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RIFARSI UNA VITA DOPO UNA SEPARAZIONE, SI PUÒ!

La separazione è una fase di cambiamento: si può intraprendere una nuova vita ma stabilendo delle priorità e concedendosi il giusto tempo per un vero cambiamento.

L’amore è una delle componenti fondamentali della vita e la decisione di intraprendere una vita di coppia modifica le scelte individuali, profondamente.

Ecco perché una separazione può essere un cambiamento drastico da cui è difficile riprendersi. Quando ci si lascia dopo aver posto le basi per una vita di coppia sono tanti gli aspetti pratici, quotidiani, ma anche inerenti l’opinione che si ha di se stessi che vanno rivisti.

Rifarsi una vita dopo la separazione, è giusto, si può fare a patto di non avere fretta e di darsi delle priorità. Come in altri momenti di cambiamento è opportuno stabilire cosa cambiare, in quale ordine e darsi il giusto tempo per raggiungere i nuovi obiettivi e ritrovare la serenità.

 

I cambiamenti paradossali

La separazione è un momento a dir poco paradossale. L’investimento affettivo, e non solo, nel partner viene meno e bisogna prendere una decisione dolorosa: con te sto male, ma senza di te starò meglio?

La domanda è più che lecita perché tante sono le dimensioni da rimettere in gioco:

> I ritmi di vita (casa, lavoro, figli, ecc…).
> Le aspettative sul futuro.
> La fiducia in un possibile futuro partner (mi conviene scommettere di nuovo sull’amore?).
> La visione di sé (quali sono le mie responsabilità, sono capace di restare in una relazione, posso permettermi di soffrire e far soffrire nuovamente?).

Risorgere da questa situazione di confusione non è per nulla semplice. Generalmente dopo essersi occupati delle questioni “pratiche” ci si ritrova soli con i propri pensieri ed è questo il punto  da cui ripartire.

 

Leggi anche Psicologia della separazione >>

 

Superare un trauma?

Per qualcuno una separazione è paragonabile ad un vero e proprio trauma, ma anche se non lo considerate tale per intensità, può essere utile tracciare un percorso di riflessione che segua le stesse linee guida. Lo psicologo Amleto Petrarca segna tre passaggi fondamentali per il superamento del trauma, proviamo a rielaborarli:

1.  Non scappare dal dolore del trauma, o meglio, guardare in faccia ciò che è accaduto senza sminuire ciò che si prova. Accettare che il rapporto non sia andato secondo le aspettative è il primo passo per evitare di continuare in una strada “di vita” non soddisfacente e che motiva a cambiare. Perché alla fine se si vuole stare meglio occorre abbandonare la vecchia strada!

2.  Accettare una sconfitta significa poi doverla elaborare. Non si tratta di trovare un colpevole, ma dare senso a ciò che è accaduto, accettare i ruoli e le azioni di ciascuno. In questo passaggio è fondamentale recuperare da una parte le proprie responsabilità e dall’altra l’autostima. Le cose sono andate male, ma: io ho preso parte agli eventi, non sono una povera vittima, ho agito per uno scopo, con uno scopo diverso mi comporterò diversamente.

3.  Il terzo passaggio è quello più orientato alla resilienza. Da una brutta esperienza si esce più forti se si è in grado di recuperare un insegnamento che aiuti a vivere meglio situazioni simili in futuro. Non si tratta di pensare che non si hanno colpe, ma che la separazione lascerà qualcosa in più: la capacità di non trascinare per anni un rapporto che non funziona o la forza di dire subito che qualche atteggiamento in un partner non ci convince, la convinzione di saper vivere anche senza un partner e quindi avere tutto il tempo per una scelta migliore.

Vivere dopo una separazione, si può, si deve, ma rispettando i propri tempi di rielaborazione e chiedendo supporto a coloro che non avranno fretta di vedere cancellato un dolore, ma resteranno al vostro fianco!

 

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