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ABUSO DI ALCOL E MEMORIA: BERE PER DIMENTICARE?

L’abuso di alcol può comportare diverse conseguenze sia a breve che a lungo termine che interferiscono con lo stato di salute generale, la memoria e la capacità di apprendimento e concentrazione. La perdita di memoria può essere frammentaria e sporadica o relativa ad un quadro di demenza molto più serio come nella sindrome di Korsakoff, malattia a cui possono andare incontro alcolisti cronici che abusano di alcol ripetutamente per lungo tempo.

“Vino veritas” dicevano i latini alludendo agli effetti rilassanti e disinibitori dell’alcol, quelli che, per intenderci, ci rendono più socievoli e facili a lasciarci andare… Vero forse solo fino al secondo bicchiere, dal terzo in poi, che lo si voglia o no, si beve anche “per dimenticare”: l’abuso di alcol, anche episodico, causa sovente piccoli blackout di memoria che interferiscono con la capacità di ricordare eventi e episodi recenti fin anche a cancellare del tutto la consapevolezza di quanto abbiamo fatto o detto in stato di ubriachezza. Inoltre in condizioni di abuso cronico di alcol, come nell’alcolismo, i disturbi memoria possono essere molto più seri, pervasivi e meno reversibili fino a delineare un quadro di demenza come quello della sindrome di Korsakoff.

 

L’abuso di alcol causa danni alla memoria

L’abuso di alcol, interferendo e alterando lo stato di coscienza e le facoltà mnemoniche e cognitive generali della persona, può portare a diversi tipi di perdita di memoria con conseguenze più o meno gravi a seconda di vari fattori: quantità e modalità di assunzione; età, sesso e costituzione individuale (le donne ad esempio sarebbero più vulnerabili agli effetti dell’abuso di alcol sulla memoria); la condizione di salute generale. In ogni caso, un abuso di alcol a qualunque livello può interferire con la capacità del cervello di trattenere o recuperare informazioni comportando danni transitori o più gravi alla memoria episodica a breve o a lungo termine.

 

Blackout e intossicazione acuta da alcol

La perdita di memoria relativa a fenomeni di intossicazione acuta da alcol sono per lo più ristretti e non alterano in maniera persistente la capacità di memoria. Quando si beve troppo un primo effetto è quello di conservare una memoria frammentaria e disordinata degli avvenimenti, un temporaneo vuoto di memoria comunque reversibile là dove i ricordi mancanti possono essere recuperati facilmente con l’aiuto di un’altra persona. Una perdita di memoria più grave associata ad un abuso più consistente di alcol, è quella connessa al verificarsi di veri e propri “blackout” che impediscono al bevitore di registrare traccia degli avvenimenti intercorsi precludendogli la possibilità di recuperare, anche in seguito, memoria di quanto accaduto durante la “sbornia”. In questo caso la lacuna nella memoria non può essere colmata e la perdita di memoria, anche se ristretta ad un breve arco di tempo, è irreversibile.

 

La sindrome di Korsakoff nell’abuso di alcol

I danni più gravi sulla perdita di memoria si manifestano tuttavia nei casi più severi e prolungati di abuso di alcol. Gli alcolisti cronici infatti, che abusano ripetutamente e per molti anni di alcol, possono andare incontro ad un danno pervasivo e invalidante a carico della memoria che può delineare un quadro comunemente definito di “demenza da alcol” che è quello della sindrome di Wernike-Korsakoff. Le manifestazioni sintomatologiche sono per alcuni aspetti simili addirittura a quelle del morbo di Alzheimer: deficit di memoria, alterazioni di coscienza, confabulazioni e deliri.

 

Sintomi e terapia della sindrome di Korsakoff

Alla base della sindrome di Wernike-Korsakoff vi è una grave insufficienza di tiamina, cioè la vitamina B1, essenziale per il mantenimento di tutti i tessuti organici compreso quello cerebrale; la B1 nell'alcolismo è spesso carente a causa della cattiva alimentazione. In un’immagine di risonanza magnetica cerebrale di un cervello danneggiato dall’abuso di alcol si osserverà una generale diminuzione delle zone cerebrali funzionanti con una relativa compromissione di quelle ancora attive dovuta ad una sostanziale diminuzione del volume cerebrale (sostanza grigia) e ad una compromissione delle fibre nervose che trasmettono le informazioni da un’area all’altra del cervello (sostanza bianca).

Tutto questo corrisponde a pervasivi e debilitanti difetti di apprendimento e di memoria relativi sia alla fissazione di nuovi ricordi che alla rievocazione di informazioni precedenti, ne conseguono stato confusionale, disorientamento e confabulazione: la persona cioè colma i “vuoti” nella memoria con ricordi inventati. I problemi della memoria riguardano inizialmente eventi recenti per poi coinvolgere progressivamente anche ricordi più antichi.

Il trattamento prevede idratazione e compensazione della carenza di tiamina, la prognosi è peggiore nei casi legati all’alcolismo e ad encefalopatia di Wernike, ma possono esserci miglioramenti dopo uno o due anni a patto naturalmente che ci si astenga completamente dall’alcol.


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