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LE AMNESIE E I DISTURBI DELLA MEMORIA

Chi non ricorda il simpatico pesciolino del cartone “alla ricerca di Nemo” che continua a presentarsi al suo amico dicendo “piacere sono Dory!” dimenticando subito dopo l’incontro avvenuto? Le amnesie sono disturbi temporanei o permanenti della memoria che possono riguardare una parte o la globalità dell’esperienza passata e della capacità di immagazzinare nuove informazioni. Le cause possono essere le più varie, di origine traumatica e non.

Le amnesie sono un gruppo eterogeneo di disturbi della memoria a carico il più delle volte della memoria esplicita, autobiografica e a lungo termine e che consistono nell’incapacità di rievocare ricordi passati o di immagazzinare nuove informazioni.

In tal senso, oltre ad essere variamente connessi a cause traumatiche, infettive, dissociative o degenerative, rappresentano una categorie di disturbi che, essendo a carico di varie componenti della memoria, vanno a danneggiare non solo il funzionamento quotidiano della persona, ma spesso, transitoriamente o più cronicamente, i suoi rapporti sociali fin anche la sua stessa sfera di identità.


Disturbi della memoria e identità

Alla fine del cartone “alla ricerca di Nemo” la pesciolina Dory prega il suo amico Marlin di non abbandonarla e non lasciarla sola, la loro amicizia è per lei troppo importante: insieme a lui, nonostante la sua amnesia cronica, riesce a ricordare le cose e quindi – traslato in altri termini – a recuperare un senso di identità, a ricordare chi è…

Le amnesie rappresentano una della categorie dei disturbi neurologici e psicologici, per transitori, parziali o globali e cronici che possano presentarsi, più inquietanti perché ledono la nostra capacità di trattenere i ricordi, quelli passati o i nuovi che potremmo immagazzinare e quindi quel senso di continuità di noi stessi e della nostra identità che sta dietro le varie esperienze presenti e passate in cui ci riconosciamo.

 

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La durata temporale delle amnesie

Le amnesie non sono tutte uguali, né per tipologie, né per portata ed estensione del danno, né per le cause e la gravità delle conseguenze che comportano, ma rappresentano piuttosto un gruppo eterogeneo di disturbi che, sebbene accomunati sul piano fenomenologico, sottendono differenti modalità di presentazione e differenti eziologie.

Una prima classificazione riguarda la durata temporale del danno: le amnesie possono essere transitorie, come nel caso della reazione temporanea ad un trauma; progressive, qualora il danno sia di tipo neurologico e degenerativo come nell’Alzheimer; stabili quando la pervasività che le caratterizza si associa ad una altrettanto importante cronicità nel tempo.


Amnesie anterograde e retrograde

Un altro modo per classificare le amnesie sul piano fenomenologico e sintomatologico è quello di considerare la pervasività o settorialità del danno. Una distinzione fondamentale è quella fra amnesie anterograde e retrograde relativa al tipo di danno rispetto ad un evento causale (neurologico o psicologico) che rappresenta una sorta si “spartiacque” tra un prima e un dopo.

Le amnesie anterograde sono quelle che non comportano una perdita di memoria di ricordi passati, ma solo della capacità di immagazzinare nuove informazioni a lungo termine. Le amnesie retrograde riguardano invece l’incapacità di ricordare gli eventi precedenti la causa dell’amnesia stessa, ma non gli eventi futuri. Le amnesie globali riguardano entrambe le condizioni.

Accanto a queste, si possono osservare amnesie di tipo lacunare che sono cioè relative soltanto alla perdita di memoria di uno specifico e circoscritto arco temporale, sono solitamente transitorie e non intaccano ricordi precedenti e successivi al trauma.


Le cause delle amnesie

Riguardo alle possibili cause delle amnesie queste possono essere derivanti da ictus, lesioni cerebrali e traumi cranici; intossicazioni prolungate come nella sindrome di Korsakoff che colpisce gli alcolisti cronici, malattie neurologiche degenerative come l’Alzheimer o traumi di natura psicologica come avviene nelle amnesie dissociative caratterizzate da deficit retrogradi di natura autobiografica relativi a specifici eventi.


Disturbi della memoria autobiografica e a lungo termine

Le amnesie, come si è detto, generalmente non colpiscono indifferenziatamente tutte le aree della memoria, ma più specificatamente la memoria a lungo termine e soprattutto quella autobiografica; un paziente amnesico può quindi mantenere conoscenza e consapevolezza di tipo procedurale o semantico, a livello esplicito o implicito, ma non avere accesso ad alcune o a più estese informazioni riguardanti ricordi episodici della propria vita.


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