mostrando affetto, accoglienza e avvicinandosi in cerca di una carezza per poi manifestare tutto l’affetto possibile. Mostrandosi quindi capaci di vivere con i padroni le emozioni al pari, e spesso di più, degli altri umani.

 

Rapporto cane- padrone, un vero legame di attaccamento

Diverse ricerche etologiche hanno sottoposto un gruppo di cani alla Strange Situation, una metodologia osservativa utilizzata da Bowlby e Ainsworth per studiare il legame di attaccamento tra madre e bambino.

Le coppie cani-padroni dimostrarono comportamenti e stati emotivi simili a quelli provati dai bambini e dai loro cargiver. Quindi cani con padroni fortemente responsivi, affettuosi e attenti mostrarono buone interazioni con l’ambiente e con il padrone, nonché una preferenza per questo alla presenza dell’estraneo.

Diversamente se il padrone è anaffettivo e poco attento alle sue manifestazioni affettive i cani possono manifestare ansia da separazione con pianto eccessivo, lamentele, tentativi di fuga e accentuando la propria presenza rompendo oggetti e facendo i bisogni in casa.

Insomma mostrano attaccamento sicuro nel primo caso, si fidano del loro amico umano che diviene base sicura e protezione, come la madre responsiva per i bambini, mentre manifestano disagio e insicurezza in caso di attaccamento insicuro per padrone poco affettivo.

Questi studi dimostrano la profondità del legame cane-padrone e l’importanza sul benessere dia del cucciolo che dell’umano.

 

Il cane come membro della famiglia

I cani più di ogni altro animale si adatta al contesto famigliare, diventando un vero e proprio membro della famiglia. Sono in grado di apprendere segnali abituali che diventano come veri e propri riti, esprimono il con vocalizzi e semplici “bau bau” il loro vissuto come in senso di approvazione o disapprovazione nelle diverse circostanze e interagiscono con i membri della famiglia in modo spesso sorprendente.

La loro elevata attenzione agli stimoli, la selettività e facilità nell’apprendimento favoriscono l’inserimento nel contesto famigliare fatto di abitudini, costanti relazionali e impegni giornalieri.

Sono abili “guardie” capaci di sorvegliare attentamente i piccoli fratelli umani, per poi giocare con loro con affetto e attenzione, proteggono la casa dagli estranei vivendo come rifugio e luogo sicuro il contesto in cui vive con i propri cari.

L’immensa “umanità” che caratterizza questi animali li rendono veri compagni di vita, che non tradiranno mai, capaci di mostrare vero affetto, sincero riconoscimento e vivendo con il padrone i turbamenti e le gioie della giornata.  

 

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Foto: Ирина Козорог / 123rf.com

 

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