Fiaba terapia

Che cos'è la fiaba terapia e come funziona? Inventare una fiaba ha un effetto benefico: permette di raffigurare i conflitti sul piano simbolico e lì di risolverli, traendone un ritorno positivo anche nella realtà

Fiaba terapia

Che cos'è la fiaba terapia: chi la può usare? Come? A che scopo?

Vorrei essere molto chiara su questo punto: se parliamo di ‘fiaba terapia’ come di una vera e propria forma di terapia di tutto rispetto, questa deve essere necessariamente praticata da un operatore che ne abbia le qualifiche appropriate, ovvero in questo caso da uno psicoterapeuta o uno psicoanalista abilitato all’esercizio della psicoterapia. Ma esiste anche un altro uso della fiaba, che è sì terapeutico in senso lato, ma che può essere utilizzato da chiunque “su se stesso” senza alcun danno o controindicazione. Come funziona?

 

Per spiegarlo occorre innanzitutto chiarire in che modo l’inventare una fiaba possa avere un effetto benefico su colui che la inventa... La fiaba ha una sua struttura caratteristica: inizio-crisi-soluzione. La fiaba inizia con “C’era una volta …” e presenta nella scena di apertura un equilibrio che di lì a poco verrà travolto dagli eventi. La fiaba non è fiaba senza un nemico! senza un problema da risolvere, un ostacolo da superare, una difficile impresa da compiere… Nello sviluppo successivo diventa chiaro ‘chi’ è il protagonista, quale è il pericolo in cui si trova, quale è l’opera che dovrà portare a termine, chi sono i suoi nemici e chi cerca di ostacolarlo, e chi sono i suoi alleati, pronti ad accorrere in suo aiuto. E alla fine…. “Tutti vissero felici e contenti…” che è solo una frase standard, una specie di ritornello conclusivo con cui il racconto di dissolve, ma che in realtà presenta il ‘nuovo’ equilibrio raggiunto, migliore e più completo di quello iniziale.

 

La fiaba è un ‘percorso’ che si sviluppa tra questi due poli: dal vecchio al nuovo equilibrio, è un cammino di trasformazione e di ricerca di nuove possibilità. Proprio per questa sua struttura, così  tipica e caratteristica, la fiaba costituisce un eccezionale strumento di problem solving: cioè riesce a raffigurare sul piano simbolico i problemi presenti, permette di dare volto e voce e forma alle dinamiche interiori che di stanno muovendo alla ricerca di nuove aperture. La fiaba infatti non si limita a ‘raffigurare’ le conflittualità presenti in noi, perché nel mentre le individua (e ne delinea chiaramente la composizione e la struttura) si muove anche verso la soluzione del conflitto, verso il lieto fine.

 

Sul piano dell’ immaginario in cui si muove la fiaba è teoricamente ‘impossibile’ non riuscire a trovare una soluzione ai problemi: per quanto gravi siano le difficoltà del protagonista c’è un’ infinità di eventuali aiutanti che possono venire a soccorrerlo: fate, maghi, bacchette magiche, animali parlanti… Un intero esercito di alleati magici, che non rappresentano (come spesso si crede) degli aiuti esterni, ma indicano invece l’attivarsi di forse interiori che non si pensava neppure di possedere e che ora vengono risvegliate… Oltretutto nel mondo dell’immaginario fiabesco è sempre possibile la ‘riparazione del danno’: anche se il protagonista dovesse morire o rimanere gravemente ferito ecco che arriva un aiutante con un intero kit di acqua della vita e erbe magiche che lo rimettono in salute. Ma questo, si dirà, accade solo nel mondo della fantasia….

 

Beh, non esattamente. Perché questi percorsi di riparazione, di scoperta di nuove soluzioni, di sviluppo di capacità, nella fiaba vengono rappresentati in forma simbolica, ma corrispondono a dei processi di elaborazione del problema e di prefigurazione di soluzioni, che hanno una ricaduta sul piano del reale. Come? Attraverso l’intuizione che getta lampi di luce su possibili alternative. Per questo è anche importante, quando si inventa la propria fiaba personale, non cercare di interpretarne il significato, perché ciò diminuisce l’effetto invece di amplificarlo.

 

Infatti quando diciamo di ‘avere un problema’ probabilmente abbiamo già cercato di risolverlo con le normali modalità di ragionamento e non ci siamo riusciti, ma spesso non abbiamo trovato la soluzione proprio perché gli schemi di pensiero che abbiamo utilizzato non sono adeguati. L’inventare una fiaba ci permette di ‘uscir fuori’ dalla griglia dei nostri schemi abituali di pensiero e di trasporre il tutto su un piano completamente diverso, dove di sicuro la soluzione si trova, e questo attiva forme di pensiero e associazioni mentali nuove. Se invece dopo aver inventato la nostra fiaba ci mettiamo a ricollegarla ai nostri problemi reali, è facile che cogliamo qualche somiglianza ma anche che concludiamo che ‘senza bacchette magiche nella realtà il problema non si risolve’ e così torniamo punto e a capo. La via invece è quella di inventare la nostra fiaba e poi lasciarla lavorare da sola, mantenendoci vigili nei giorni successivi a cogliere i segnali,  gli spazi di intuizione e le idee nuove che scaturiscono spontaneamente…