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LA LEADERSHIP RESILIENTE: CONSIGLI PER SVILUPPARLA

Leadership resiliente, un binomio davvero interessante, sia per la sua utilità, sia per le sfide che pone il suo sviluppo: essere in grado di guidare un gruppo di persone verso un obiettivo sfruttando (anche trasferendo) la capacità di resistere o, meglio, approfittare dei cambiamenti. Si tratta solo di doti personali o sono frutto di apprendimento?

Esiste davvero una leadership resiliente? La resilienza è un'importante risorsa psicologica, una competenza che ultimamente viene considerata cruciale come fattore protettivo perchè consente all'individuo di muoversi agevolmente attraverso le avversità.

I cambiamenti non vengono allontanati, ma affrontati come occasione di miglioramento, come momento per scoprire nuove risorse nell'ambiente e nuove vie da percorrere. Come usare questa dote personale in ambito lavorativo?

 

La resilienza personale o per il gruppo?

In ambito aziendale competenze del genere potrebbero essere preziose. Un leader è colui che conduce e che prende decisioni difficili per incrementare la produttività e il benessere aziendale. Una leadership resiliente diventa quindi uno stile che non porti allo scontro con le avversità, ma le incorpori nella vita aziendale quotidiana.

In un momento di crisi diventerebbe ancora più importante perché consentirebbe di vedere nell'incertezza una opportunità e non un motivo di inquietudine e sfiducia verso il futuro.

 

I diversi tipi di leadership, i mille volti del capo

 

Indicatori di scarsa resilienza

Un primo modo di modo di incrementare la propria resilienza è quello di individuare le falle per poter operare su specifici comportamenti.

Come guida si possono utilizzare gli indicatori di Elle Allison e Douglas Reeves in una ricerca del 2011 sui dirigenti in ambito scolastico.

I fattori individuati sono sufficientemente adattabili anche ad altri ambiti.

La resilienza di una leadership è a rischio quando:

  1. I leader smettono di apprendere novità sul mercato, gli strumenti a disposizione, ecc.
  2. I leader tagliano il bilancio indiscriminatamente  attribuendo ogni responsabilità della gravità della situazioni ai problemi di bilancio. Le componenti umane non vengono considerate e soprattutto non è pià presente un'ottica di investimento sul futuro.
  3. Si ignorano gli indicatori di criticità
  4. Gli impegni vengono usati per evitare di assumersi nuove responsabilità; si parla in questo caso di impegni "vuoti", ma che impediscono di promuovere nuove attività.
  5. Il successo non viene adeguatamente festeggiato, né pubblcizzato dalla dirigenza che è in preda al pessimismo.

 

I segreti del leader resiliente

Come migliorare la propria resilienza? Ecco i 10 consigli di Simone Savage, Trainer statunitense, che li divide in tre grandi gruppi: Affrontare le conseguenze dello stress (2), affrontare le fonti di stress (2) e costruire una resilienza a lungo termine (6).

  • fermati un momento e pensa a dove sei e dove vuoi arrivare!
  • crea un foglio di lavoro con tutte le attività: ordinale in base alle priorità e delega quanto puoi
  • cerca di scoprire non solo le fonti dello stress, ma come si sia incrementato per evitare di ripetere il ciclo!
  • prenditi del tempo per ascoltare il tuo corpo che manda dei segnali precisi quando lo stress diventa eccessivo
  • sviluppa te stesso e il tuo team: create un calendario con le innovazioni da raggiungere in tempi ragionevoli, ma con scadenze precise
  • identificate un obiettivo chiaro, specificando le azioni che conducano ad esso, evitare pensieri astratti
  • chiedi aiuto; rivolgiti alla famiglia o ad un coach per questioni soggettive ed al tuo team per lo sviluppo dei progetti
  • crea un ambiente di lavoro confortevole
  • prenditi cura di te stesso anche a livello psicofisico e sprona gli altri altrettanto
  • comincia ora! non ci sono scuse per tardare!

 

Leggi altri consigli per sviluppare la resilienza

 

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