Vivere in uno stato di grazia: l'esperienza del flow

Il flow è descrivibile come uno stato di grazia perché l'individuo in una condizione di piena concentrazione, vicina alla trance, agisce per giungere in modo semiautomatico ad una meta ambita sperimentando una sensazione acuta di benessere. Come arrivarci?

Esperienza di flow

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L'esperienza del flow in psicologia può essere descritta come il vivere uno stato di grazia, cioè la sensazione di essere in uno stato di benessere perfetto.

Questo stato psicofisico oltre che essere piacevole è anche il terreno giusto per avere delle perfomance eccellenti: per questo motivo è uno dei concetti che ritornano nella psicologia dello sport, ma non solo.

 

Cos'è il flow

Secondo il massimo esperto, Mihaly Csikszentmihalyi, il flow è uno stato di intensa concentrazione che porta l'individuo ad entrare in una leggera trance.

Ciò accade quando la persona è molto competente nell'ambito di azioni che sta compiendo, ha degli obiettivi molto elevati che ne stimolano le potenzialità ed è sicura che tutto andrà bene. Oltre ad una prestazione ottimale (peak performance), il flow si accompagna ad un ricordo sbiadito: è come se la persona funzionasse in modalità subconscia lasciando il lavoro a degli automatismi rodati e molto efficaci.

L'esperienza è "condita" anche emotivamente da un senso persistente di serenità.

 

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Come arrivare al flow

Quali sono gli elementi che potenziano e/preparano il terreno ad un'esperienza simile? Ci sono due ordini di fattori da tenere presente: da un lato ci sono le precondizioni personali, dall'altro un lavoro di preparazione che può favorire l'emergenza dello stato di grazia.

Del primo gruppo fanno parte: la conoscenza del compito, la focalizzazione su di esso, un ottimo grado di preparazione, un buon livello di autoefficacia e di motivazione, uno stato psicofisico di benessere e il mantenimento del giusto livello di attivazione (arousal) che non deve essere eccessivo né minimo.

Chi ha sperimentato il flow ha più probabilità di rivivere quell'esperienza e richiamarne alla mente il ricordo sbiadito può aiutare a ricreare la stessa sensazione. Ma è possibile "preparare il terreno" anche in altro modo:

  • programmazione degli step di lavoro
  • sostenere la motivazione al raggiungimento degli obiettivi che devono essere considerati raggiungibili, ma comunque di alto livello
  • pensare alle conseguenze del raggiungimento della meta
  • visualizzare lo stato del flow se è stato già provato.

 

La tecnica EMDR

L'EMDR è una tecnica psicoterapeutica messa a punto dalla terapeuta Francine Shapiro, inizialmente utilizzata per il disturbo da stress post traumatico, ma ultimamente anche per facilitare le peak performance e lo stato di flow. Si tratta di un metodo controverso il cui nome è un acronimo che ne descrive le caratteristiche principali: Eye movement desensitization and reprocessing.

Chi lo pratica sostiene che attraverso dei movimenti oculari precisi è possibile desensibilizzare e riprogrammare i processi di pensiero. La stessa Shapiro provò che spostando velocemente i suoi occhi da sinistra a destra sparivano piccoli pensieri ossessivi. Il metodo è stato sviluppato introducendo anche stimoli uditivi e tattili.

Uno studio del 2001 di Paul Davidson e Kevin Parker ha confrontato i risultati di 42 diversi esperimenti sull'efficacia dell'EMDR. La tecnica ha mostrato di avere effetto nel trattamento di patologie ansiose quando messa a confronto con i gruppi di controllo e con tecniche che non utilizzano l'esposizione a stimoli ansiogeni. L'EMDR non è più efficace di altri metodi che mettono il paziente a confronto con una situazione ansiogena.

 

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