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ANSIA MATERNA: COME RICONOSCERLA E VINCERLA

Mamme ansiose: quando la normalità diventa impedimento? L'ansia è un segnale naturale ed entro certi limiti è un utile indice di come valutiamo la realtà, ma oltre un certo limite diventa solo un impedimento.

L'ansia è un segnale psicologico che nasce per uno scopo ben preciso: si tratta di un insieme di reazioni che scattano quando un individuo si trova (o pensa di trovarsi) in una situazione pericolosa.

La reazione ansiosa genera dei cambiamenti a livello fisico e psicologico e, in generale, attiva una serie di processi finalizzati a fronteggiare del pericolo (fuga o attacco).

L'ansia materna è una forma di ansia che scatta nelle mamme che si trovano a dover gestire i pericoli per se e per i propri piccoli che inconsapevolmente incappano in ogni genere di pericolo.

Come gestire l'ansia materna per evitare che prenda il sopravvento?

 

L'andamento ansiogeno nelle mamme

L'ansia materna è una delle possibili componenti della maternità: improvvisamente ti trovi a tu per tu con un piccolo essere che progressivamente aumenta le proprie capacità motorie (ad esempio, correre) più velocemente della capacità di conoscere la realtà e le conseguenze dei propri gesti.

L'ansia quindi è utile nel momento in cui stimola la capacità della madre di anticipare conseguenze pericolose. Come per lo stress, però, l'ansia ha un andamento a curva rovesciata: al suo aumentare accresce anche le reattività generale della persona, per giungere ad un picco oltre il quale si va incontro ad un decadimento delle prestazioni.

Il problema si riassume in questa domanda: quando l'ansia materna è eccessiva e come fare a vincerla?

 

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Le conseguenze di un accudimento ansioso

Ma che male fa un mamma che accudisce con perizia il proprio piccolo? A prima vista sembrerebbe solo un vantaggio, ma l'accudimento ansioso ha delle spiacevoli conseguenze sulla crescita psicologia dei bambini.

Le reazioni degli adulti al mondo e alle situazioni rappresentano una sorta di decalogo per un bambino, cioè imparano a comprendere, giudicare e interpretare la realtà a seconda di come lo fanno gli adulti di riferimento.

Se mamma ha paura, io ho paura, se mamma è felice allora la situazione è allegra, se mamma non ha fiducia nella mia capacità, allora io non ho fiducia. Una mamma con un alto livello di ansia trasmette questa paura al proprio figlio e induce in lui l convinzione di non essere in grado di padroneggiarlo.

Ecco perché si tende a consigliare di lasciare (in base all'età ovviamente) un certo margine di indipendenza ai bambini entro i quali possano fare da soli anche se vanno incontro a piccole conseguenze negative: non si corre in mezzo alla strada, ma se corri in mezzo al parco e cadi sbucciandoti le ginocchia ne capirà le conseguenze.

 

Consigli per vincere l'ansia materna

L'ansia materna ha conseguenze negative anche per la madre, provate a pensare a che vita difficile è quella di una mamma che crede di dover o poter eliminare ogni minimo ostacolo o pericolo a suo figlio. Si tratta di una richiesta soverchiante e, direi, impossibile. Per vincere l'ansia materna è importante innanzitutto comprendere che si è oltre quel picco.

Come fare? Non si tratta di un compito semplice, perchè rendersi conto di un proprio errore o debolezza è molto difficile (soprattutto se legata ad una finalità tanto positiva), ma alcuni indicatori ci possono aiutare:

  1. molte persone vi riportano un'immagine di voi molto ansiosa (non bisogna credere a tutto quello che ci dicono gli altri, ma se uno stesso commento giunge da più fonti e soprattutto da persone che ci vogliono bene potrebbe esserci un fondo di verità),
  2. trovate difficile controllare la paura che accada qualcosa di brutto più volte al giorno ,
  3. non riuscite a vivere serenamente momenti che altre mamme vivono tranquillamente,
  4. chiedete a mamme fidate se condividono i vostri timori,

L'indizio più importante resta però il benessere soggettivo, se a dispetto di tutti e tutto, non riuscite a vivere i momenti con i vostri figli senza quel sottofondo di paura che qualcosa accada, beh provata a chiedere un consulto allo psicologo della scuola, ad esempio, male non farà!

 

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Per approfondire:

> I disturbi d'ansia

 

 

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