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PERFEZIONISMO E ANSIA: QUALE LEGAME?

“Il meglio è nemico del bene” recita un noto proverbio… Un’ansia eccessiva associata ad un elevato perfezionismo può danneggiare la qualità del risultato con effetti paradossali

Ansia e perfezionismo sono due “ingredienti” che si ritrovano spesso insieme in quelle situazioni in cui la pressione alla riuscita è talmente forte da avere effetti paradossi.

Concentrarsi sul risultato per riuscire al meglio non è in sé un elemento negativo a patto però che il carico emotivo a cui si è sottoposti non prenda il sopravvento.

 

Perfezionismo e ansia: l’insicurezza mascherata dietro l’intransigenza

Il perfezionismo è un tratto caratteriale che spinge la persona a cercare di ottenere il massimo da quello che fa, minimizzando gli errori e mirando a raggiungere risultati eccellenti.

Se nella giusta “misura”, un tratto perfezionistico denota grande attenzione e cura verso ciò che si fa, ma se risulta pervasivo o troppo elevato rischia di alimentare un’eccessiva severità con sé stessi.

Chi non tollera la possibilità del minimo errore e percepisce come potenzialmente catastrofica e irreparabile qualsiasi “pecca” nel proprio lavoro, ad esempio, denota una scarsa tolleranza verso sé stesso (e verso gli altri), impossibilità di imparare dai propri errori e scarsa capacità di lavorare per obiettivi. Il mezzo in qualche modo diventa un fine: non si lavora più per raggiungere un obiettivo, ma per dimostrare/confermare la propria perfezione/inattaccabilità.

 

Perfezionismo e scarsa autostima, che relazione c'è?

 

Perfezionismo e ansia: è sempre questione di vita o di morte?

E l’ansia? Anche l’ansia può essere adattiva se opportunamente dosata e gestita, allora ci consente di “attivarci” per concentrare le nostre risorse sulla risoluzione di un compito (un po’ di ansia aiuta a dare priorità a ciò che si sta facendo e a concentrarsi sul risultato).

Ma quando l’ansia diventa pervasiva o soverchiante risulta disadattava e può diventare patologica. È questo il caso in cui l’ansia si associa ad un perfezionismo eccessivo: se ogni possibile errore viene vissuto come una catastrofe irreparabile la nostra performance risentirà di un’ansia eccessiva perché l’esito del nostro lavoro verrà vissuto dal nostro sistema emotivo come se letteralmente si trattasse di una “questione di vita o di morte”! Attenzione dunque poiché un tale atteggiamento può avere un effetto paradosso rischiando di peggiorare la nostra prestazione.

 

Perfezionismo e ansia: l’effetto paradosso

Perché un ansia e un perfezionismo elevati possono avere un effetto paradosso? Un esempio potrà essere facilmente richiamato alla mente di molti: quando si arriva a sostenere un esame in un tale stato di agitazione che si cade vittime di vuoti di memoria che rischiano di compromettere gravemente il risultato della prova senza consentire di rendere per quello che effettivamente si è studiato.

Se la mente è gravata da attese estremamente perfezionistiche e da un’ansia fuori controllo si arriva a sostenere la prova già gravati da uno stress e da una pressione molto grandi. Gran parte delle risorse cognitive e attentive non sono più a nostra disposizione perché si è letteralmente “distratti” dalla propria ansia di far bene!

Si tratta, per certi versi, di un meccanismo un po’ simile a quanto avviene nelle diete rigide e restrittive dove il mantenere un autocontrollo prolungato sul proprio desiderio di mangiare sottopone ad uno stress fisico e mentale tali da rendere paradossalmente la persona più vulnerabile allo stress e a “perdere il controllo” della propria alimentazione.

L’ansia il perfezionismo e in generale una preoccupazione eccesiva spostano tutto il valore di quello che siamo sul risultato di un singolo comportamento dimenticando che il nostro valore globale come persone difficilmente può essere definito dall’esito di una singola performance. Un carico emotivo eccessivo ha l’effetto di esaurire preventivamente le nostre risorse invece di aiutarci a sfruttarle al meglio.

 

Quando il perfezionismo patologico sfocia nella depressione

 

Per approfondire:

> I disturbi d'ansia

 

 

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