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DIALOGO CON LE EMOZIONI

Le emozioni, stati mentali e fisiologici associati a modificazioni interne. Prestare loro attenzione, con intenzione, in modo non giudicante, perché possano portarci il loro messaggio, perché possano fluire senza lasciare blocchi. Perché i disagi sono occasione per sondare risorse inesplorate, per ritrovare la propria forza interiore.

Emozioni scomode, negate, rimosse, ricacciate in un anfratto dentro di sé, per paura di cadere, di perdere il controllo, di soffrire, di perdersi, di non farcela... e finire, così, per tradire se stessi, rimanendo ancorati a situazioni disfunzionali, a dinamiche infruttuose, che sbriciolano la quotidianità, riducendone la pienezza, la bellezza.

 

Emozioni, imparare a fermarsi

Fermarsi. Innanzitutto fermarsi. Smettere di fagocitare tutto ciò che capita a tiro, persone, situazioni, occasioni, perché la logica del fare a volte appaga e riempie i vuoti, altre genera frastuono ed impedisce di ascoltare ciò che alberga dentro di sé. 

Abbandonare pensieri di onnipotenza, che impongono di stare in piedi a tutti i costi, senza mai riposare; rimandano un bisogno di perfezione, impossibile da raggiungere; annoiano, perfino se stessi. Immergersi nel silenzio. Ha una sua voce.

Provare momentaneo malessere per ottenere benessere: abbandonarsi ad un ascolto profondo dei propri vissuti interiori, senza fuggire. Nel silenzio, soffermarsi sulla propria esperienza interna, con accettazione, senza giudizio, con amorevole gentilezza verso di sé.

Accoglienza, la parola d'ordine, l'imperativo a cui abbandonarsi. Stare in ascolto di quello che c'è, così come è, delle proprie emozioni, preziosa fonte di preziosi messaggi, quelle emozioni, la cui esperienza profonda consente al corpo di esprimere ciò che ha dire, emozioni, il cui libero fluire evita blocchi emotivi.

Coltivare un atteggiamento di attenzione al qui e ora, con intenzione, abbandonando sprezzanti modalità giudicanti verso di sé, perché amareggiano l'anima e non sanano ferite.

Accettare di sentire quelle emozioni scomode, penose, dolorose, perché la capacità di restare presenti ad esse consente di non caderci dentro, di contenerle ed insegna che si può essere quel corpo che le vive ma anche quella mente che le osserva, con coraggio, con distacco perfino.

 

Emozioni e mindfullness

Mindfulness: consapevolezza, stato di presenza, attenzione al momento presente.
Fare esperienza diretta del momento presente, dei propri vissuti interiori, perché nel coltivare una più piena presenza all'esperienza del momento, al qui e ora, si può percepire che ogni emozione è una sorta di onda, un fiotto di energia con un picco e una discesa, nuvola minacciosa che passa nel cielo e se ne va.

E scoprire così, che nessuna emozione è davvero negativa: ognuna contiene una sua forza, ognuna libera un messaggio che indica la via da percorrere, ognuna ha una sua specifica funzione.

Altro da facile modalità per garantirsi benessere psicofisico a basso prezzo (che, per altro, non esiste, come, forse, non esiste guarigione a basso prezzo), altro da accettazione acritica di ciò che accade, altro dalla passività. Trattasi, piuttosto, di occasione per mettersi in una diversa relazione col disagio, con le difficoltà, con il dolore, che la vita pone sul proprio cammino.

L'Occidente si inchina di fronte all'Oriente. Millenarie culture orientali insegnano da sempre i benefici della meditazione, la Vipassana, per esempio, da cui la Mindfulness ha tratto spunto.

L'attitudine coltivata attraverso una pratica di meditazione mindfulness aiuta a prevenire o gestire la sofferenza interiore, proprio attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie sensazioni, percezioni, emozioni, dei propri pensieri.

Prestare attenzione a ciò che alberga dentro di sé consente di cogliere, con maggiore prontezza, il sorgere di pensieri negativi, elevando la padronanza nei confronti dei propri contenuti mentali.

Sono i pensieri negativi, insieme a moti di feroce autobiasimo, ciò che genera, più spesso, la spirale del ruminìo ansiogeno e depressivo.
Accogliere, invece che negare o rimuovere, accettare, invece che lottare e respingere, tollerare, perché le percezioni negative sono parte del proprio percorso esistenziale, perché ogni vissuto è portatore di un proprio messaggio.   

Nell'ascolto di ciò che alberga dentro di sé sorge una inaspettata forza interiore, nasce la possibilità di misurarsi con l'esperienza dolorosa, si percepisce la realtà dell'impermanenza.

Autori come Kabat-Zinn o Siegel insegnano lo stato di mindfulness, insegnano che viaggiare nel cuore della vita significa fare un'esplorazione illuminante: vivere nel qui-e-ora, essere consapevoli in modo mindful.

Raggiungere il benessere sintonizzandosi con il presente, diviene, così, una opzione praticabile: un senso nuovo di equilibrio e chiarezza si fanno largo, dettando nuovi percorsi personali. 

 

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