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IPOCONDRIA, COS'È

“Nel mio corpo c’è qualcosa che non va”… Questa la sensazione persistente di chi soffre di ipocondria, una preoccupazione sproporzionata e costante di poter contrarre una grave malattia, data dall'errata interpretazione di segnai fisici innocui.

Sebbene al giorno d’oggi spopoli il fenomeno delle auto-diagnosi on-line (molti Italiani si affiderebbero al dr. Google prima di consultare il medico), quello dell’ipocondria è un disagio tutt’altro che moderno.

Questo disturbo era noto già ai tempi di Ippocrate e deve la sua etimologia proprio alla medicina antica: dal greco hypo (sotto) khóndria (ipocondrio ovvero lo spazio sotto lo sterno dove si riteneva originasse la sofferenza depressiva).

Chi soffre di ipocondria avverte continue preoccupazioni ansiose per il proprio stato di salute, sopravvaluta segnali fisici lievi o del tutto benigni e ricerca invano risposte dal personale medico senza riuscire a trovare rassicurazione alcuna. Questa preoccupazione costante può arrivare a compromettere in maniera significativa la vita lavorativa, affettiva e sociale.

 

Ipocondria: criteri diagnostici

Nell’ultima versione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (APA, 2013) l’ipocondria è rinominata come Disturbo da ansia di malattia e definita in base ai seguenti parametri:

 

  • preoccupazione persistente di aver contratto, o di poter contrarre, una grave malattia;
  • preoccupazione sproporzionata per sensazioni corporee benigne o lievi disagi fisici in assenza di comprovati sintomi di malattia;
  • presenza di un’ansia elevata relativa al corpo e allo stato di salute associata ad un persistente stato di allerta e di vigilanza;
  • presenza di comportamenti incongrui relativi alla salute (la persona può monitorare continuamente il proprio corpo alla ricerca di qualche segnale di malattia o evitare e rifiutare ospedali e visite mediche);
  • presenza della preoccupazione ipocondriaca per più di 6 mesi (non si tratta di un allarmismo passeggero, ma di una preoccupazione fissa e persistente che può fluttuare e focalizzarsi su diverse potenziali malattie);
  • la preoccupazione ipocondriaca non è giustificabile né da effettive malattie somatiche, né da altri disturbi mentali (come ad esempio disturbi d’ansia, disturbi deliranti, disturbi ossessivo compulsivi).

 

L’ipocondria esprime, dunque, un disturbo differente da altri disagi psichici che possono ugualmente incentrarsi sul corpo. Si differenzia ad esempio da un disturbo delirante a contenuto somatico poiché è preservato un certo esame di realtà (la persona ipocondricaca ha paura di poter scoprire di essere gravemente malata, la persona delirante non contempla l’idea che la malattia non sia presente).

L’ipocondria si differenzia anche da una modalità somatica di esprimere l’ansia poiché sebbene porti con sé un elevato stato ansioso questo è tutto concentrato sulla malattia: non c’è spazio per altri tipi di pensieri o preoccupazioni. Nelle persone ipocondriache infatti, la preoccupazione per il corpo può arrivare ad annullare qualunque altro pensiero e giungere ad avere un’intensità quasi paranoide (Manuale Diagnostico Psicodinamico, Cortina, 2008).

 

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Ipocondria: stati affettivi, cognitivi e relazionali

Immaginate di trovarvi da soli di notte, al buio, nel vostro letto e di svegliarvi di soprassalto… Magari avete semplicemente fatto un brutto sogno, ma iniziate a prestare minuziosamente attenzione a ogni rumore, ogni minimo scricchiolio, ogni minima sonorità possiate registrare nell’ambiente…

Certamente non avete mai prestato ascolto con tanta attenzione a tutti questi particolari e adesso improvvisamente vi sembrano inquietanti e minacciosi, non perché lo siano, ma perché avete iniziato a notarli e ad interpretarli come possibili conferme di un pericolo imminente

Una persona ipocondriaca avverte la continua sensazione che ci sia qualcosa che non va nel proprio corpo, questo provoca uno stato di intensa angoscia alla quale si reagisce con un atteggiamento ipervigile monitorando continuamente di ogni sensazione corporea che viene quindi facilmente sopravvalutata diventando nuova fonte di ansia e preoccupazione in un circolo vizioso inesauribile.

A queste sensazioni corrisponde la credenza incrollabile che “questa volta” quel dolore o quella sensazione fisica siano sintomo di una malattia infausta e a nulla varranno le rassicurazioni di referti e visite mediche.

A tutto ciò si accompagnano spesso correlati fisici dell’ansia, come sudorazione e tachicardia, che amplificano le preoccupazioni somatiche.

Le relazioni con i medici e il personale sanitario sono spesso insistenti e ostili allo stesso tempo: ogni clinico che porrà una diagnosi negativa verrà trattato come l’ennesima persona incapace di prendersi veramente cura del paziente e di ascoltarlo realmente.

 

Significato e terapia dell’ipocondria

Le persone ipocondriache dunque, sebbene si affannino a passare da un medico ad un altro, sono molto resistenti a mutare la propria situazione, ad abbandonare la proprie preoccupazioni e a rassicurarsi della propria buona salute.

Le preoccupazioni somatiche possono svolgere, in modo del tutto inconsapevole, un ruolo importante nel mantenimento di un equilibrio psichico: possono tenere la persona lontana da altre preoccupazioni/stati d’animo più disturbanti (il sintomo somatico è più controllabile), rappresentare un modo per ottenere la cura e la vicinanza degli altri ecc.

Spesso, infatti, l’ipocondria è un disturbo che si manifesta a seguito di fattori precipitanti di stress come gravi perdite non elaborate, gravi malattie di altri, eventi di vita che hanno minacciato l’autostima o il senso di controllo personale ecc (Manuale Diagnostico Psicodinamico, Cortina, 2008).

Quali che siano i significati che la preoccupazione ipocondriaca assume in ogni persona, si tratta di un disturbo somatoforme, dove cioè la sofferenza e il disagio psichico non trovano altri modi per esprimersi se non quello del livello somatico speso fortemente scisso dal piano psicologico.

Queste persone non riescono a contemplare altri significati per le proprie paure fisiche e per le proprie percezioni somatiche così come non riescono ad elaborare le emozioni relative a esperienze traumatiche o disturbanti.

Se la sofferenza psicologica non può essere riconosciuta come qualcosa di “mentale”, le uniche angosce che la persona riesce a concepire cono quelle somatiche.

Il trattamento psicoterapeutico dell’ipocondria, come di altri disturbi somatoformi, mira ad aiutare la persona a riconoscere la natura psicologica del proprio malessere e a sviluppare migliori strumenti per gestirlo.

 

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Foto: andrascsontos / 123RF Archivio Fotografico

 

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