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VITA DA FREELANCE: I RISCHI DEL LAVORO "LIBERO"

Negli ultimi tempi si sta affermando una nuova moda in campo professionale: il lavoro freelance. Forse per la precarietà diffusa, forse per la voglia di emanciparsi mettendosi in proprio, quella del collaboratore esterno sta diventando una figura sempre più presente. Vediamo insieme cos'è il lavoro freelance e quali sono i rischi per chi lo sceglie

Per certi versi potrà anche essere elettrizzante lavorare da soli, nella più completa autonomia e solo all’apparenza senza vincoli, insomma liberi da quelle rigidità di orario che impongono la propria presenza ogni giorno sul posto di lavoro. Tuttavia le cose non stanno proprio così, per chi decide di fare la vita del freelance non son tutte rose e fiori e in effetti sarebbe più corretto dire “per che si ritrova a fare la vita del freelance”. Differenza non da poco, come si capisce, visto che il prezzo di questa apparente libertà è, oltre alla mancanza di un gruppo di colleghi con cui confrontarsi quotidianamente, soprattutto l’assenza di uno stipendio che sia degno di questo nome. Vediamo insieme cos'è il lavoro freelance.

 

Lavoro freelance: cos'è

Normalmente, il compenso viene percepito dal collaboratore sulla base di quanto prodotto, non prevedendo un fisso e, talvolta, neanche il rimborso spese per i costi che comunque si sono sostenuti per lo svolgimento dell’attività lavorativa, come ad esempio benzina per l’auto, telefonate, ecc. Per non parlare dell’assenza di dotazioni in termini di portatili, cellulari aziendali e quant’altro possa rivelarsi utile per l’esecuzione ottimale del proprio lavoro. Il risultato è che, in queste condizioni, a fronte di un dispendio enorme di energie - specie se si pensa al caso delle professioni intellettuali  - il ritorno in termini monetari che ne deriva al collaboratore esterno (espressione che sicuramente ha molto meno appeal del termine freelance) non è assolutamente proporzionale. Addirittura può verificarsi il paradosso dei paradossi, e cioè che i costi sostenuti per la realizzazione di un lavoro siano persino superiori alle entrate che se ne ricavano.

 

C’è poi un altro elemento da considerare, in quella che ormai sembra essere una forma di lavoro assolutamente accettata in tempi di occupazioni sempre più precarie, e cioè l’alienazione dal contesto lavorativo che rischia di pesare sul freelance in nome di una libertà che, per certi versi, è solo apparente, effimera e ipocritamente (o ingenuamente) considerata da alcuni affascinante, trattandosi invece di lavori che, nella maggior parte dei casi, sono semplicemente poco remunerati e con scarsissime tutele per i giovani che li svolgono.

 

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Fonte immagine: guiguis

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