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PSICOLOGIA DEI GIOCHI DI RUOLO ONLINE

Esiste un impatto negativo che talvolta i giochi di ruolo online (MMORPG, Massively Multiplayer Online Role Playing Games) hanno su alcuni utenti e sulle loro famiglie, che sempre più spesso chiedono aiuto ad un professionista.

L‘industria del videogioco è un settore che fin dall'inizio del nuovo millennio è sempre stato in estrema crescita, mai toccato dalla crisi economica mondiale e destinato, secondo alcune proiezioni, a crescere ulteriormente nei prossimi anni. Dalla fine degli anni ‘90, la rete ha permesso la nascita e una rapida diffusione di un genere video ludico rivoluzionario, il Massively Multiplayer Online Role-Playing Game (MMORPG), che ha integrato i progressi grafici avvenuti negli ultimi anni all‘opportunità data da Internet di ridurre i vincoli spazio-temporali e mutare i concetti di spazio, tempo, territorio, comunicazione e interazione sociale.

 

Giochi di ruolo online, quando è dipendenza

I MMORPG, diffusisi senza sosta negli ultimi quindici anni, hanno ben presto rivoluzionato il modo di giocare di molti utenti. Molti di loro, infatti, hanno cominciato ad investire nel gioco crescenti quantità di tempo, talvolta arrivando a tralasciare altre importanti attività e responsabilità della vita quotidiana. Il fenomeno, a partire dai primi anni del nuovo millennio, ha iniziato ad incuriosire la ricerca psicologica, che ha cominciato ad interrogarsi sul possibile impatto negativo dato dai giochi di ruolo online, quando utilizzati in modo intenso e prolungato. Le svariate storie di estremo coinvolgimento emerse dalla cronaca, assieme ai risultati delle prime ricerche, hanno portato la comunità scientifica ad ipotizzare la possibilità che i giochi online, nati come forma di intrattenimento, potessero portare una parte degli utenti a sviluppare una dipendenza. Il crescente interesse degli studiosi nel corso dell‘ultimo decennio ha portato alla nascita di un importante filone internazionale di ricerca sulla dipendenza da videogiochi che, attualmente, è candidata per l‘inclusione all‘interno delle classificazioni dei disturbi mentali dell‘Ordine Mondiale della Sanità (International Classification of Diseases) e dell‘ American Psychiatric Association (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders).

 

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Il MMORPG, infatti, non è soltanto un mezzo di intrattenimento che prevede un rapporto tra individuo e computer o console, ma un sistema costituito da un ambiente virtuale permanente e in continua evoluzione condiviso contemporaneamente da milioni di utenti che lo abitano attraverso la creazione, la personalizzazione e il controllo di personaggi virtuali, detti anche Avatars.

La vastità degli ambienti, la possibilità di creare un individuo virtuale ma con caratteristiche paragonabili a quelle di un individuo reale e l‘opportunità di interagire con un‘infinità di altri utenti per competere o per collaborare nel raggiungimento di obiettivi comuni, rende il gioco un‘esperienza, per certi versi, simile alla vita reale.  

 

Realtà reale e relatà virtuale

All‘interno di questi mondi, quindi, si nasce, ci si evolve, si comunica, si conoscono altri utenti con i quali, nel tempo, possono nascere alleanze all‘interno del gioco e spesso anche amicizie al di fuori del gioco. Per alcuni utenti la partecipazione a questi giochi diviene gradualmente una vita parallela a quella vissuta nel mondo reale.

L‘entità dell‘investimento di tempo ed emotivo rende i giochi di ruolo online un genere a sé stante, caratterizzato da utenti differenti rispetto a coloro che scelgono altri videogiochi, che trovano soddisfazione a bisogni diversi rispetto a coloro che prediligono altri generi.

Foto: vadymvdrobot / 123RF Archivio Fotografico

 

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