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AMNESIA DA GRAVIDANZA: ESISTE DAVVERO?

Donne incinte belle, luminose, ingombranti e anche smemorate? Esiste davvero l’amnesia da gravidanza? E da cosa dipende?

La gravidanza è un momento particolare che incide su tutto l’equilibrio psicofisico della donna.

Alle alterazioni corporee si affiancano delle modifiche psicologiche che aiutano la mamma ad abituarsi al suo nuovo ruolo.

Questi cambiamenti hanno origini differenti: ormonali, sociali, relazionali, psicodinamici, ecc. Tutti questi livelli, inoltre, interagiscono tra di loro causando anche effetti inaspettati.

A livello cognitivo subentrano difficoltà a concentrarsi, focalizzazione solo su quanto concerne la gravidanza e il piccolo in arrivo e la tendenza a dimenticarsi facilmente di altri aspetti della quotidianità. Ma si può parlare di una vera forma di amnesia da gravidanza?

 

L’amnesia: cos'è?

L'amnesia è un disturbo della memoria, il processo attraverso il quale selezioniamo, cataloghiamo, conserviamo e recuperiamo le informazioni che ci interessano.

L’amnesia la viviamo come l’incapacità di ricordare un’informazione nel momento in cui serve e può essere di vario tipo:

  • Permanente o temporanea ( a seconda della durata del disturbo)
  • Anterograda (difficoltà a ricordarsi di qualcosa che dobbiamo fare) o retrograda (difficoltà a ricordarsi di qualcosa accaduto nel passato o di un’informazione immagazzinata)
  • Legata ad una patologia specifica o dovuta al semplice passare del tempo.

Spesso le mamme dimenticano alcuni dei tanti compiti che riguardano loro stesse, i figli o la gestione della casa e questo processo sembra iniziare in gravidanza. Si tratta di una vera forma di amnesia?

 

Come può trasformarsi il cervello delle mamme?

 

I cambiamenti in gravidanza

La gravidanza si segmenta in trimestri che individuano le fasi di crescita del bambino, ma anche il vissuto della madre:

  1. Il primo trimestre è generalmente caratterizzato dallo shock dei primi cambiamenti. Le neomamme possono sperimentare anche un grande stato di ansia circa le condizioni del bambino e la possibilità di perderlo.
  2. Il secondo trimestre è quello del benessere e dell’energia. Molte donne si lasciano alle spalle i sintomi sgradevoli, quali nausea e ansia, e cominciano a fantasticare sul futuro e su quello che faranno in quanto madri. L’attenzione si sposta sulla propria mamma e sulle donne che già stanno sperimentando la maternità per prendere spunto.
  3. L’ultima fase è quella più strettamente legata al parto. L’idea del dolore e l’incognita di quello che potrebbe accadere causa un’alternanza umorale piuttosto accentuata.

 

…e la memoria in gravidanza?

Durante la gravidanza un percentuale elevata di donne (tra il 50 e l’80%) sperimenta una sensazione di annebbiamento, quasi un torpore, e continui vuoti di memoria.

A livello medico è stato riscontrato oltre ad un effetto degli ormoni che indeboliscono alcune capacità motorie, ma anche un’alterazione a livello cerebrale.

I ricercatori australiani della University of New South Wales e della Australian Catholic University hanno scoperto che l’ippocampo (responsabile anche di alcune funzioni mnestiche) subisce una riduzione di volume del 4% che potrebbe spiegare questa forma di amnesia.

A livello funzionale però i vuoti possono trovare una spiegazione nel momento unico che la donna sta vivendo che comporta una completa rivisitazione di sé e della propria vita e che può portare a concentrare le energie attentive in questi cambiamenti, lasciando poche risorse agli altri compiti al momento meno rilevanti.

 

Diventare genitori: la maternità



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