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GLI INASPETTATI BENEFICI DEL MULTITASKING

I risultati di un recente studio sembrano spezzare una lancia a favore del tanto demonizzato multitasking dei giorni nostri: combinare semplici attività cognitive con attività motorie può massimizzare i risultati di entrambe

Brutta notizia per tutti i convinti sostenitori della lentezza, della decrescita felice e magari anche dello slow food: il multitasking si può, anzi, a quanto pare, si deve!  Recenti studi sembrano confermare inaspettatamente che, svolgere due attività contemporaneamente, non è necessariamente dannoso, ma anzi può ottimizzare entrambe le performance. Solo ad alcune condizioni però!

 

I benefici del multitasking

Avevamo finalmente provato un sospiro di sollievo a leggere di ricerche e teorie psicologiche che rimettevano in discussione i vantaggi del multitasking e l’uso compulsivo delle nuove tecnologie, ma ecco che un nuovo studio sembra riportarlo alla ribalta, a questo punto un pizzico di disorientamento è d’obbligo, ma andiamo per gradi.

Lo studio in questione riguarda alcune valutazioni sperimentali condotte in due gruppi di soggetti anziani per valutare il deterioramento delle funzioni cognitive causato dall’Alzheimer.

Ai soggetti reclutati per lo studio, un gruppo clinico e uno di controllo composto da soggetti sani, è stato richiesto di svolgere alcuni compiti cognitivi, dai più semplici ai più complessi, non comodamente seduti in poltrona o ad un tavolo ma durante una pedalata sulla cyclette!

Ebbene, inaspettatamente è stato rilevato come, durante l’esecuzione di compiti cognitivi, i soggetti non solo fossero in grado di svolgerli continuando a pedalare ma che, eseguendo i compiti cognitivi più semplici, la loro velocità di pedalata subiva addirittura un’accelerazione.

 

Le donne sono più multitasking degli uomini?

 

 

Mettere in moto il corpo e la mente…

L’interpretazione che gli autori danno degli inaspettati benefici del multitasking osservato durante i loro esperimenti è la seguente: in presenza di attività cognitive non troppo complesse è possibile svolgere attività fisiche a vantaggio di entrambe le prestazioni poiché il livello di attivazione fisiologica richiesto per le due attività va a vantaggio del livello di concentrazione e di rendimento globale.

La stessa cosa non accadrebbe all’aumentare della difficoltà del compito cognitivo poiché in quel caso la prestazione richiederebbe una dedizione esclusiva delle risorse della persona.

 

I limiti del multitasking

Multitasking sì ma con le dovute cautele, quindi. Da un lato, infatti, come è comprensibile dall’esperienza di ognuno, non possiamo certo aspettarci di eseguire due o più compiti complessi contemporaneamente e poterli realizzare al meglio; dall’altro è importante anche il tipo di compito e di impegno richiesto: il movimento fisico può accompagnare e sostenere la concentrazione necessaria ad un compito cognitivo (anche se fino a certi livelli di difficoltà appunto) perché, in qualche modo, le due attività non sono in conflitto e non vanno a sovrapporsi, anzi, il fatto si muoversi fisicamente potrebbe aiutare a mantenere la concentrazione sul problema cognitivo senza farsi distrarre da altri pensieri.

Diverso è quando pretendiamo ad esempio di poter condurre due o più conversazioni contemporaneamente (magari su due telefoni diversi) quando cioè eseguiamo azioni che, in realtà, configgono per occupare le stesse modalità percettive e attentive.

Un ulteriore esempio, noto anche questo a tutti, è quando siamo alla guida, impegnati quindi a guardare la strada davanti a noi, e contemporaneamente usiamo il cellulare digitando a memoria le lettere sulla tastiera o sorgendo velocemente il touch.

 

Se il multitasking diventa una trappola

Perché in quest’ultimo caso il multitasking può rivelarsi pericoloso? Perché mentre usate lo smartphone o il telefonino per scrivere un messaggio non importa quanto tempo effettivo perdiate per osservare fisicamente lo schermo del diabolico apparecchio: il vostro cervello continuerà a rappresentare l’immagine dello schermo e del testo che state scrivendo perché l’uso del telefono attiva la vostra modalità rappresentativa visiva, ma non stavate guardando la strada?

Questo è un effetto del multitasking che può rivelarsi inaspettatamente pericoloso perché, sebbene riusciate contemporaneamente a compiere due azioni che vi sembrano “diverse”, queste entrano in conflitto con le vostre modalità attentive senza che ve ne rendiate conto.

L’importate quindi non è né il multitasking ad ogni costo, né il doverne essere sempre e comunque capaci, ma saper riconoscere quando effettivamente rappresenta un vantaggio e quando non lo è.

C’è ancora posto per l’annuale giornata della lentezza, per slow food e la decrescita felice… fra uno smartphone e una pedalata sulla cyclette!

 

Le nuove tecnologie che spengono la concentrazione

 

 

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