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UOMINI INTIMIDITI DA DONNE INTELLIGENTI?

Le differenze attraggono o respingono? Dipende. Gli uomini, sebbene attratti dall’idea di una donna intellettualmente brillante, potrebbero sentirsi intimiditi una volta a contatto con donne intelligenti

Gli uomini sono intimiditi da donne intelligenti? Sembra di sì, almeno queste sono le conclusioni suggerite da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori delle University of Buffalo e University of Texas at Austin e pubblicato sul numero di novembre 2015 della rivista Personality and Social Psychology Bulletin.

A quanto pare gli stereotipi di genere sono ancora molto potenti e in grado di influenzare, almeno in parte, il tipo di partner con cui scegliamo di accompagnarci.

 

Perché le donne intelligenti intimidiscono gli uomini?

Lo studio in questione è stato messo a punto con l’intento di esplorare il ruolo dell'intelligenza tenendo conto di due fattori che sarebbero in grado di influenzare l’attrazione verso un potenziale partner:

a) quanto lo si percepisce lontano da noi o, al contrario, facilmente raggiungibile;

b) se e quanto differisce da noi, in meglio o in peggio, per alcuni tratti di personalità.

Quando si valuta l’attrattiva di una persona a noi lontana, che sarebbe quindi ben difficile incontrare concretamente, il nostro giudizio sarebbe guidato da schemi e stereotipi di tipo ideale e astratto facendoci preferire un partner con qualità e caratteristiche migliori delle nostre.

Al contrario, quanto ci troviamo di fronte ad un partner con cui possiamo realmente intrattenere una relazione, potremmo preferire persone con qualità inferiori alle nostre che preservino il nostro senso di efficacia e sicurezza nelle nostre capacità.

Lo studio in questione sembra confermare questi assunti: gli uomini, sebbene ritengano idealmente più attraenti donne intellettualmente brillanti, sarebbero intimiditi da donne intelligenti e, temendo il confronto, nella vita reale preferirebbero partner meno prestanti.

 

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Dagli ideali… alla realtà

Per questo studio sono stati reclutati 105 uomini eterosessuali. A questi era stato chiesto di immaginare un appuntamento romantico con una donna scegliendo tra ideali partner più o meno abili nel risolvere problemi matematici: fin qui gli uomini preferivano senza dubbio donne più intelligenti.

Ma cosa accade quando si abbandona l’immaginazione e invece di fantasticare su una partner ideale si deve incontrare una donna nella vita reale? In questo secondo caso le preferenze dei soggetti sembrano essersi significativamente invertite: sebbene contro le loro aspettative ideali, gli uomini di questo gruppo, quando veniva detto loro che avrebbero effettivamente incontrato una donna che aveva superato brillantemente un test di intelligenza, si sarebbero mostrati intimiditi, più freddi e distanti e meno propensi a considerarla attraente.

Sembra, concludono gli Autori, che gli uomini siano intimiditi da donne intelligenti perché ne temono il confronto percependo la loro prestanza intellettuale come una possibile minaccia alla propria mascolinità.

 

Stereotipi di genere e scelta del partner

Gli stereotipi di genere che prevedono in larga parte una mascolinità fondata sul potere e la superiorità e una femminilità passiva e acquiescente sembrano ancora largamente influenzare la nostra cultura e le modalità con cui possiamo scegliere potenziali partner.

Sebbene questi schemi piuttosto semplicistici e riduttivi sembrano sul piano ideologico appartenere al passato – oggi si parla di unioni civili, coppie omosessuali e aspetti che rimettono radicalmente in discussione i tradizionali rapporti tra i generi – potrebbero ancora rivelarsi profondamente radicati sul piano concreto della vita quotidiana e in grado di condizionale le nostre scelte.

Lo si era già visto riguardo alle scelte alimentari anche queste influenzate agli stereotipi di genere e dalle caratteristiche di mascolinità e femminilità attribuite ai due sessi e, di conseguenza, a diverse categorie di cibi.

Che dire? Un vero peccato perché sembra, riprendendo le conclusioni dello studio citato, che la paura del confronto e il condizionamento di una mascolinità fondata solo su potere e superiorità inducano a tradire i propri ideali e a scegliere di accompagnarsi a donne con cui ci si sente più sicuri ma forse meno stimolati intellettualmente.

E le donne? Quanto questi stessi stereotipi influenzano la loro abilità intellettuale e l’assertività con cui mostrano e fanno valere la propria intelligenza? Le questioni di genere possono ridursi ad un’eterna competizione di potere? O è possibile incontrarsi sulle differenze?

Questa, a quanto pare, è una questione più che mai dibattuta oggi a proposito di tutti i modelli di unione di famiglia, da quelle più tradizionali a quelle dove i rapporti fra i sessi, i ruoli sociali e genitoriali potrebbero essere decisamente non convenzionali.

Forse l’era dell’uomo “macho” e della “donna angelicata” ha finalmente fatto il suo tempo? Staremo a vedere.

 

Il maschile e il femminile in noi

 

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