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CREATIVITÀ: CAOS O DOLCE FAR NIENTE? UNA RISPOSTA DALLE NEUROSCIENZE

Come risvegliare la propria creatività? Un allenamento intenso di tecniche ed esercizi ci può aiutare, eppure anche il dolce far niente ha un peso.

La creatività, o essere creativi, è una di quelle skill che sembrano molto appetibili su un curriculum. Durante i corsi di formazione la creatività sembra essere un miraggio non alla portata di tutti che si associa all’idea del creativo: una persona svagata, eccentrica, in un mondo suo, capace di inventare.

Ed ecco la richiesta di fare esercizi o di usare tecniche per essere creativi. In effetti dalle neuroscienze arrivano conferme e disconferme a queste idee, vediamone alcune.

 

Inventare il nuovo

La creatività dovrebbe, secondo molti, essere quella dote che ci consentirebbe di trovare il nuovo, l’innovativo, una trovata in grado di creare stupore negli altri per il carattere non convenzionale.

Se consideriamo le idee più innovative sono quelle che sono state in grado di avvicinare due elementi tra di loro apparentemente scollegati. 

La nostra educazione privilegia un pensiero analitico che scompone le parti di un problema e attraverso la logica lo comprende. In questo genere di ragionamento non c’è spazio per i salti “illogici” e ciò riduce di molto le possibilità di trovare innovazioni. 

Il conceptual blending è proprio quel fenomeno attraverso il quale concetti differenti e lontani trovano il modo di integrarsi tra di loro per una funzione, per un piccolo dettaglio, per un aspetto visivo, ecc.

I veri esperti sono i bambini per i quali il mondo è ancora una scoperta, nulla è dato per assodato, ogni spiegazione è possibile e tutto può andare con tutto.


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Rieducare il ragionamento

Tutto questo ragionamento logico è di per se validissimo, ma impone dei vincoli che ostacolano la creatività. Ovviamente non è saggio ignorare tutto ciò che abbiamo imparato nel corso dell’esistenza abbandonandoci ad un mondo privo di ogni logicità, ma si può rieducare il modo di ragionare attraverso degli esercizi.

Torniamo al punto di partenza: gli esercizi di creatività sono un punto critico durante la formazione perchè spesso i partecipanti restano spiazzati da richieste apparentemente assurde.

Le tecniche di creatività hanno come obiettivo quello di ristabilire un pensiero libero e di costringerci a mettere insieme concetti a caso! Hai una sfida creativa? Scegli una parola a caso, disegnala, elenca una serie di aggettivi per ogni parte del tuo disegno e poi associa ogni aggettivo alla tua sfida!

 

Come fa il cervello?

Vi sembra strampalato? Siete in ottima compagnia, ma ciò che (forse) ignorate è che attraverso questo genere di esercizi è possibile ottenere degli ottimi risultati. Estanislao Bachrach, neuro scienziato di fama mondiale, sottolinea alcuni meccanismi cerebrali:

> Per avere un insight il cervello deve essere in uno stato di piena tranquillità;

> il conceptual blending è favorito dall’attivazione di entrambi gli emisferi;

> per aumentare la creatività occorre zittire la corteccia frontale (sede del pensiero cosciente) e favorire l’aumento delle onde gamma, quelle in grado di mettere in relazione tra di loro parti del cervello lontane tra loro.

Le neuroscienze quindi ci confermano che la creatività, intesa come fusione innovativa di due concetti ha bisogno di far tacere il ragionamento logico attivando l’emisfero destro (magari con il disegno) e soprattutto senza pensare assiduamente al proprio problema.

Se diamo in pasto al cervello degli spunti su cui lavorare e gli concediamo del relax (tenendo a bada le nostre ansie), lui saprà stupirci.

 

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