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BELLEZZA FEMMINILE E SOCIETÀ

Come sono cambiati i modelli di bellezza femminile? Esistono canoni di bellezza assoluti o tutto è frutto di una costruzione socioculturale destinata a mutare a seconda delle mode del momento? Il rapporto fra modelli di bellezza femminile e società è mutevole, come testimoniano molte icone dell’arte e del cinema fra loro diversissime, belle e divine spesso per canoni estetici opposti a seconda delle epoche a cui appartengono.

C’è un vecchio film di Vittorio de Sica Ieri oggi, domani famoso per molte immagini fra cui quella di una ridente e solare Sofia Loren mentre tiene in aria con esuberanza una forchetta in procinto di mangiare un lussureggiante piatto di spaghetti….

Ogni volta che mi capita di vederla non posso fare a meno di pensare a quanto siano diverse certe icone femminili di oggi come quelle di Angelina Jolie o Victoria Beckham. Che rapporto c’è fra bellezza femminile e società?

 

Bellezza femminile e società: modelli assoluti?

Nella società attuale è ormai imperante un modello ideale di bellezza femminile filiforme, etereo e associato a illusori ideali di ricchezza e successo.

Eppure i canoni di bellezza femminile sono stati molto diversi in epoche passate e spesso opposti a testimoniare come non esista un modello di bellezza “assoluto” o oggettivo.

 

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Bellezza femminile e società: fra eros e castità

Bellezza femminile e società nel corso delle epoche hanno segnalato ideali opposti ora di castità ora  di attrazione erotica e sensuale.

Un esempio sono le madonne dei dipinti medievali; corpi acerbi, esili e dalle forme appena accennate raffiguranti purezza e castità assolute in opposizione ai peccaminosi istinti del corpo. Su canoni diametralmente opposti si basa invece la bellezza femminile dell’età barocca ritratta nelle opere di Tiziano dove curve e forme procaci tornano a contrassegnare il corpo femminile come simbolo di sensualità.

 

Bellezza femminile e società: maternità, potere e abbondanza

Uno dei temi più antichi connessi alla bellezza femminile è quello della maternità, le forme e le curve quale espressione di fertilità, generatività e abbondanza.

La venere preistorica ben raffigura questo archetipo, simbolo ancestrale della donna-madre principio di natura e di vita. Ad esso troviamo associati nel tempo altri significati socioculturali, quali la ricchezza e lo sfarzo delle forme “appesantite” delle matrone romane o la rinascita e il riscatto dalla miseria del dopoguerra simboleggiato dalle “maggiorate” degli anni ’50 come la stessa Sofia Loren.

 

Bellezza femminile, emancipazione e successo

E’ con l’inizio del ‘900 e, con esso, dell’emancipazione della donna che inizia ad affermarsi un altro ideale di bellezza femminile, quello del corpo atletico e scattante sinonimo dell’autonomia da pudori, costrizioni e inibizioni, una donna attiva in difesa dei propri diritti, lavoratrice, libera e non più riconducibile al binomio di moglie-madre.

Poi ci sono “grandi” donne come Margherita Hack, Maria Teresa di Calcutta o Virginia Wolf che non devono certo la loro fama al valore estetico dei loro corpi le cui vite hanno lasciato un segno nella storia che difficilmente potrà passare di moda con le copertine di Vogue…

 

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Fonte immagine: artelista.com


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