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ANSIA DA ESAME, NON TRASFORMIAMOLA IN UN INCUBO

Quando l'ansia da esame diventa eccessiva compromette in modo ingente la prestazione e i livelli di benessere.

 

Tutti nella vita hanno sperimentato almeno una volta la tremenda ansia da esame. È una condizione normale, fondamentale e necessaria. Questo seppur possa suonare strano, è stato provato scientificamente: se i livelli di ansia sono equilibrati e contenuti, la prestazione ne trarrà giovamento.

Viceversa se il livello di attivazione è scarso, inadeguate e insufficienti saranno le risorse attivate e quindi la performance, allo stesso modo se l’attivazione è eccessiva, può bloccare l’attivazione di strategie utili ed efficaci.

Questo secondo caso in cui i livelli di ansia sono molto elevati è il caso più comune, soprattutto tra gli studenti che vivono gli esami e le prove scolastiche come un vero incubo incontrollabile.

 

Ansia da esame: quando è patologica

L’ansia da esame diventa disfunzionale ed eccessiva quando raggiunge livelli elevati che vanno al di là della natura e tipologia della prova da affrontare e delle energie richieste dalla stessa.

È una condizione di agitazione e preoccupazione generale e pervasiva che attiva sintomi a più livelli. A livello fisico possono insorgere mal di testa, nausea, alterazione della pressione, tachicardia, agitazione motoria, sudorazione eccessiva, difficoltà respiratorie e alterazione dell’appetito in eccesso (fame nervosa) o in difetto (mancanza di appetito).

Le difficoltà corporee si associano ad alterazioni del comportamento come assunzione di alcool, aumento del consumo di sigarette, assunzione di ansiolitici o sostanze stupefacenti per placare l’angoscia, evitamento del compito e alterazione della condotta scolastica.

A livello cognitivo prevalgono pensieri negativi come la possibilità di una bocciatura, la disapprovazione degli altri, le conseguenze negative, scoraggiamento, sensazione di non farcela, incapacità di ricordare quanto appreso e senso di vuoto o tabula rasa.

Il pensiero continuo all’esame riduce la concentrazione nel momento dell’apprendimento e quindi l’efficacia dello stesso, con ulteriore aumento della preoccupazione e sentimento svalutante.

Diventa un circolo vizioso il tentativo di placare l’ansia, aumentando lo sforzo, viene vanificato dalla bassa efficienza nell’acquisizione di nozioni per gli elevati livelli di attivazione che riducono le abilità di memorizazione e uno stato di confusione con eccessiva stanchezza. Si ha spreco reale di energie per attivazione psico-fisica eccessiva.

 

Leggi anche Distrazione eccessiva, cosa nasconde? >>

 

Ansia da esame: perché per alcuni è maggiore

Se è vero che tutti vivono, fortunatamente, un livello di ansia prima, durante e dopo un esame, è altrettanto vero che non per tutti essa è patologica e limitante.

Coloro che vivono un livello eccessivo di preoccupazione sono persone solitamente con scarsa autostima e consapevolezza delle proprie abilità e capacità nonchè paura eccessiva di fallire e deludere gli altri prima che se stessi.

Sono eccessivamente orientati alle conseguenze e reazioni esterne che diventano il motore dell’impegno in ottica di locus of control esterno che riduce il livello di motivazione reale e la sensazione di controllo.

Inoltre faticano a organizzare il lavoro, riducendosi all’ultimo momento o non riuscendo a sfruttare in modo ottimale i momenti dedicati allo studio, con eccessiva distrazione o preoccupazione.

È come se vivessero il momento dell’esame durante la sua preparazione, con lo stesso livello di angoscia che esaurisce le risorse e le abilità cognitive a disposizione per l’apprendimento. Vivono quindi un’ansia anticipatoria.

Giocano inoltre un ruolo fondamentale l’educazione ricevuta orientata alla performance eccellente, la tendenza al perfezionismo, il porsi obiettivi sempre più elevati, non calibrando le possibilità e non considerando l’insieme dei fattori che non dipendono direttamente dal proprio volere (ad esempio il pensiero del commissario al momento dell’interrogazione…).

 

Come non far diventare l’esame un vero incubo

Al fine di gestire al meglio l’ansia per un esame possono essere attivate delle piccole accortezze che permettano di arginare la preoccupazione e aumentare il senso di controllo.

In primo luogo è bene imparare a organizzare le attività di studio e non. Fare quindi un calendario in cui sono ben scandite le ore dedicate allo studio, magari con gli argomenti da affrontare e i momenti dedicati a se stessi come le uscite con amici, l’attività fisica e tutto ciò che genera benessere e permette di staccare dallo studio.

Rinunciare a queste attività è controproducente perché potrebbe aumentare il livello di insoddisfazione. È importante poi ridurre le distrazioni durante lo studio, scegliendo un luogo confortevole e adatto, lontano da fonti di disturbo.

Ci sono poi tecniche di rilassamento e meditazione specifiche che permettono di ridurre i livelli di attivazione aumentando la messa in campo di risorse in modo funzionale. La respirazione diaframmatica è la base di molte di queste tecniche e ripristina la circolazione sanguigna e l’efficienza psicofisica.

Ognuno deve ovviamente trovare la strategia più efficace e adatta a sé, senza dimenticare che un normale livello di attivazione è fondamentale, l’importante e che non raggiunga livelli eccessivi compromettendo così la buona riuscita nella prestazione.

 

Leggi anche L'ansia da prestazione >>

 

Foto: dandamanwasch / 123rf.com

 

 

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