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SINDROME DA RIENTRO, NON ROVINIAMOCI IL POST VACANZA

Sindrome da rientro, post-vacation blues. Sono molti i modi in cui viene indicata quella forma di malessere che coglie molte persone al rientro dalle ferie. Ma le vacanze non servivano proprio per recuperare le energie?

 

Sindrome da rientro, stress da rientro, depressione da post- vacanze e chi più ne ha più ne metta. Sarà bene, a scanso di equivoci, chiarire subito che questi termini altisonanti non stanno a indicare uno stato depressivo clinicamente diagnosticabile, ma una temporanea condizione di fatica a riadattarsi ai ritmi lavorativi dopo un periodo di pausa.

Niente a che fare con la psichiatria o col disagio mentale dunque! Ciò nonostante, questo delicato periodo di transizione tra il dolce far niente e il ritorno al lavoro merita una certa attenzione…

 

Sindrome da rientro: tempi di adattamento

A molti capita di vivere una difficoltà analoga alla sindrome da rientro quando iniziano le tanto agognate ferie: fatica a “staccare”, a non pensare al lavoro, difficoltà a dormire qualche ora in più e a rilassarsi…

Siamo animali abitudinari e quando cambiamo stile di vita il nostro organismo richiede qualche tempo per riabituarsi a ritmi diversi. Quando siamo nel periodo lavorativo spesso la frenesia del quotidiano ci porta ad abituarci ad una sovrabbondanza di richieste e di stimoli, ci sentiamo gravati da mille impegni e siamo abituati a essere sempre in movimento, sempre all’erta per cui può non essere facile, per alcuni, passare in breve tempo ad uno stato di relax…

Vale la stessa difficoltà anche nel verso contrario: lasciare un periodo di relativa inattività (fisica o mentale), di ritmi rallentati e di maggior spensieratezza per immergersi nuovamente nei ritmi serrati della vita quotidiana è un cambiamento che richiede alla mente, ma anche la corpo, un nuovo adattamento.

Niente di più sbagliato, dunque, che pretendere di “switchare” bruscamente dall’ozioso lettino sulla spiaggia al computer aperto h24 contornato da post-it pieni di memo e cose da fare (magari tutte urgenti “per ieri”!).

 

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Sindrome da rientro: il metodo della “doppia porta”

In molti centri commerciali viene adottato un sistema di ingresso che si rivela molto utile (e salutare) per impedire bruschi sbalzi termici ai clienti in entrata o in uscita.

Vi sarà capitato senz’altro di notare che spesso all’entrata c’è una doppia porta: fra l’afa asfissiante di una calda giornata estiva e l’ambiente refrigerato dall’aria condizionata si crea una sorta di spazio di transizione in cui la temperatura assume fortunatamente livelli intermedi… Niente passaggi bruschi insomma se si vuol evitare un malanno!

Il modo per gestire il rientro dalle vacanze dovrebbe seguire, possibilmente, un criterio analogo. Pretendere di passare improvvisamente dal non far nulla al lavoro a pieno ritmo è un’aspettativa irrealistica oltre che insana perché genera stress a corpo e mente. Meglio dunque concedersi qualche giorno “fra le due porte” in cui iniziare a riprendere le proprie attività con ritmi più leggeri conservando ancora spazi di relax durante la giornata e preservando ore di sonno e di svago.

 

Sindrome da rientro: voglia di cambiamento

Sarà più facile riuscire ad adottare la strategia sopra accennata se non si sono nutrite eccessive aspettative sulle vacanze. Qualche giorno o qualche settimana di pausa sono fondamentali per rigenerare corpo e mente, possono aiutarci ad affrontare il quotidiano con energie rinnovate, ma nessuna “fuga dalla città” risolve o annulla magicamente i problemi.

Per quanto si tenda a “rimandare” diverse questioni a dopo le ferie, le vacanze non annullano i nostri problemi, potremo però augurarci di affrontarli con più energie al ritorno.

Anzi, una certa parte della fatica a ripartire potrebbe anche essere utile: ora che possiamo rivalutare con una mente più “fresca” le questioni che avevamo lasciato in sospeso, può darsi che avvertiremo l’esigenza di operare qualche piccolo o grande cambiamento per migliorare la qualità della nostra vita.

 

Sindrome da rientro: coltivare il proprio benessere

Se un ritorno graduale e qualche piccolo cambiamento non bastano può darsi che si abbia bisogno di qualche strumento in più per preservare il benessere coltivato durante le vacanze. Imparare ad utilizzare qualche strategia di Time Management, ad esempio, può essere d’aiuto per ripristinare il giusto ordine di priorità nelle cose da fare (non tutto è massimamente urgente o importante) e non sentirci oberati ancor prima di ricominciare. Questo magari è proprio il momento di pianificare con calma le cose da fare e valutare nell’insieme i propri progetti di lavoro o di vita, piuttosto che buttarsi a capofitto in una selva indistinta di “urgenze”.

Per preservare il benessere fisico e mentale e non cedere allo stress può essere utile anche praticare qualche strategia di rilassamento: dal respiro al Training Autogeno, molti sono i metodi che possono aiutare a riprendere il ritmo con una mente calma e concentrata.

Insomma, il rientro dalle vacanze più che una sindrome da stress può essere un momento per riprogettarsi e iniziare a curare al meglio il proprio benessere.

 

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Foto: nito500/123rf.com

 

 

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