Nevrosi

Si parla di nevrosi quando l'individuo soffre per un conflitto irrisolto tra sé stesso e la realtà circostante. La psicanalisi è una delle forme di trattamento più note.

Che cosa sono le nevrosi

La nevrosi è uno stato di sofferenza della mente caratterizzata da una relazione disturbata tra il soggetto e l’ambiente che lo circonda. Il nevrotico non perde contatto con la realtà, sebbene soffra di un disadattamento sociale e ambientale, si tratta di un problema funzionale più che strutturale che coinvolge la psiche.

Le cause possono essere di diverso tipo (psicologiche, biologiche e ambientali), ma alla base c’è sempre un conflitto emotivo irrisolto che si manifesta con dei sintomi apparentemente slegati tra di loro. Le forme più comuni di nevrosi sono:

  • Nevrosi fobica: di fronte a stimoli che recano disagio, il nevrotico soffre di una forte sensazione di paura.
  • Nevrosi isterica (o Isteria):è caratterizzata da atteggiamenti seduttivi e egocentrici, inoltre si accompagna a malattie psicosomatiche. È possibile sorgano delle paralisi in alcune parti del corpo senza nessuna causa fisica.
  • Nevrosi ossessiva:il nevrotico è impegnato in una serie di rituali irrazionali che dovrebbero placare le sensazioni di ansia.
  • Nevrosi d’ansia: il soggetto posto di fronte ad altre persone o alla presenza di stimoli ansiogeni ha delle reazioni esagerate.

 

Nevrosi: un po’ di storia

Il termine Nevrosi veniva utilizzato nell’800 per far riferimento a una sorta di esaurimento nervoso. La prima forma di nevrosi ‘moderna’ studiata fu l’Isteria che impegnò il noto psichiatra Charcot in Francia, dandone una prima chiara definizione.

La cura della nevrosi isterica si basava sulla tecnica dell’ipnosi. Durante lo stato di trance  i sintomi fisici, come la paralisi, scomparivano e Charcot istruiva le pazienti (si trattava di una patologia prettamente femminile) affinché non ricomparissero al loro risveglio.

Questa terapia da una parte contribuì a diffondere l’idea che l’isteria fossa la malattie delle bugiarde e dall’altra non riusciva a sconfiggere le vere cause della patologia, dato che in breve tempo comparivano nuovi sintomi.

Giunto alla Salpetrierre, Freud si interessò agli studi di Charcot e conobbe Breuer il quale aveva messo a punto un’altra terapia nota come Metodo Catartico. In questo caso durante l’ipnosi la paziente veniva indotta a ricordare il primo episodio durante il quale un sintomo si era presentato.

In genere la causa scatenante era un evento associato a una forte emozione, generalmente una pulsione sessuale. Anche in questo caso al risveglio il sintomo scompariva al risveglio, ma come per i pazienti di Charcot, veniva rimpiazzato in breve tempo.

Freud approfondì la riflessioni sulla nevrosi e su questa copiosa genesi di sintomi cercando di mettere a punto una terapia che andasse al cuore del problema. Nacque così il Metodo delle Libere Associazioni.

Freud abbandonò l’uso dell’ipnosi a favore di un setting terapeutico in cui il soggetto era al sicuro da ogni forma di biasimo e poteva parlare liberamente di tutto ciò che affiorava alla sua mente. Grazie alla guida del terapeuta, all’interpretazione dei sogni e al transfert  era possibile giungere al conflitto emotivo sottostante tutti i sintomi nevrotici.

 

Nevrosi: terapia e pubblicazioni

Oggi la psicanalisi resta una delle forme di trattamento più note per le forme di nevrosi, non più considerate disturbi femminili. Alla psicoterapia, che può essere anche di altro tipo (ad esempio, terapia cognitivo comportamentale), nei casi gravi si aggiunge l’uso di psicofarmaci per tenere sotto controllo i sintomi (ansiolitici).

Freud descrive diversi tipi di nevrosi e il loro trattamento nella raccolta de ‘I casi clinici’, dove si trovano: il caso clinico di Anna O., il caso clinico del piccolo Hans (Complesso di Edipo), il caso di Dora, il caso clinico dell’Uomo dei Lupi e il caso del Presidente Schreber (dementia paranoides).

 

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