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LE FASI PSICOLOGICHE DELLA GRAVIDANZA

La gravidanza non è solo un percorso fisico in quanto comporta la maturazione di una nuova identità per la donne: essere madre. Anche a livello psicologico si possono individuare delle fasi specifiche per ciascun trimestre.

La chiamano "dolce attesa" oppure "nove mesi d'amore", ma non c'è solo questo nella gravidanza che resta un percorso (più o meno) difficile ed impegnativo per la donna. L'attesa di un figlio è costellata di una serie di tappe che impegnano mente e corpo. Se i cambiamenti fisici sono visibili a tutti, meno evidenti sono le fasi psicologiche che la futura mamma attraversa per prepararsi al nuovo venuto.

 

La madre sufficientemente buona

Contrariamente ai dettami della società, un bambino non ha bisogno di una madre perfetta, ma di una madre sufficientemente buona, in grado di comprendere i suoi bisogni e di rispondervi in modo adeguato. Non si tratta di un traguardo immediato, né tantomeno questo istinto materno si attiva schiacciando un interruttore, ma è l'esito di un percorso che comincia con la gravidanza. Il risultato finale di questo lavoro psichico è un cambiamento della propria identità che deve includere una nuova immagine di Sé come madre e che richiede di rivedere le proprie relazioni e le rappresentazioni che si possedevano. A questo punto è comprensibile comprendere lo stato di fragilità della donna che attraversa cambiamenti fisici e una serie di fasi psicologiche caratterizzate da confusione che si devono risolvere nel tempo.

 

Cambiamenti psicologici nei trimestri

Come per il corpo, i trimestri scandiscono delle fasi psicologiche di adattamento alla gravidanza e al proprio ruolo futuro. Il primo trimestre è il momento della scoperta che a volte può combaciare con un vero e proprio shock. Le paure per la salute del bambino spesso prendono il sopravvento (la gravidanza è più a rischio in questo momento). All'esterno la richiesta è quella di vedere una donna felice ed entusiasta: ciò può portare la futura mamma a chiudersi alimentando così il suo stato d'ansia, mentre ha bisogno di rassicurazioni e comprensione. Il secondo trimestre scaccia le paure (il pericolo di un aborto si affievolisce) e la donna comincia a maturare l'idea che sta per diventare mamma, grazie anche ai primi movimenti percepiti. Finalmente la gioia prevale.

Gli ultimi mesi sono caratterizzati dal desiderio di vedere finalmente il piccolo, ma anche dalla paura del parto. Anche in questo caso, non è d'aiuto minimizzare queste paure: un corso pre-parto può essere d'aiuto grazie alla condivisione al supporto degli esperti.

 

Affrontare i cambiamenti

I cambiamenti psicologici legati alla gravidanza sono una sfida a difficoltà variabile per ogni donna, ma le emozioni suscitate da questo periodo non vanno mai tralasciate. Il disagio che si può avvertire durante il primo trimestre è il corrispettivo psicologico dell'accettazione del feto nel corpo della donna, che comincia a porre delle condizioni e a cambiarle la vita. Ciò che si sperimenta è un'intensa ambivalenza tra accetazione e riiuto che non va assolutamente confusa con il desiderio di avere il bambino. Si tratta di accettare un altro dentro di sè e il cambiamento può essere aiutato dalla cura verso se stesse che riporta la donna a vivere in armonia con se stessa. I primi movimenti fetali segnano un distacco tra madre e bambino che finalmente sembra possedere una sua "autonomia". Questo distacco per alcune è fonte di gioia, per altre diventa una fonte d'ansia (si muove troppo, si muove poco, non lo sento più, ecc.); per queste ultime il controllo emotivo è più difficile e può essere utile chiedere un sostegno professionale qualora chi è accanto alla madre non riesca o non possa offrirle un giusto sostegno. 

 

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