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COSA SI INTENDE PER MANIE OSSESSIVE

“Uno..due…tre…” quando le manie ossessive hanno preso il controllo del comportamento e dei pensieri si è costretti ad eseguire tutta una serie di bizzarri rituali prima di svolgere le più banali azioni quotidiane. Non importa quanto irragionevoli o incongrui appaiano questi comportamenti: la persona è controllata dai suoi sintomi ossessivi.

 

“Uno.. due.. tre…” Roy è il protagonista del film Il genio della truffa (2003): truffatore professionista ma anche vittima delle sue manie ossessive che lo costringono ad eseguire tutta una serie di complessi rituali anche nelle più semplici operazioni mattutine prima di uscire di casa.

“Un..due…tre…” deve ripetere Roy prima di aprire o chiudere porte e finestre e così via in tutta una serie di ripetizioni e controlli comportamentali che rendono piuttosto bizzarra e alienante la sua routine quotidiana…

 

Manie ossessive e disturbo ossessivo compulsivo

Le manie ossessive quando sfociano nell’ambito del patologico rappresentano i sintomi più evidenti del disturbo ossessivo compulsivo. Non stiamo parlando dunque di semplici “fissazioni” che possono connotare alcuni di noi nel voler fare le cose in un determinato modo, ma di un vero e proprio disagio psicologico.

Si tratta di un disturbo d’ansia, che può connotare varie tipologie di personalità a vari livelli di gravità (dal nevrotico a quello con manifestazioni psicotiche).

In questo disturbo le manie ossessive rappresentano il mezzo che la mente utilizza per controllare l’ansia; le persone che soffrono di questo disturbo, anche quando sono in grado di rendersi contro dell’irragionevolezza del proprio comportamento, non riescono a fare a meno di attuarlo.

Questo livello di coercizione comportamentale (e cognitivo poiché spesso i comportamenti compulsivi si associano anche a pensieri ossessivi) è qualcosa a cui la persona sente di dover adempiere a ogni costo pena il sopravvento di stati d’ansia soverchianti che possono sfociare nel panico.


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Manie ossessive e vita quotidiana

Le manie ossessive, dunque, possono risultare gravemente interferenti con la vita lavorativa, sociale e di relazione anche in quelle personalità di stampo nevrotico che cioè vivono con un disturbo ossessivo pur avendo per il resto un buon funzionamento psicologico.

Quello che spesso non si coglie dall’esterno infatti è che, benché la persona sia in grado solitamente di rendersi conto dell’irragionevolezza delle proprie manie ossessive, non è in grado di controllarle con la sola forza di volontà e, al contempo, soffre molto.

Non può sospendere i suoi rituali comportamentali perché sfocerebbe in uno stato di panico disorganizzante, non può proseguirli senza però sentirsi strana, bizzarra, osservata dagli altri e in qualche modo ai margini della vita sociale. Anche in una persona psicologicamente ben funzionante un disturbo di questo genere può risultare pesantemente invalidante, causa di sofferenza, vergogna e isolamento sociale.

 

Manie ossessive e psicoterapia

Le manie ossessive del disturbo ossessivo compulsivo sottendono solitamente una grande angoscia nella persona che ne soffre e tutta una serie di preoccupazioni inconsce relative alla perdita di controllo e a sentimenti di colpevolezza.

Per questo motivo, le strategie terapeutiche oltre a lavorare per ridurre i sintomi (anche farmacologicamente in alcuni casi) devono esplorare, mediante un percorso di psicoterapia, le cause delle manie ossessive e i significati che esse assumono nella personalità e nella storia di quella specifica persona.

Spesso infatti recenti perdite o gravi stress non elaborati possono aver preceduto lo scatenarsi del disturbo ossessivo compulsivo (PDM, Manuale Diagnostico Psicodinamico, Cortina, 2008).

Una psicoterapia per un disturbo ossessivo compulsivo mira non solo alla riduzione del sintomo, ma soprattutto a far sì che la persona non senta più il bisogno delle proprie manie ossessive e possa tornare a rivolgere altrove le proprie energie emotive e cognitive.

 

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