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Jacques Lacan

 

 

 

 

 

 

 

 

Uno dei pensatori più influenti del ventesimo secolo, Jacques Lacan ha riformulato la psicanalisi attingendo allo strutturalismo, alla linguistica e alle teorie antropologiche di Lévi-Strauss. Complesso, ribelle e anticonformista, ha vissuto con intensità e pienezza la sua epoca

 

Jacques Lacan (Parigi, 13 aprile 1901 – 9 settembre 1981)

 

Jacques-Marie Émile Lacan nasce a Parigi da una famiglia della buona borghesia cittadina, che aveva fatto fortuna con il commercio dell’aceto. I genitori – e la madre in particolare – impartiscono ai figli un’educazione conformista e rigidamente cattolica. Jacques è il primogenito e il più insofferente dei quattro fratelli. Rompe con la religione fin dai tempi del collegio Stanislas, quando comincia ad appassionarsi alle opere di Spinoza, Nietzsche e del politologo francese Charles Maurras, da cui eredita l’amore per i valori estetici e il linguaggio. Si avvicina così alle avanguardie letterarie dell’epoca, entrando in contatto con i surrealisti che gravitano intorno alla libreria della poetessa Adrienne Monnier. Qui Jacques Lacan ha occasione di assistere a una lettura pubblica dell’Ulisse data dallo stesso James Joyce.

 

Lo psicanalista-surrealista

 

Alla passione per la letteratura e la filosofia Jacques Lacan affianca gli studi di medicina, che corona con la specializzazione in psichiatria sotto la guida di Gaétan Gatian de Clérambault. Nel giugno del 1932 pubblica la sua tesi di dottorato sul caso di una donna paranoica, Marguerite Anzieu, da lui ribattezzata "Aimée". Il testo, che riporta anche le poesie della paziente, gli guadagna l’ammirazione dei circoli surrealisti, tanto che il poeta Paul Éluard decide di pubblicarlo nella sua rivista. Subito dopo la tesi, Lacan comincia un percorso di analisi con Rudolph Loewenstein, psicanalista ebreo, che durerà sei anni.

 

La psicoanalisi lacaniana e il contesto storico e culturale

 

Ben presto Jacques Lacan diventa una figura di spicco del movimento psicoanalitico francese, sostenendo in un primo tempo la via del “ritorno a Freud” attraverso la formazione classica all’interno del ramo francese della International Psychoanalytical Association (IPA). Fervente oppositore delle deviazioni della psicoanalisi, anche ortodossa (Abraham, Jones, Ferenczi) e dei neofreudiani americani, entra in polemica con la stessa IPA e negli anni Sessanta fonda una sua scuola, l'École Freudienne de Paris (che scioglierà nel 1980). La psicoanalisi lacaniana riflette la vastissima, eclettica cultura del suo fondatore e lo straordinario fermento culturale degli anni della sua formazione. Lacan spazia dalla filosofia all’antropologia, dalla linguistica alla matematica, entrando in contatto con eminenti intellettuali come Alexandre Kojève, Martin Heidegger, Roman Jacobson, Claude Levi-Strauss e Georges Bataille (di cui sposerà la moglie, Sylvia Bataille; insieme avranno una figlia, a cui Lacan potrà dare il nome solo dopo molti anni). I suoi seminari – prima all’ospedale Saint’Anne, poi alla facoltà di filosofia, poi per alcuni anni all’École Normal – sono sempre affollatissimi. E quando escono gli Scritti, nel 1966, la teoria lacaniana viene adottata dal movimento studentesco: vari slogan del Maggio francese sono ripresi dal testo di Lacan. Alla morte di Lacan, avvenuta nel 1981, è il genero, Jacques-Alain Miller, a farsi carico dell’eredità testamentaria e della pubblicazione degli altri numerosi testi dei seminari tenuti nel corso della sua lunga attività.

 

Risorse online su Jacques Lacan

 

Una lunga intervista su Jacques Lacan rilasciata da Sergio Benvenuto, filosofo e analista


Lacan.com, ovvero Lacan secondo lo psicanalista sloveno Slavoj Zizek

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