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CRISI ECONOMICA E FAMIGLIA: QUANTO È COSTOSO “SEPARARSI”?

La crisi economica di natura sistemica che è ormai pervasiva e tangibile nella vita quotidiana della maggior parte delle persone ha ripercussioni non solo di tipo materiale, ma anche relazionale contribuendo a cambiare e a plasmare profondamente relazioni affettive e private. La famiglia, comunque la si intenda, è microcosmo e teatro di queste incertezze economico finanziarie che contribuiscono a modificare le dinamiche relazionali al suo interno.

La crisi economica che stiamo vivendo e che è ormai tangibile nel quotidiano della maggior parte delle persone comporta un grado di incertezza e instabilità non soltanto dal punto di vista materiale, ma anche e soprattutto sul piano delle scelte di vita e delle relazioni. La famiglia è la prima ad essere teatro di questi cambiamenti che se in parte contribuiscono ad accelerare e ad accentuare mutamenti sociali già in atto, dall’altro provocano fenomeni inediti dagli esiti non prevedibili.

 

La crisi sociale della famiglia

La famiglia come istituzione sociale è da molti anni profondamente cambiata: da un lato divorzi e separazioni che comportano ricongiungimenti con le famiglie d’origine, famiglie monoparentali o allargate; dall’altro, con il protrarsi degli anni di studio e formazione, sempre più spesso si rimane presso i propri genitori da adulti e si posticipa sempre più in avanti il progetto di dar vita ad una famiglia propria. La crisi economica e le incertezze ad essa associate sembrano aver definitivamente scardinato il prototipo della famiglia nucleare precedentemente concepita come cellula fondamentale della società moderna.

 

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Crisi economica e separazioni

Padre, madre e figli bambini o appena adolescenti seduti gaiamente a tavola… un quadro decisamente ormai obsoleto che anche la Mulino Bianco (strenua sostenitrice della famiglia felice) si è decisa ad aggiornare preferendo far reclamizzare i suoi biscotti da un Antonio Banderas in solitaria. Peccato che i papà separati rappresentino una nuova emergenza sociale a rischio povertà in un paese dove divorziare sul serio comporta spesso il rischio di scendere sotto la soglia di povertà a meno di non ritornare ad abitare presso i propri genitori, mentre altri firmano una separazione che rimarrà solo sulla carta, ma che servirà loro a sgravarsi, più o meno legittimamente, di oneri fiscali e tributari vecchi e nuovi.

 

I confini intergenerazionali e la crisi economica

Un recente studio pubblicato nel 2011 (Stein, H.C., et.al., Family Ties in Tough Times: How Young Adults and Their Parents View the U.S. Economic Crisis, Journal of Family Psychology, 2011, 25,3) ha esaminato l’impatto intergenerazionale della recente crisi economica negli Stati Uniti in un campione di giovani adulti e dei loro genitori di mezza età; sebbene genitori e figli di questo studio avessero responsabilità economiche molto differenti, non ne risultavano differenze significative in termini di preoccupazioni materiali e lavorative. Tuttavia, se il disagio psicologico dei genitori sembrava polarizzato sulle preoccupazioni economiche per il futuro dei loro figli adulti, questi ultimi sembravano maggiormente preoccupati di fornire aiuto ai propri genitori che per loro stessi.

La crisi e l’incertezza economica sembra rendere sempre più difficoltoso sia porre dei chiari confini intergenerazionali, già in parte allentati dai mutamenti sociali in atto, sia divorziare e voltare pagina: rimanere o ritornare presso la propria famiglia d’origine sembra in alcuni casi ormai una vera e propria necessità dettata dalle necessità economiche degli uni o degli altri.

 

Immagine | rmgimages

 

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