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ANSIA SOCIALE E PENSIERI INTRUSIVI

Inserita da anonimo in Psicologia 0 risposte.

Sono un ragazzo di 24 anni, studente universitario. Penso di condurre una vita apparentemente normale: esco in compagnia, ho svariate amicizie, ho avuto esperienze con ragazze ed anche una fidanzata. A scuola sono sempre andato bene,e sto concludendo gli studi universitari dopo aver preso la laurea triennale. Tuttavia ho sempre lottato e convissuto con una forte ansia, legata in particolare modo alla paura del giudizio altrui. Le condizioni che mi mettono più a disagio sono le relazioni con le ragazze/donne, in particolare se provo attrazione verso di loro. In quest'ultimo caso mi è capitato, forzandomi a parlare con loro, di essere travolto da un'ansia paralizzante: faticavo a parlare, tremavo. Un'altra situazione per me molto scomoda riguarda l'espormi in pubblico, come ad esempio il fare una domanda al professore durante una lezione con l'aula affollata. Anche qui provo delle manifestazioni di ansia simili alle precedenti. Secondo ma non meno importante problema è quello dei pensieri: tendo spesso a rimuginare sul passato, penso troppo, faccio una fatica terribile a trovare la concentrazione per studiare, in particolar modo negli ultimi tempi. E tutto questo, probabilmente legato ai problemi di ansia sociale, non fa che aggravare i sintomi. Il perdurare di questa situazione mi ha portato ad episodi di depressione e completa apatia verso la vita, in particolare nei mesi invernali. Ho contattato diversi psicologi, cercando quelli che proponevano un approccio cognitivo-comportamentale. Purtroppo però i due percorsi affrontati non sono andati a buon fine. In particolare, nell’ultimo percorso psicologico, il terapeuta mi assegnava dei compiti da fare per la volta successiva. Una volta passati agli esercizi pratici ho riscontrato le difficoltà maggiori: mi ha chiesto di fermare per strada ragazze sconosciute, e fare delle domande finalizzate a ricevere un rifiuto di qualunque tipo ( Ad. Es “sai per caso dov’è la fermata dell’autobus 29?”) . Non son riuscito a fare con costanza questi esercizi, per me ancora troppo difficoltosi: secondo il terapeuta non ero abbastanza motivato al cambiamento. Mi ha fatto poi notare come il mio vero problema siano i pensieri intrusivi, spesso dubitanti ed eversivi, che remano contro al tentativo di cambiare. Sicuramente una parte di me ha molta paura del cambiamento, mentre l'altra spinge per accoglierlo ed affrontare le situazioni temute. Chiedo gentilmente a voi un parere sulla mia situazione.

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