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MEMORIA EIDETICA E AUTISMO

Osservare anche per pochi istanti un’immagine relativamente complessa ed essere in grado di ricordarla o riprodurla fin nei minimi dettagli: questo il funzionamento della memoria eidetica, un particolare tipo di memoria fotografica comune nei bambini ma anche, secondo vari studi, nei soggetti che presentano autismo o, più precisamente, sindromi dello spettro autistico come la sindrome di Asperger. In questi casi l’eccezionale memoria eidetica di queste persone sarebbe alla base delle straordinarie capacità che alcuni possono raggiungere in determinati ambiti di attività.

L’autismo è popolarmente associato a casi e storie di individui che, benché alienati e isolati socialmente, dimostrano geniali capacità in selettivi ambiti di attività come nel celeberrimo film Rain Man (Barry Levinson, 1988). Secondo degli studi alla base di alcune di queste straordinarie abilità potrebbe esser coinvolta la memoria eidetica, un particolare tipo di memoria fotografica, che nei soggetti con autismo può essere particolarmente sviluppata.

 

Non esiste una sola forma di autismo

Il termine autismo in realtà al giorno d’oggi è scientificamente vago e impreciso da momento che sono state studiate e individuate numerose e diversificate sindromi e condizioni attribuibili alla più vasta area di quelli che oggi vengono classificati come disturbi dello spettro autistico e riconosciuti nel DSM-IV all’area dei disturbi pervasivi dello sviluppo. Non esiste un solo tipo di autismo quindi, ma una serie diversificata di condizioni che si differenziano per età di insorgenza, sviluppo cognitivo, linguistico e socio affettivo. I casi di autismo ad alto funzionamento, come la Sindrome di Asperger, sono quelli in cui più facilmente si possono osservare una memoria eidetica particolarmente sviluppata e, in associazione o meno a questa, eccellenza in determinate aree di attività (logico-matematiche, musicali, tecnico-informatiche o altre) nelle quali in ogni caso la persona si dedica ad un’attività intellettuale e solitaria senza entrare in collaborazione o in competizione sociale con altri.

 

Ossessività e memoria eidetica

Lo straordinario sviluppo della memoria eidetica o di altre abilità nei casi di autismo si verifica soprattutto nelle condizioni di autismo ad alto funzionamento come la Sindrome di Asperger poiché in questo caso non si verificano significativi ritardi nello sviluppo cognitivo e linguistico, pur essendo presenti difficoltà di vario grado nella sfera delle interazioni sociali, della comprensione e manifestazione degli affetti, nella capacità di comprendere gli stati mentali altrui e di interpretare il linguaggio non verbale. L’isolamento sociale, che spesso ne consegue, si accompagna ad una certa rigidità e stereotipia nelle abitudini e nei comportamenti e nella ristretta gamma di interessi e di attività a cui queste persone si dedicano con estrema ossessività e attenzione ai dettagli da cui lo straordinario sviluppo della memoria eidetica.

 

L’autismo e i grandi “geni”

Ci sono certamente diversi casi in cui il differente funzionamento neurologico e psicologico di alcune persone con autismo ad alto funzionamento come l’Asperger può rivelarsi la chiave del successo straorinario e talvolta della fama che tali persone conquistano in ciò che riescono sorprendentemente a fare. E’ il caso di Stephen Wiltshire che grazie alla sua prodigiosa memoria eidetica è in grado di riprodurre fin nei minimi dettagli paesaggi e luoghi anche molto complessi osservati solo pochi minuti. Prima di lui a molti grandi personaggi, riconosciuti come autistici savant, sono stati attribuiti tratti più o meno marcati di autismo tipo Asperger insieme a genialità fuori dal comune come Fredrich Nietzsche, Mozart, Bob Dylan o Albert Einstein.

 

La solitudine delle persone con autismo

Ad ogni modo le sensazionali capacità di alcune persone con autismo o Asperger non vanno scambiate per genialità tout court. Anzitutto perché, come già detto, non esiste una sola forma di autismo e, accanto a forme ad alto funzionamento, ve ne sono molte in cui purtroppo le difficoltà di sviluppo anche a livello cognitivo e linguistico sono consistenti. In secondo luogo perché in tutti i casi una persona che presenta un disturbo dello spettro autistico porta con sé una sofferenza e un’alienazione dal mondo circostante che non viene così automaticamente ricompensata dalla presunta genialità che l’autismo porterebbe con sé. Anzi, soprattutto le persone con autismo ad alto funzionamento sono quelle che si trovano a poter cogliere alcune opportunità di contatto socio affettivo, ma in modo dolorosamente parziale dimostrando spesso un’amara consapevolezza della difficoltà a vivere adeguatamente le relazioni, gli affetti e a instaurare interazioni sociali appropriate. L’apparenza fredda e distante nasconde spesso un desiderio di contatto inespresso, la paura della propria inadeguatezza e lo smarrimento di fronte ad un mondo da cui non ci si sente compresi e che non si comprende. Qualunque prodigio della memoria eidetica o nella capacità di calcolo è alimentato spesso dall’estrema solitudine in cui loro malgrado vivono molte di queste persone.

Immagine | 生活童話


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