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IL POTERE DELLA MERAVIGLIA

Meravigliarsi fa bene a corpo e mente, dona benessere e apre al nuovo e al miglioramento.

Non siamo più in grado di meravigliarci. Da bambini ci si stupisce per le piccole cose, rimanendo incantati davanti ad un fiore mai vist, alla luna piena, alla neve che scende e imbianca i tetti, alla mamma che cucina e via dicendo.

Crescendo questa abilità sembra smarrirsi e nulla risulta più entusiasmante, ad eccezione delle grandi sorprese o cose inaspettate che danno uno scossa importante alla routine quotidiana.

Questo purtroppo è vero sia da adulti, ma anche da giovani: fin dall’adolescenza infatti, in cui la possibilità reale di avere tutto e subito e di entrare in contatto con le cose non conosciute con un semplice clic, riduce drasticamente la capacità di assaporare le piccole cose della vita, che sembrano scontate e insignificanti. 

 

Perché non ci si meraviglia più

Le cause alla base della perdita di entusiasmo sono molteplici. In primo luogo, la frenesia quotidiana basata sulla continua ricerca del successo e del raggiungimento degli obiettivi, bruciando tappa dopo tappa, svolgendo compiti rapidamente e per quello appreso, in modo routinario e bene conosciuto. La ricerca di una stabilità a livello lavorativo, ma anche economico e famigliare, assorbe gran parte delle energie e risorse attentive, riducendo la possibilità di cogliere la novità e sorprendersi.

Lo stress e le preoccupazioni che regnano nella vita quotidiana esauriscono qualsiasi risorsa nella ricerca di soluzioni e di tranquillità, perdendo di vista le cose importanti come un traguardo di un figlio, un suo abbraccio, la cena pronta al rientro a casa, una scena particolare lungo il percorso per andare al lavoro, una buona notizia, la presenza e ascolto del partner. Elementi che al contrario potrebbero ridare un pizzico di speranza ed energia, riducendo lo stress.

Infine c'è la paura spesso non consapevole di perdere il controllo. Meravigliarsi determina una serie di altre reazioni emotive che sono spesso considerate come perdita del controllo razionale sulla realtà e quindi una possibile minaccia alla normale e consueta abitudinarietà, una fuoriuscita da quella zona di comfort che ben si conosce e governa. Specialmente le persone poco abili nella gestione degli imprevisti, delle novità o rischi possono perdere la capacità di stupirsi come tentativo di allontanare la possibilità di dover ricorrere ai ripari in caso di perdita di controllo.

 

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Meravigliarsi fa bene

Molti studi affermano che meravigliarsi sia fondamentale e faccia bene. La sorpresa è considerata da Ekman e Frieser una delle sei emozioni di base assieme a rabbia, felicità, tristezza, paura e disgusto, è quella che in realtà sembra attivare il circolo emotivo. L’emozione infatti è generata da un evento inaspettato piacevole o spiacevole che “stupisce” e innesca una sua elaborazione da cui scaturisce l’emozione. Quindi meravigliarsi è sia una condizione emotiva specifica, sia quello stato rapido di transizione alla base delle emozioni.

Ritornare a meravigliarsi anche delle piccole cose permette di vivere una serie di stati d’animo importanti per la vita dell’individuo, che si inseriscono nei rapporti interpersonali e attivano una serie di risorse e strategie per affrontare la realtà.

Il benessere generato dalla meraviglia è evidente a livello neurobiologico, in quanto lo stupore attiva il rilascio di neurotramettitori e ormoni che rinforzano lo stato dell’umore positivo, generando sensazione di gratitudine, benessere, pienezza di vita, serenità e felicità.

L’atteggiamento maggiormente positivo verso la realtà esterna è elemento importante per ridurre le tensioni e lo stress, nonché favorisce scambi importanti con le persone care, rinforzando legami e creandone di nuovi.

Meravigliarsi fa crescere e migliorare

La meraviglia e capacità di stupirsi davanti alla realtà, anche la più conosciuta, è alla base delle nuove scoperte e dei miglioramenti al pari di curiosità, flessibilità, ricerca, ecc.

Aprirsi al nuovo permette di ricercare modalità nuove per risolvere i problemi, alternativi e magari più funzionali dei consueti. Nel lavoro questo elemento è importante perché permette di cogliere opportunità e possibilità, di attivare ricerche e innovazione e di crescere professionalmente. La mente aperta è capace di cogliere le cose attorno, di elaborarle e dare loro valore offre la possibilità di assumere un atteggiamento maggiormente coinvolto, propositivo e funzionale al lavoro fatto non solo di azioni e compiti, ma anche di idee, novità e relazioni.

Quindi meravigliarsi è importante e dona benessere e miglioramento. Ritrovare la capacità di meravigliarsi, lasciandosi stupire delle piccole cose, della quotidianità, delle persone accanto è importante. Ritroviamo il bambino che risiede in ognuno di noi.

 

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Foto: avemario / 123rf.com

 

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