Il parent training: verso un'ecologia comportamentale

I genitori oggi sembrano spaesati tra la nuova realtà di essere diventati mamma e papà e i tempi stretti entro cui la società li costringe ad accettare questo cambiamento. Molti corsi offrono sostegno e consigli e il parent training è una delle prospettive che meglio si adatta a coloro che vogliono sentirsi protagonisti dell'educazione dei figli!

Il parent training: verso un'ecologia comportamentale

Il parent training cos'è? Non si tratta di un corso per diventare perfetti genitori (magari esistesse), ma è un percorso attraverso cui dotare di nuovi strumenti i genitori in difficoltà.

In Italia non è ancora molto diffuso, sebbene abbia dato prova di ottenere ottimi risultati nella gestione di bambini in difficoltà o in presenza di alcune patologie come l'autismo e l'ADHD.

Ma non fermiamoci a pensare che sia uno strumento terapeutico perché le indicazioni fornite dal parent training hanno una forte efficacia anche nella quotidianità.


Parent training e Comportamentismo

La matrice del parent training è riconoscibile nell'approccio comportamentista, importante scuola psicologica che nasce e vede il suo culmine negli anni '50 imponendosi come prospettiva dominante nel panorama psicologico internazionale.

Oggi preserva la sua importanza e l'efficacia dei suoi metodi ed impostazioni, ma è considerata una delle chiavi di lettura del comportamento umano.

Le sue caratteristiche principali sono:

  • un interesse verso la problematica attuale ed il presente (ciò che accade in questo momento);
  • considerazione per ciò che è osservabile e cioè il comportamento, ovvero non ci sono considerazioni su ciò che accade nella mente;
  • utilizzo degli strumenti sperimentali in termini di controllo dei progressi e verifica dei risultati.

 

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Ecologia comportamentale e il supporto ai genitori

Come si traducono queste caratteristiche nel lavoro e nel supporto ai genitori? Il parent training si caratterizza per la centralità del rapporto genitore-bambino: i "parent" sono al centro dell'intervento perché è attraverso loro, i principali conoscitori del bambino, che si istaura una collaborazione per comprendere le migliori strategie per il miglioramento del comportamento del figlio.

Il primo passaggio è quello dell'osservazione del comportamento e un report delle abitudini educative in famiglia; ciò è stato definito "Ecologia comportamentale", cioè un'attenzione a partire e a ritornare sempre al comportamento reale, a come accade nel suo ambiente senza lasciarsi andare a facili interpretazioni.

 

Dall'osservazione all'intervento

Attraverso l'osservazione il consulente psicologo riesce ad individuare con i genitori i rinforzi che a vari livelli giungono al bambino, per poi correggerli. Anche l'intervento è molto concreto e sfrutta i metodi comportamentisti, come il Modeling (apprendimento attraverso l'osservazione di un modello) o lo Shaping (modifica del comportamento non in modo netto, ma proponendo piccoli cambiamenti progressivi).

L'obiettivo finale è quello di offrire ai genitori non la soluzione ad un solo problema, ma una tecnica che li possa aiutare in diversi momenti della crescita dei loro figli.

Non si tratta, ovviamente, di un percorso che vada bene per ogni genere di difficoltà, ma si è dimostrato utile per correggere alcune difficoltà (anche) quotidiane. 

Carolyn Webster-Stratton e Lois Hancock già nel 1998 in un capitolo di un manuale pubblicato dall'APA (American Psychological Association) sottolineavano i buoni risultati ottenuti nel:

  • rinforzare le competenze genitoriali, soprattutto nell'uso di una disciplina non violenta;
  • aumentare il supporto familiare e il coinvolgimento della scuola;
  • promuovere le competenze sociali del bambino;
  • ridurre condotte problematiche (capricci, problemi sonno, adattamento alle richieste genitoriali, ecc...).

 

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