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LE NUOVE TECNOLOGIE CHE SPENGONO LA CONCENTRAZIONE

Smartphone, tablet e dispostivi elettronici sono ormai onnipresenti, siamo costantemente richiamati da messaggi, email e notifiche multimediali di ogni tipo, questo multitasking abbasserebbe però la nostra capacità di concentrazione: una soglia di appena 8 secondi, addirittura inferiore a quella di un pesce rosso!

Controllare lo smartphone è l’ultima cosa che fate prima di andare a dormire? Non potete stare più di 30 minuti senza controllare che non vi sia arrivata qualche mail o messaggio? Lo utilizzate in contemporanea con altri dispositivi digitali e alle normali interazioni vis a vis?

Magari leggendo queste domande penserete “no io no…!” ma, forse, ripensandoci più attentamente potreste scoprirvi non troppo distanti da queste descrizioni.

Le nuove tecnologie, che teniamo accese 24 ore al giorno, ci bombardano di informazioni ma “spegnono” la nostra capacità di concentrazione, ecco perché.

 

Nuove tecnologie e concentrazione

Smartphone, tablet e dispositivi elettronici catturano costantemente la nostra attenzione durante tutto l’arco della giornata, influenzando fortemente la nostra capacità di concentrazione e lo svolgersi delle nostre attività quotidiane.

Certo, il vantaggio è quello del famigerato “multitasking” ma ad un prezzo decisamente imbarazzante: sembra che la media della nostra attuale capacità di concentrazione si sia fortemente ridotta; divisi fra smartphone e tablet, richiamati a controllare continuamente nuove mail e nuovi messaggi non riusciremmo a mantenere una concentrazione continuativa per più di 8 secondi, una soglia addirittura inferiore a quella dei pesci rossi!

 

Come influenzano il cervello le nuove tecnologie?

 

Il prezzo del multitasking

Questi i risultati di uno studio canadese condotto da Microsoft: negli ultimi 15 anni, grazie alle costanti sollecitazioni di smartphone e tablet, il tempo medio di concentrazione delle persone è sceso di 4 secondi.

In pratica, a causa del costante richiamo delle nuove tecnologie, saremmo ormai incapaci di mantenere una concentrazione continuativa per più di 8 secondi.

Certo, tutto questo si accompagna alla possibilità di tenersi aggiornati su una mole di informazioni prima impensabile e, di conseguenza, di potersi occupare di diverse cose contemporaneamente.

Le nuove tecnologie, in altre parole, ampliano le capacità multitasking del nostro cervello diminuendone però i tempi di concentrazione e attenzione prolungate e selettive.

 

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E se per una volta spegnessimo lo smartphone?

Si parla molto oggi di nomofobia, la dipendenza da smartphone e nuove tecnologie, gli apparecchi elettronici e multimediali da cui dipendiamo ormai quotidianamente sono a fasi alterne o demonizzati come dannosi rispetto alle relazioni reali e autentiche o mitizzati come se il rimedio a qualunque problema potesse trovarsi nell’implementazione di un’App.

Le nuove tecnologie in realtà non sono né buone né cattive, ciò che le rende tali è piuttosto l’uso che ne facciamo considerando che ormai sono diventate praticamente un’estensione di noi stessi e che tendiamo spesso ad antropomorfizzarle attribuendo loro qualità e intenzionalità decisamente umane (chi di noi non si è mai incollerito con il proprio smartphone perché “si rifiutava” di funzionare?) che forse ci faranno arrivare ad interfacciarci con dei veri e propri robot da compagnia.

La sfida più grande è forse quella di saperle utilizzare senza che siano loro, le nuove (ormai neanche più tanto “nuove”) tecnologie ad “usare” noi e ad assumere il controllo della nostra vita.

Forse spegnere ogni tanto tutto il frastuono digitale in cui siamo immersi può aiutare ad accendere la mente su frequenze differenti e a riappropriarsi solo dopo del proprio smartphone con un pizzico di realismo in più.

 

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Fa molto riflettere a questo proposito una scena del film Matrix, in cui il protagonista dialoga con il capo della città sul controllo che noi abbiamo sulle macchine ma su quanto queste influenziono la nostra vita rendendoci dipendenti da loro. Ecco il video

 

 

 

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