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COME GESTIRE GLI SCOPPI D'IRA

Che rabbia! Questo è il pensiero che ci offusca la mente durante gli scoppi d'ira, che ci fa perdere lucidità. Le nostre azioni hanno conseguenze anche pesanti, allora come fare a fermarsi?

L'ira è un'emozione molto intensa, si distingue dalla rabbia proprio per la sua intensità.

Ma non è solo questo che la contraddistingue: se la rabbia si attiva in presenza di un ostacolo o di problema, l'ira o collera sorge quando pensiamo di essere stati danneggiati.

Provate a pensare all'ultimo scoppio di collera che avete avuto, quando proprio "la misura era colma", è probabile che pensiate di essere stati danneggiati o trattati ingiustamente da qualcuno in specifico o dalla vita.

 

Chi ci ha fatto questo?

Ma cos'è successo realmente? Chi ci ha fatto questo? Non sempre è chiaro. Nel senso che l'ira come ogni altra emozione è frutto di un'interpretazione, dipende da cosa è stato percepito e da come viene vissuto l'evento. In base all'autostima, alla credenze possedute, alla storia passata, alle risorse possedute, si interpreta come più o meno minaccioso e soprattutto come una possibile ingiustizia.

In sostanza ci si sente in balia di qualcosa di dannoso che non può essere controllato. La sensazione di insicurezza fa scattare non solo una reazione emotiva estremamente intensa, ma anche una sorta di stop della componente razionale: ci si sente completamente fuori controllo.

Lo scoppio d'ira, rispetto alla rabbia normale, infatti prende il sopravvento sulla nostra capacità di ragionare e tutto ciò che viene fatto in seguito sfugge al controllo dell'individuo. Si tratta dei famosi "5 minuti" durante i quali la sensazione di insicurezza fa scattare l'allarme interno e si agisce di solo impulso.

 

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Rivedere la scena

Il primo modo per controllare le esplosioni di rabbia è quelle di riviverle a mente fredda, cioè ad allarme rientrato. Come se si trattasse di un film si dovrebbe riconcatenare gli eventi che hanno portato allo scoppio, registrare l'intensità della reazione e cercare di ricordare quali pensieri sono scattati in noi.

L'obiettivo è quello di comprendere quale dei due principali stili di reazione: il ritirato che cerca in tutti i modi di evitare le fonti di rabbia (per poi esplodere) e l'ostruzionista che direttamente o indirettamente si oppone alle cause scatenanti.

Questi due stili implicano due modi di porsi alle difficoltà differenti, non ci serve passare dall'uno all'altro bensì l'esercizio è utile nel momento in cui riusciamo a comprendere i segnali che ci avvisano che lo scoppio d'ira sta arrivando.

Allora chiediamoci:

> Cosa accade appena prima di perdere il lume della ragione?

> Chi o cosa mi fa scattare?

> Quali pensieri si attivano nella mia mente?

 

E poi?

Gestire gli scoppi di rabbia non è semplice, si tratta di far partire un processo che nel tempo ci aiuterà ad affrontare meglio (per noi stessi e per gli altri) le situazioni difficili. Individuare le molle che fanno scattare l'ira è un passaggio importante, ma non basta perché, una volta riconosciute, dobbiamo avere la forza e la lucidità di "fare marcia indietro".

Come passaggio intermedio vi propongo un nuovo esercizio di immaginazione. Pensate a qualcuno che riesce a gestire le situazioni difficili con maggiore sicurezza e osservate le sue reazioni. Immaginate nuovamente i vostri scoppi d'ira e pensate a un comportamento alternativo: Come potreste reagire diversamente? L'uso dell'immaginazione nel tempo aumenta la possibilità di ricordarsi al prossimo scoppio d'ira che esiste un'alternativa pronta da usare!


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